Il sindaco disobbediente: "Anche se passa la Cirinnà niente unioni gay"

A Castiglion Fiorentino il primo cittadino non demorde. "Neanche dovesse passare la legge"

Il sindaco disobbediente: "Anche se passa la Cirinnà niente unioni gay"

Mario Agnelli è un sindaco coraggioso. In tempi di gogne mediatiche e di deliri persecutori, il primo cittadino di Castiglion Fiorentino, meravigliosa località in provincia di Arezzo, si è espresso chiaramente sulle Unioni Civili: “Ultimi o primi in Europa in tema di diritti civili, dico la mia senza voler discriminare nessuno, e spero senza essere discriminato per il mio pensiero. Da Sindaco non intendo celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso, e lascio piena libertà di scelta a tutti i miei consiglieri che non la pensano come me”. Una netta presa di posizione, quella di Agnelli, espressa nel corso dei lavori del Consiglio Comunale svoltosi un paio di giorni fa, a seguito della mozione sulle Unioni Civili del gruppo di maggioranza “Libera Castiglioni”, presentata dal consigliere Lucio Luconi. “Il nostro desiderio – si legge nel documento – è quello di salvaguardare la famiglia tradizionale, fulcro morale, sociale ed economico del Paese, ribadendo che la stessa è composta da un uomo e una donna e che non può essere assolutamente vista come uno stereotipo da superare. Un figlio è il frutto dell’unione tra uomo e donna, e che mettere al mondo una nuova vita dovrebbe essere una scelta consapevole fatta per il bene del nascituro e non per assecondare un desiderio personale”.

Un punto di vista costruttivo all’insegna della lealtà quello del sindaco Agnelli che, raggiunto al telefono, dice: “sia chiaro: il mio pensiero, come avviene sempre nella mia vita, è per qualcosa, per difendere o promuovere, non contro qualcosa o qualcuno. Non impedirò ai miei uffici né ai miei collaboratori di fare unioni civili, qualora servisse, a norma di legge; personalmente questo atto, io, non lo compio, per scelta, per i miei valori” – e prosegue scendendo anche nei particolari tecnici – “quello che reputo inaccettabile è che un Governo non votato dal popolo e quindi senza un programma elettorale chiaro e premiato dagli elettori, possa intervenire su questa ed altre materie così delicate, che vanno spesso in contrasto anche con i dettami costituzionali. Meglio invece non parlare neanche delle adozioni”.

Eppure Mario Agnelli non è nuovo ad iniziative volte alla difesa dei valori tradizionali che sostengono la nostra società civile, caratterizzando fortemente la coscienza nazionale.

Lo scorso novembre, nel corso delle assurde polemiche mosse contro il Presepe ed il Natale, infatti, si schierò apertamente ed istituzionalmente in favore “della tradizione del presepe in ogni sua forma anche nei luoghi e negli edifici pubblici, scuole comprese”, disponendo per il ricollocamento di tutti i crocefissi nelle scuole comunali, basandosi sulla sentenza del Consiglio di Stato 556/2006: «il crocifisso può svolgere una funzione simbolica altamente educativa, al di là della sua connotazione prettamente religiosa»: “Ebbi un diverbio addirittura col Ministro Giannini in occasione di quell’ordinanza, fatta da noi, in cui si promuoveva il Presepe ed il crocifisso negli uffici pubblici; ne venne fuori un polverone mediatico in cui il Ministro disse che i sindaci, secondo lei, dovrebbero parlare dell’edilizia scolastica e non della presenza di simboli all'interno delle scuole”.

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