Pedibus con i migranti, polemica ad Arcore

L'opposizione di centrodestra protesta contro il sindaco Pd: "Non faremo accompagnare i nostri figli a scuola da migranti dallo status giuridico sconosciuto"

Pedibus con i migranti, polemica ad Arcore

Migranti che accompagnano a scuola i bimbi di Arcore. È proprio il Comune in cui nel 1974 ha voluto fissare la propria residenza Silvio Berlusconi che funge da palcoscenico per l'ultima polemica intorno al tema principe delle cronache locali di questi anni: l'accoglienza dei richiedenti asilo nei piccoli centri della provincia italiana.

Nel centro brianzolo alle porte di Milano, infatti, l'amministrazione di centrosinistra ha lanciato un'iniziativa destinata a far discutere: il pedibus (servizio di accompagnamento dei bimbi a scuola effettuato a piedi, ndr) con i profughi. Insieme a nonni e genitori, i piccoli studenti degli istituti arcoresi verranno infatti accompagnati a scuola da cinque giovani richiedenti asilo ospitati in una struttura del territorio.

Un'idea che ha scatenato la rivolta dell'opposizione di centrodestra in Consiglio comunale, pronta a tappezzare la città di manifesti dagli slogan inequivocabili: "A scuola con uno sconosciuto? No grazie. Migranti senza status giuridico per accompagnare i nostri figli a scuola? Diciamo di no." Decisamente contraria la rappresentanza cittadina di Forza Italia, con il capogruppo Cristiano Puglisi che parla di "scelta ideologica ed irresponsabile": "Nessun genitore potrebbe voler affidare i propri figli ad uno sconosciuto".

L'amministrazione a guida Pd, dal canto

suo, si difende spiegando che "si tratta di un'iniziativa partita dai genitori" e che anche per i giovani studenti sarebbe "l'occasione per entrare in contatto con i concetti di accoglienza e di umanità".

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