"Così una 'nave fantasma' di Malta ha scortato i migranti verso Italia"

Nel rapporto della Guardia costiera la ricostruzione del salvataggio dei 190 migranti della Diciotti. Il mistero della nave in "darkness asset"

"Così una 'nave fantasma' di Malta ha scortato i migranti verso Italia"

Ci sono discrepanze, testimonianze, mail e comunicazioni tra Malta e Italia nella querelle in mare aperto che si è trasformata in un vero e proprio scontro internazionale. Il caso della nave Diciotti, del soccorso fatto in zona Sar maltese per recuperare i 190 migranti sui barconi, sta provocando non poche frizioni tra Roma e La Valletta. La prima, infatti, accusa la seconda di aver abbandonato un barcone in avaria (costringendola a intervenire) e di aver “scortato” i migranti fin quasi a Lampedusa. Malta, invece, ci attacca definendo una “interferenza” quando fatto dalle motovedette nostrane.

A parlare saranno i documenti. Già, peccato che – come c’era da aspettarsi – le versione di Malta e Italia non coincidono.

Partiamo dall’inizio. Secondo quanto si legge in un report inviato dalla Guardia Costiera italiana a Malta, riportato dal Fatto Quotidiano, tutto inizia il 15 agosto intorno alle 8.53. A quest’ora l’Rcc di Malta comunica a tutti che si occuperà di un “evento Sar” (tenere bene a mente questa definizione) in acque di sua competenza. A bordo dell’imbarcazione - dice – si trovano 190 migranti. Nel primo pomeriggio, sono le 15.47, La Valletta informa la Guardia costiera italiana di aver "provveduto a rifornire la barca con a bordo i migranti di acqua, viveri e giubbotti di salvataggio, facendo intendere di trovarsi di fronte ad una chiara situazione SAR”. Tanto che alle 19.09 un aereo europeo fotografa due motovedette e un gommone. Poco dopo è un velivolo militare italiano a individuare due imbarcazioni tra cui una motovedetta maltese, entrambe vicine a un natante non identificato. Il barcone di migranti non si vede, ma sarebbe lì vicino. Il tutto si svolge tra Malta e Lampedusa, ma in zona SAr maltese.

Quando avviene l’intervento delle motovedette italiane? La notte successiva, intorno alle 03.07 l’Imrcc italiano riceve un Sos. Due volte dalla barchetta chiamano per chiedere aiuto. Ora il barcone è (stranamente) a due miglia dalla zona Sar italiana, ma ancora in acque di competenza di La Valletta. Come da regola Roma informa (via telefono e via mail) l’isola nel Mediterraneo che “l’imbarcazione versa in condizioni critiche ed esprime l’intenzione di fornire assistenza e decide di attivare unità della Guardia Costiera poste all’interno dell’area SAR italiana”. Dovrebbe intervenire e coordinare tutto Malta, ma non intende farlo. Il motivo? Come spiegherà più tardi, per La Valletta il gommone dei migranti non versava in condizioni critiche. Ben 40 minuti dopo, sempre di notte, in area sar maltese, la Guardia costiera italiana “rileva la presenza di un’imbarcazione non identificata in 'darkness asset0‘ - scrive il Fatto - (presumibilmente la motovedetta maltese, con trasponder spento)”.

Il resto è cronaca di questi giorni. I migranti la mattina successiva vengono portati sulla Diciotti che rimane ferma al largo di Lampedusa per alcune ore. Vengono fatti sbarcare i bambini e le persone vulnerabili, poi l’Imrcc chiede a Malta di far entrare in porto la Diciotti per sbarcare i migranti che sarebbero di sua competenza. Ma da La Valletta arriva un secco “no”. Eppure non solo gli immigrati erano in zona sar maltese, ma il loro Rcc aveva pure “rivendicato” il coordinamento dell’operazione di soccorso.

Malta però si rimangia tutto. A quel punto il Mit ordina al comandante di fare rotta verso Catania. E qui Salvini blocca lo sbarco, lasciando tutti gli immigrati a bordo in attesa di una risposta dall’Europa.

Perché La Valletta non è intervenuta? E con quale motivazione ha spiegato il rifiuto a far sbarcare la Diciotti nei suoi porti? “Qualsiasi interferenza nelle operazioni di SAR di un altro Stato – ha scritto Malta a Roma - quando l’operazione era sotto stretto monitoraggio e controllo, è un’interferenza”. Per loro la Guardia costiera italiana avrebbe “esagerato” la condizione del barcone, che non consideravano in avaria, e accusa i nostri guardiacoste di aver mentito sulla richiesta di soccorso arrivata all’Imrcc di Roma.

Il fatto è che, guarda caso, l’imbarcazione tra l’inizio della vicenda (quando viene intercettata da Malta) e il momento del recupero, si sposta di molto. E fa rotta verso l’Italia e la sua zona Sar. Solo un caso? Secondo alcuni no. I migranti sbarcati dalla Diciotti hanno spiegato che una motovedetta maltese li avrebbe scortati fino a Lampesusa, indicando loro la “rotta giusta” per l’Italia. Non solo.

Nel report della Guardia costiera, scrive il Fatto, si legge che quando la Diciotti si avvicina al barcone “poco lontano vi sarebbe un’imbarcazione ma in “darkness asset” e che al momento resta quindi non identificata”.

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