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C'è il via libera all'audizione del leader M5s. "Convocatemi"

Sì all'audizione delll'ex premier in commissione. Il presidente Fontana garantisce il "tempestivo reinsediamento"

C'è il via libera all'audizione del leader M5s. "Convocatemi"
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È ufficiale: Giuseppe Conte può rassegnare le dimissioni dalla commissione Covid per essere audito. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana assicura: "Garantirò tempestivo reinserimento di Conte in commissione appena fatta l'audizione" scrive in una lettera inviata al leader del M5S. Conte ringrazia: "Ora Lisei mi convochi".

Si attende la decisione del presidente della commissione Marco Lisei sulla data dell'audizione. Dimissioni, invece, formalizzate da parte del capogruppo Fdi Galeazzo Bignami dalla commissione per essere audito. L'inchiesta sul Covid fa saltare i nervi ai grillini. Più si scava nei 25 miliardi di euro (soldi pubblici) spesi nell'anno di pandemia 2020-2021 dalla coppia Conte-Arcuri, più aumentano gli attacchi contro Il Giornale, quotidiano in prima linea nel racconto del più grande spreco di denaro pubblico in Italia. Il capo dei Cinque stelle Giuseppe Conte prova a metterci la faccia, andando in tv (da Nicola Porro). L'onore delle armi gli va riconosciuto. Ma durante l'intervista appare in forte imbarazzo sulle commissioni (223 milioni di euro) pagate a mediatori, sul ruolo dei servizi segreti nella gestione degli appalti e sulle mascherine farlocche. Ieri Il Giornale ha rivelato i messaggi scambiati dagli avvocati, che gravitavano nel giro dello Studio Alpa (maestro di Giuseppe Conte), con Arcuri. E subito parte l'offensiva dei grillini contro il nostro giornale. "Da settimane i giornaloni della famiglia Angelucci agiscono come un megafono della propaganda della destra" si sfoga la parlamentare Chiara Appendino. Il bersaglio è l'editore del Giornale. "C'è chi usa i giornali di Angelucci per una vergognosa campagna diffamatoria" rilancia il Michele Gubitosa. E al Giornale, secondo il ragionamento dei Cinque stelle, è vietato intervistare Arianna Meloni. Se la prendono anche con l'intervista fatta alla sorella della premier. "Oggi la palma d'oro per il totale disprezzo del senso del ridicolo va ad Arianna Meloni, che intervistata ovviamente su un giornale di Angelucci (su questo non ci si può sbagliare) arriva ad affermare che sul covid c'è un quadro raccapricciante, e che mentre l'Italia lottava contro il virus c'era chi vergognosamente pensava ad arricchirsi", tuona Luca Pirondini. Ma questo è un dato di fatto. Sono state pagate consulenze di milioni e milioni di euro durante il covid. In difesa del Giornale si schiera Stefano Maullu di Fdi: "Gli ignobili attacchi di alcuni esponenti del M5S ad Arianna Meloni e al gruppo Angelucci, a cui va tutta la nostra solidarietà, certamente non stupiscono. Conosciamo bene il doppiopesismo dei Cinque Stelle che si prodigano per difendere la libertà di stampa soltanto quando ad essere attaccato è il loro leader". Lo stato d'animo tra i Cinque stelle è teso.

Si avverte la pressione sulla gestione covid. Dal Pd nessuna difesa per Conte, che ora è atteso dall'audizione in commissione. Nel mezzo potrebbe tenersi l'audizione di Domenico Arcuri, commissario di governo durante l'emergenza.

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