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Respinte le pregiudiziali, la legge elettorale avanza alla Camera

Con 229 no e 151 voti a favore la Camera ha respinto le le questioni pregiudiziali di costituzionalità alla legge elettorale presentate dalle opposizioni su cui si è votato a scrutinio segreto in un’unica votazione su tutti e cinque i documenti

Tutti i partiti di opposizione ad eccezione di Azione e di Futuro Nazionale hanno presentato questioni di incostituzionalità contestando i principi cardine della legge: preferenze, premio, indicazione del premier e capolista non alternati per genere. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha avviato uno sciopero della fame contro la riforma, mentre secondo il piddino Federico Fornaro la Legge è “incostituzionale”. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al Corsera ha ammonito: “È il momento della massima responsabilità per tutta la maggioranza, chiamata dopo l’incidente di luglio sulle preferenze. Deve dimostrare che c’è, che va avanti. Noi le abbiamo introdotte, altri no”. Nella maggioranza resta il timore dei franchi tiratori, soprattutto tra i banchi di Lega e Forza Italia. Il capogruppo vannacciano Edoardo Ziello, che oggi interverrà in Aula, ieri aveva dato fuoco alle polveri: “Lo dico agli amici di FdI, che i deputati di Lega e Forza Italia hanno tradito il vostro accordo nel voto segreto. E celandosi nell’oscurità di questa pulsantiera hanno affossato le preferenze”. Questa mattina a mezzogiorno, si legge sul Corriere della Sera, è stato interdetto l’accesso alla tribuna stampa ai funzionari e, per evitare le “vedette” ci saranno le “contro-vedette”, ossia inviati dalla presidenza della Camera a salvaguardia della segretezza del voto. L’accesso alle tribune laterali, però, resterà libero.

“Siamo di fronte a un atto di prepotenza del governo che, senza ragioni, sta impedendo l’apertura del gioco democratico”, ha detto Riccardo Magi nel corso del suo intervento in Aula. E poi ha aggiunto: “E mi pare che l’ossessione della governabilità porti il centrodestra a voler governare in anticipo anche il risultato finale delle elezioni”. Il segretario di +Europa ha puntato il dito contro “l’innalzamento delle sottoscrizioni necessarie per presentarsi alle elezioni” e si è rivolto alla ministra Casellati che “in una seduta parlamentare ha ammesso una cosa estremamente grave, cioè che oggi con la firma digitale non c’è un requisito di sicurezza”. Magi ha poi osservato: “Un altro aspetto lesivo delle norme costituzionali è quello dell’indicazione del presidente del consiglio, che porta alla decadenza delle liste che non lo dichiarano al momento della presentazione: questa è oggettivamente una lesione dei poteri e delle prerogative del capo dello Stato perché non è una indicazione facoltativa ma - ha concluso - un obbligo giuridico”. Molto duro anche l’intervento del deputato dem Gianni Cuperlo: “Voi calpestate la Costituzione e con un sotterfugio piuttosto indegno volete trasformare la Repubblica parlamentare in qualcosa che per concentrazione del potere pretende di andare oltre la stessa logica presidenziale’’. Il piddino non ha dubbi sul fatto che “la cancellazione della parità di genere per i capilista” produrrà ‘’una regressione della rappresentanza femminile nel futuro Parlamento’’. Cuperlo, poi, dopo aver criticato gli altri punti della riforma, ha attaccato gli alleati di Meloni: ‘’Quanto agli altri, lo diciamo con rispetto in quest’Aula e guardate persino con una punta di affetto, leghisti e liberali di Forza Italia, a ridosso del giorno del ringraziamento preparatevi a fare la parte dei tacchini’’. E ancora: ‘’Voi - ha detto Cuperlo - non avete voluto questo scempio costituzionale per garantire la stabilità dei governi che avverranno’’. E, infine, la promessa: ‘’Se questo vostro scempio sarà approvato, e fino all’ultimo noi faremo ogni cosa in nostro potere per impedirlo, sappiate che dal giorno successivo la battaglia si trasferirà fuori da queste aule’’. ‘’Lo faremo anche con decine di ricorsi - ha aggiunto Cuperlo - nella difesa della Bibbia laica della nostra democrazia, nella difesa della Costituzione repubblicana’’

Il deputato renziano Roberto Giachetti ha, invece, ironizzato sulla presenza di diversi esponenti del governo in vista del voto a scrutinio segreto: “Ringrazio la presidente del Consiglio Meloni che ha preteso uno schieramento così vasto del governo con ministri, viceministri, sottosegretari, ho visto il ministro dell’Economia, dell’Ambiente, del Turismo, delle Pari opportunità, della Giustizia e addirittura il viceministro degli Esteri, che sono qui presenti per ascoltare me”, anche se “il Paese ha problemi diversi di cui occuparsi, ma meglio stare qui ad ascoltare le mie argomentazioni che serviranno a fare cambiare idea al governo”. Il leghista Igor Iezzi ha commentato: “Mi sembra ormai si ripeta un rito un po’ stanco e non a caso le motivazioni sollevate nelle pregiudiziali sono identiche a quelle sollevate durante la prima lettura e in verità il lavoro fatto per venire incontro alle perplessità espresse sulla costituzionalità della legge elettorale è stato molto e con un approfondimento notevole ed è stato ampio il lavoro di recepimento fatto dalla maggioranza”. E ha aggiunto: “Voi dite che noi facciamo i tacchini, io vi suggerisco di non fare gli struzzi e capire che spesso i cittadini si sono espressi inutilmente perchè nonostante le sconfitte del Pd alle elezioni poi i cittadini se lo sono trovato al governo” ma “la sovranità appartiene al popolo, non al Nazareno e noi daremo con questa legge la possibilità ai cittadini di scegliere”.

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