Arrestati dopo folle inseguimento, il giudice li libera: l'ira dei militari

Nemmeno un giorno di arresto. Dopo la folle fuga di tre ladri albanesi subito liberi. E in caserma scatta la rabbia dei carabinieri

Arrestati dopo folle inseguimento, il giudice li libera: l'ira dei militari

La caccia all'uomo era durata per ore, con l'incubo dell'Audi Gialla che tornava nella mente dei poliziotti di Treviso e Pordenone. Questa volta l'auto era sempre un'Audi A6, ma nera. Al suo interno tre banditi che l'avevano appena rubata e con la quale i tre albanesi avevano messo a segno diversi furti tra Friuli e Veneto. Lo spiegamento di forze era riuscito a mettere le manette ai polsi di Lorenc (39) ed Enis Shafloqi (22) ed Elton Alia (incensurato). Ma il giudice li ha liberati subito. Graziandoli con la sola "denuncia a piede libero".

La decisione della procura ha fatto scattare la comprensibile ira delle forze dell'ordine. Secondo il Gazzettino, infatti, i comandanti dei carabinieri avrebbero mostrato il loro disappunto riguardo la scelta del procuratore di Treviso di considerare "insufficienti" gli elementi raccolti dai militari durante la caccia all'Audi nera. In sostanza, sebbene l'auto l'avessero rubata il 10 ottobre a Pordenone, nonostante i carabinieri fossero certi avessero messo a segno dei furti, nonostante i posti di blocco forzati e gli inseguimenti, secondo il procuratore non c'erano "elementi sufficienti" per trattenere in carcere i tre albanesi.

Tutti liberi, quindi. In barba al lavoro degli uomini in divisa.

I ladri si erano anche gettati in un fiume per sfuggire alla cattura. Quando sono stati portati in caserma si sono asciugati. E poi il giudice li ha liberati.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica