La Sea Watch sfida il Viminale. La Gdf: "Via dalle nostre acque"

Fiamme gialle e Guardia Costiera hanno diffidato la nave dell'ong: "Non fate rotta su Lampedusa". Ed è ancora scontro

La Sea Watch sfida il Viminale. La Gdf: "Via dalle nostre acque"

Sea Watch sfida ancora una volta l'Italia e il Viminale. La nave della ong tedesca che ha salvato 65 migranti di fronte le coste della Libia si è posizionata a poche miglia dalle nostre acque territoriali con una richiesta chiara: un porto sicuro per lo sbarco.

A quanto pare le parole del ministro degli Interni, Matteo Salvini, non sono servite a far desistere la Sea Watch 3. Salvini nei giorni scorsi aveva affermato: "I porti sono e rimangono chiusi a barchini, barconi e barchette. Io i porti li apro ai pescatori e ai pescherecci pugliesi, ai turisti che pagano. E non ai turisti a pagamento".

Ma la linea del viminale non cambia: il Viminale in serata ha autorizzato solo lo sbarco di sette bambini con i loro genitori e di un uomo in precarie condizioni di vita. Sulla nave restano quindi 47 migranti.

Questa mattina è stato necessario l'intervento di una unità della Guardia Costiera e di una motovedetta della Guardia di Finanza. I militari infatti, come rirporta l'Adnkronos, hanno raggiunto la nave per diffidare l'imbarcazione diretta a Lampedusa di fare ingresso nelle acque territoriali italiane. Proprio a Lampedusa sono, peraltro, presenti i pm della procura di Agrigento che oggi interrogheranno il comandante e il capo missione della Mare Jonio, che è sotto sequestro dopo lo sbarco dei giorni scorsi.

Insomma il braccio di ferro tra la ong e il Viminale prosegue. La Sea Watch ha chiesto un porto sicuro anche a Malta ma ha ricevuto un secco "no". Bisogna capire adesso se la nave rispetterà la diffida di Guardia Costiera e Gdf o se tenterà di forzare il blocco. Salvini, infine, ha ribadito la sua posizione a Diritto e Rovescio su Rete 4: "Se tu hai a cuore la vita di quelle persone dove vai? Vai nel porto più vicino, o vai a Malta o vai in Libia, non è che fai il doppio della distanza. Questa è l’indicazione che è stata data a questa nave, se uno invece volesse arrivare in Italia ti multo e ti sequestro l’imbarcazione perché non sei un soccorritore ma un potenziale assassino complice di scafisti e io i trafficanti di essere umani che mettono a rischio le vite di donne e bambini sono stufo".

Intanto Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e il pubblico ministero Alessandra Russo - a Lampedusa per coordinare le indagini sul caso della Mare Jonio - hanno deciso di aprire un'inchiesta anche sulla vicenda

della Sea Watch. Lo stesso Vella sta andando sulla banchina dove, a breve, arriveranno i diciotto migranti autorizzati a sbarcare. Il fascicolo verrà aperto per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e clandestinità.

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