
Il D-Day è oggi, alle 16 ora di Washington. In Italia saranno già le 22 e dalla Casa Bianca Donald Trump annuncerà un corposo pacchetto di dazi che avranno efficacia immediata. A quel punto la palla passerà all'Europa, che dovrà decidere se e come provare a dialogare con l'amministrazione americana e le eventuali contromisure da mettere in campo. Si uscirà, insomma, dalla bolla delle dichiarazioni più o meno critiche verso gli Stati Uniti e si entrerà invece nel ben più complicato terreno dei fatti. Con la prospettiva concreta di una guerra commerciale tra Ue e Usa che preoccupa non poco Bruxelles e tutte le capitali europee. Roma compresa.
Giorgia Meloni continua ad essere molto cauta sul punto, convinta che una risposta eccessivamente ruvida agli affondi di Trump rischi di non portare a nulla. Anche per questo la premier ha considerato eccessivamente alti i toni usati da Ursula von der Leyen ieri mattina durante il suo intervento nella plenaria del Parlamento europeo. Non tanto nel merito, quanto nello stile e nella narrazione. Sulla quale la presidente della Commissione Ue è poi intervenuta nuovamente nel pomeriggio, precisando di non aver mai ipotizzato una «vendetta» commerciale contro gli Stati Uniti ma solo una «reazione adeguata». Meloni, dunque, attende di vedere nel dettaglio il piano definitivo della Casa Bianca sulle nuove tariffe e insiste nel voler perseguire la via della diplomazia, con un occhio ai settori più strategici per l'export italiano (dal metalmeccanico alla moda, passando per agroalimentare e chimico-farmaceutico). Il timore, ovviamente, è che Trump vada avanti dritto con dazi al 20% su larga scala. La speranza è che alla fine decida di tirare il freno a mano. «Non so quale sarà l'entità dei dazi proposti - spiega Tommaso Foti - ma penso che vi sia una volontà ben precisa di trattare da parte di Trump». Perché, aggiunge il ministro per le Politiche comunitarie e il Pnrr, «dalle guerre commerciali non è mai scaturita la fortuna dei popoli». Ed è proprio in quest'ottica che ieri nell'aula di Strasburgo il gruppo di Ecr (dove Fdi è la principale delegazione) non ha seguito con particolare entusiasmo l'intervento di von der Leyen. «In questo momento serve equilibro, la politica del muro contro muro non serve, ci vuole invece confronto e cooperazione», spiega il capogruppo di Ecr Nicola Procaccini. Insomma, l'Ue deve partire dal negoziato e non dall'attacco frontale. Anche per evitare eventuali ritorsioni su mercati chiave come quello degli alcolici, un export che per l'Italia (ma anche per Francia e Spagna) è decisivo.
Ed è soprattutto di dazi che parleranno Meloni e il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, in visita a Roma dal 18 al 20 aprile. L'incontro a Palazzo Chigi con la premier italiana è già stato impostato dalle rispettive diplomazie, mentre a oggi non pare in agenda un faccia a faccia con il vicepremier Matteo Salvini. Ma non sarebbe affatto strano che i due - che si sono sentiti solo pochi giorni fa, per giunta con la benedizione social di Elon Musk - approfittassero dell'occasione per un incontro di persona. Prima di Vance, il 17 aprile, Meloni riceverà invece il presidente della Turchia Recep Erdogan, in Italia per il quarto vertice intergovernativo tra Roma e Ankara.
In attesa di vedere le carte di Trump, dunque, la linea del governo italiano non cambia. Meloni si muove con cautela e punta ancora sulla diplomazia, mentre i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini sono come sempre su fronti lontani. Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia spiega che «bisogna trovare il modo migliore per tutelare le nostre imprese», ma «senza essere anti-Usa, né piegare la testa». E ribadisce che «sulle trattative non si può andare per conto proprio» perché «tocca all'Ue trattare».
Il leader della Lega, invece, affonda su von der Leyen, perché «fare la guerra agli Stati Uniti non è una cosa intelligente». «I dazi - dice - non sono mai una scelta positiva, ma come le guerre sul campo vanno risolte al tavolo, non con vendette o contro-dazi».
- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
- sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.