Un caso solo non bastava: a vietare il presepe, dopo il caso della scuola di Bergamo, ci ha pensato anche un altro preside, questa volta in Piemonte. A Leinì, poco più di 15mila abitanti nel Torinese, il direttore di un istituto elementare ha deciso di mettere al bando la Sacra Rappresentazione.
A motivare la decisione, ancora una volta, l'intento di "non offendere la sensibilità" dei fedeli di altre religioni e dei non credenti. Un altro caso di un dirigente scolastico che ritiene che un simbolo di fede e di tradizione come quello del presepe possa risultare discriminatorio. Un altro caso di una decisione che ha lasciato sgomento più di un genitore.
Questa volta la mobilitazione è stata talmente imponente da spingere il Pd a convocare un consiglio comunale straordinario e a provocare anche l'intervento dei massimi livelli della Lega Nord. L'ex governatore del Piemonte, Roberto Cota, ha duramente attaccato la decisione del direttore della scuola di Leinì: "l valore del presepe dovrebbe essere insegnato ai bambini - chiosa Cota -Così finiremo per non festeggiare più il Natale..."
A favore della decisione del direttore si è schierato, invece, il parroco del paese: "Non credo che il problema di questa città sia "presepe si o presepe no" - chiarisce
don Pierantonio Garbiglia - Forse scandalizzerò i ben pensanti ma credo che prima di chiedere a un'istituzione laica scelte che possono passare come confessionali, si debba chiederle di non avere pregiudizi".
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