
Sono ormai passati 11 anni da quando il volo MH370 della Malaysia Airlines scomparse nel nulla, l'8 marzo del 2014, in quella che sarebbe diventata una delle vicende più misteriose nella storia dell'aviazione. Il ministro dei trasporti malese, Anthony Loke, ha riferito che Ocean Infinity, una società di esplorazione marittima con sede in Gran Bretagna e Texas, ha avviato nuove operazioni di ricerca. Il Boeing 777, con a bordo 239 persone, tra cui 12 membri dell'equipaggio, è sparito dagli schermi radar mentre viaggiava da Kuala Lumpur, capitale della Malesia, a Pechino, in Cina. L'ultima trasmissione del velivolo sarebbe avvenuta circa 40 minuti dopo il decollo. Il capitano Zaharie Ahmad Shah concluse con le parole: "Buonanotte, Malaysian tre sette zero", mentre il velivolo stava entrando nello spazio aereo vietnamita. Poco dopo il suo transponder venne disattivato rendendo impossibile il tracciamento del mezzo.
Il mistero dell'aereo della Malaysia Airlines
Nonostante le intense ricerche effettuate ancora oggi nessuno sa cosa sia accaduto all'aereo. Secondo alcuni dati satellitari il velivolo avrebbe effeettuato una deviazione dalla rotta di volo prevista per dirigersi verso l'Oceano Indiano meridionale, dove i ricercatori ritengono che si sia schiantato. Il ministero dei Trasporti malese ha affermato che la Malesia resta impegnata a riprendere le ricerche del mezzo, a condizione che vi siano indizi credibili che possano aiutare le famiglie delle vittime a chiarire la questione.
Il MOT ha quindi affermato che, in linea con una decisione del Consiglio dei ministri del 13 dicembre dello scorso anno, il governo del Paese ha accettato una proposta di Ocean Infinity per riprendere le operazioni di ricerca in una nuova area che si estende per circa 15.000 chilometri quadrati nell'Oceano Indiano meridionale.
In base a quanto emerso, l'esplorazione sarà effettuata in un'area marittima stimata in 15.000 chilometri quadrati nell'Oceano Indiano meridionale e si baserà sul principio "no find, no fee". "Sono fiduciosi riguardo all'area proposta", aveva dichiarato il ministro Loke aggiungendo che il contratto sarebbe durato 18 mesi e che il compenso per la società Usa, in caso di ritrovamento del velivolo (o di quel che ne resta) sarebbe ammontato a 70 milioni di dollari.
Cosa è successo al volo MH370?
Impossibile sapere cosa sia accaduto all'MH370. La prima fase delle ricerche durò 52 giorni e fu condotta in gran parte dall'alto, coprendo 1,7 milioni di miglia quadrate e coinvolgendo 334 voli di ricerca. Nel gennaio 2017, i governi di Australia, Malesia e Cina interruppero la ricerca subacquea dopo aver setacciato oltre 46.000 miglia quadrate del fondale dell'Oceano Indiano. In seguito, il governo malese avviò un'altra ricerca in collaborazione con Ocean Infinity dopo aver ricevuto pressioni dalle famiglie dei passeggeri e dell'equipaggio scomparsi. Dopo alcuni mesi le operazioni si conclusero, ancora una volta, con un nulla di fatto.
Sebbene il relitto dell'aereo non sia mai stato ritrovato, circa 20 detriti, che per gli esperti proverrebbero dall'aereo, sono stati rinvenuti lungo le coste dell'Africa continentale e sulle isole di Madagascar, Mauritius, Réunion e Rodrigues. "Abbiamo dato l'approvazione principale per la ripresa delle ricerche", ha dichiarato Loke lo scorso 25 febbraio.
L'Armada 7806, una nave gestita da Ocean Infinity, è stata dispiegata nell'Oceano Indiano Meridionale al largo della costa dell'Australia Occidentale. L'obiettivo è sempre lo stesso: recuperare l'aereo, o quel che ne resta.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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