La Ca’ de l’orèggia in via Serbelloni

A volte liberty fa rima con stravaganza, eccentricità, voglia di stupire, gusto dell’eccesso. Ad esempio, in via Serbelloni, al civico 10, a due passi dall'incrocio tra via Palestro e corso Venezia, si incontra uno degli edifici più misteriosi e affascinanti di Milano: i meneghini doc la chiamano «Ca’ de l'orèggia», al secolo casa Sola-Busca, gioiello liberty dalla cui imponente facciata sporge, a lato del portone, un grande orecchio in marmo, perfetto nella cura del dettaglio anatomico, scolpito dall'artista milanese di origine svizzera Adolfo Wildt (1868-1931), maestro fra l'altro di Lucio Fontana e Luigi Broggini.

Curiosità: si tratta di un bizzarro citofono (1930, uno dei primi in Italia), ora non più attivo, che funzionava grazie alla trasmissione diretta del suono attraverso un canale interno all'edificio. Il gigantesco orecchio marmoreo, con tanto di timpani, staffa e martelletto, decora, in un raffinato gioco metaforico, l'apertura del condotto che metteva in comunicazione la portineria con l'esterno.

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