Minacciato di morte il regista di uno spettacolo sulle foibe

Il diciottenne Luca Andreini è autore di una pièce sull'esodo istriano. Ma nella Bergamasca, dove vive, qualcuno continua a minacciarlo

Minacciato di morte il regista di uno spettacolo sulle foibe

Da Seriate (Bergamo)

Le mani affondate nelle tasche, una nuvola di capelli ricci: Luca Andreini ha diciott'anni e le idee ben chiare. A lui piace fare teatro, è regista da quando ne aveva quattordici.

Vive a Bergamo con la famiglia, dove studia, scrive sceneggiature e va allo stadio, dove tifa l'Atalanta. Perché è finito sulle prime pagine di tutti i giornali d'Italia? Da più di sei mesi lavora a uno spettacolo sull'esodo istriano, dal titolo "Rumoroso silenzio". Una pièce che, inevitabilmente, parla anche di foibe.

A marzo Andreini inizia a riflettere sul tema dell'identità e della riconciliazione e sceglie di occuparsi dei tragici fatti del secondo dopoguerra sul confine orientale. Contatta le associazione degli esuli, scrive una sceneggiatura originale. È la storia d'amore tra due ragazzi polesani, Norma e Ferdinando, che consumano la propria passione sullo sfondo dell'esodo forzato degli italiani d'Istria e Dalmazia.

Insieme alla sua compagnia passa l'estate a provare: a febbraio inizierà la tournèe. A fine settembre, però, a pochi metri da casa Andreini compare una scritta: "Rumoroso silenzio fasci", firmata con una K. Luca decide di non darci peso, ma dopo qualche giorno trova la porta del suo appartamento tappezzata di bigliettini: minacce di morte esplicite, svastiche e insulti.

Sporge denuncia alla Digos, quando davanti al cancello di casa trova l'ennesima lettera: una mappa stampata da internet in cui sono cerchiati i luoghi dove lo spettacolo andrà in scena. Quasi a dire: occhio a ciò che fate, perché vi seguiremo.

La questura di Bergamo indaga nel massimo riserbo, ma per ora sembra che si possa escludere che si tratti di minacce dirette personalmente contro il regista. Andreini è conosciuto per il suo talento artistico, ma non ha mai fatto politica. Quando lo incontriamo, anzi, tiene subito a chiarire che "non vuole strumentalizzare" il caso.

"A me piace parlare di teatro, di soluzioni drammaturgiche, di copioni, luci e suoni - ci spiega passeggiando sul palcoscenico del teatro 'Gavazzeni' di Seriate - Non credo ci sia dietro un gruppo politico, ma si tratta comunque di esagitati che potrebbero anche diventare violenti."

Sconcerto è stato espresso anche dalle associazioni degli esuli a cui Andreini si era rivolto per una consulenza storica: "Mi sembra folle che nel 2015 uno spettacolo sull'esodo istriano sia ancora attaccato in questo modo - ci spiega Edoardo Uratoriu, nato a Fiume e membro dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - La mia famiglia, che non aveva mai fatto politica è stata costretta a scappare dall'Istria solo perché italiana, ma molti altri sono stati uccisi e gettati nelle foibe. Mi auguro davvero che quello contro Andreini sia solo un gesto isolato."

Andreini e la sua compagnia, però, non hanno intenzione di farsi intimorire: le prove proseguono regolarmente, senza nemmeno una defezione. Con la speranza, per la prima, di ospitare anche il cantante Simone Cristicchi, oggetto di minacce e contestazioni oltre un anno fa per uno spettacolo sui medesimi temi.

Il caso di cronaca, nel frattempo, ha riscosso l'interesse di molti teatri di tutta Italia. Che si contendono "Rumoroso Silenzio" e il suo giovane regista. L'appuntamento è per il 12 febbraio al teatro Gavazzeni di Seriate. Due giorni dopo la Giornata del Ricordo.

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