Dopo l'ultimo attacco di Trump a Giorgia Meloni il governo fa quadrato. La linea di palazzo Chigi è chiara: non rispondere alle provocazioni. Lo ha detto anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a SkyTg24 Live In: "La cosa fondamentale è mantenere i rapporti con un alleato fondamentale come gli Usa", ha spiegato, "Le persone passano ma i rapporti devono rimanere".
Della stessa opinione il ministro dell'interno, Matteo Piantedosi: "Ho letto pure io un po' di commenti sulla stampa, tra l'altro un po critica come espressione in questo momento", ha aggiunto sempre a SkyTg24 Live In, "Io credo che noi dobbiamo puntare al fatto che, come si è visto, i rapporti con gli Stati Uniti sono dei rapporti incrollabili" che "non vengono messi in discussione neanche da queste fibrillazioni delle quali ancora non è chiara la natura".
"Sono dichiarazioni che si commentano da sole", ha aggiunto il vicepremier Antonio Tajani, "Noi fin dall'inizio abbiamo detto che non avremmo risposto a dichiarazioni di questo tipo, quindi andiamo avanti. Siamo convinti che le relazioni transatlantiche vadano ben al di là delle singole dichiarazioni. Noi siamo amici degli Stati Uniti che sono un partner strategico, sono la parte dell'Occidente più importante insieme all'Europa, a noi questo interessa. Le relazioni con gli Stati Uniti sono fondamentali da tutti i punti di vista, commerciali, politici, strategici. Siamo stati alleati degli Stati Uniti con Obama, con Clinton, con Bush, con Reagan, con Biden, quindi il problema per noi non esiste, andiamo avanti, procediamo sulle relazioni politiche molto importanti, al di là di qualche dichiarazione".
Solidarietà alla premier anche dall'opposizione. "Sono stata la prima a dire che gli attacchi di Trump erano assolutamente inaccettabili", ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervistata a Skytg24, "Siamo avversari nella politica ma siamo tutti italiani e non possiamo accettare attacchi o insulti da parte di capi di governo stranieri"."Il governo italiano però non solo ha avuto un atteggiamento schiacciato sugli Usa, ma non sta scegliendo l'Europa - prosegue -. Il 'pontè di Meloni con gli Usa è crollato, e lei si è detta contraria anche a difesa comune Ue. Se già hai sbagliato accettando la richiesta dannosa del 5% del pil in spesa militare, e sei contraria alla difesa comune europea, è chiaro che starai comprando più armi da Trump. Mentre bisognerebbe puntare su una difesa comune europea".
"Trump è un ignobile bullo da quattro soldi", aveva twittato già ieri sera il leader di Azione Carlo Calenda, "Piena solidarietà alla Presidente del Consiglio". “Che Trump sia un’incognita e un disastro lo sappiamo tutti, però diciamo le cose come stanno: io sono italiano, sono all'opposizione di Giorgia Meloni, ma quando Donald Trump attacca Giorgia Meloni, è evidente che tra Trump e Meloni sto dalla parte di Meloni, perché sto dalla parte dell'Italia. Questo è un modo serio di concepire anche lo stare all'opposizione”, aggiunge Matteo Renzi. Che però attacca: "E lo dico perché 10 anni fa Giorgia Meloni, allora all'opposizione, disse che tra Putin e Renzi avrebbe preferito Putin. Questi sono i sovranisti alle vongole. Noi tra Trump e Meloni preferiamo Meloni e difendiamo Meloni e difendiamo l'Italia, perché noi siamo davvero delle persone che hanno a cuore l'interesse nazionale. Invece Giorgia Meloni è una banderuola che segue le mode. Mi auguro che da oggi, dopo le frasi infami di Trump contro Meloni, Meloni si svegli e capisca che l'interesse dell'Italia è stare con l'Europa, non inseguire i Maga". "Nessuno è andato mai con il cappellino Maga in mano, non sono andato mai in ginocchio da nessuno", ha quindi replicato a Renzi il ministro degli Esteri Tajani, "Poverino, fa la sua parte in cerca di consensi dopo il disastro alle Europee, dove non è riuscito a entrare al Parlamento europeo, ora annaspa e cerca di ottenere qualche voto".
"Mi pare che Trump viaggi su un altro livello e su altre modalità, credo che faccia bene Giorgia Meloni a ignorarlo", ha detto dal canto suo il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ospite anche lui all'evento di Sky, "Non si può fare altrettanto, lui fa trenta post al giorno e non si può rispondere a tutto altrimenti non si lavora. Di Meloni si può dire tutto ma politicamente è furba e fa bene a ignorarlo, lui è così e non cambierà. Si spera che questa sia una fase transitoria per gli Usa e si spera nelle elezioni di Midterm, e speriamo che gli diano una botta", ha aggiunto ancora il sindaco secondo cui "Meloni è stata troppo vicino e accondiscendente in una fase iniziale con Trump e la vittoria del no al referendum io la attribuisco anche a questo. All'inizio ha sbagliato a mostrarsi così accondiscende ma essendo persona capace, alla prima occasione ha cambiato subito registro e ha reagito, ha preso l'occasione per creare quella distanza che le sarebbe servita".
Non manca chi, come il capogruppo M5S Luca Pirondini, ne approfitta per attaccare la premier. "Trump continua a fare il bullo con Giorgia Meloni"m ha dichiarato, "È la parabola amara di chi, invece di mettere al centro gli interessi nazionali, per due anni ha detto sempre sì a prescindere: arrivando perfino a candidarlo al Nobel per la pace e correndo a Washington per provare a ritagliarsi un posto privilegiato nel suo sistema di relazioni personali. Da fan numero uno a pungiball di Trump il passo è stato tremendamente breve.
Quando questo governo andrà a casa, l’Italia potrà voltare pagina, passando dalla sudditanza all’autorevolezza. Perché i rapporti tra Stati e leader non si costruiscono con ammiccamenti e faccine, ma con schiena dritta, rispetto reciproco e parità. E soprattutto con l’interesse nazionale come unico faro".