Tariq Ramadan a Milano E scoppia la polemica

Dal 3 al 5 giugno Milano sarà sede di una conferenza organizzata dalla European Muslim Network, organizzata alla Camera del Lavoro e tra gli invitati figura l’esponente dell’Islam europeo Tariq Ramadan, nipote dell’ideologo e fondatore dei Fratelli Musulmani, Hassan al-Banna

Tariq Ramadan a Milano E scoppia la polemica

Dal 3 al 5 giugno Milano sarà sede di una conferenza organizzata dalla European Muslim Network, organizzata alla Camera del Lavoro e tra gli invitati figura l’esponente dell’Islam europeo Tariq Ramadan, nipote dell’ideologo e fondatore dei Fratelli Musulmani, Hassan al-Banna, (quest’ultimo) di certo non una figura moderata, come si legge nella sua lettera del Jihad: “Allah ha imposto a tutti i musulmani un dovere imperativo, risoluto, inevitabile che dovrebbe essere un massimo desiderio, la ricompensa più eloquente per tutti i combattenti e martiri, che saranno affiancati nella loro ricompensa solo da coloro che agiscono come loro e da coloro che li imitano nel loro jihad”.Come illustra la Prof.ssa Valentina Colombo, Tariq Ramadan ha dichiarato di aver studiato le idee di suo nonno e che “non c’è nulla” che rifiuti del suo pensiero e non a caso la tesi di dottorato di Ramadan tratta proprio il pensiero di al-Banna. Un Tariq Ramadan che è finito in più occasioni al centro di controversie per alcune sue discutibili posizioni, tra cui un post subito dopo gli attentati al museo ebraico di Bruxelles del 2014, dove tirava in ballo il Mossad: “I due turisti colpiti a Bruxelles lavoravano per i servizi segreti israeliani secondo Le Soir e altre fonti che si sovrappongono. Il governo non commenta. Casualmente. Si tratta di antisemitismo o di una manovra diversiva in quanto alle vere motivazioni e agli esecutori? Si condannano tutti gli assassinii di innocenti e tutti i razzismi, senza eccezione, ma devono anche smettere di prenderci per imbecilli”. Parole che non possono non destare perplessità, tanto che la comunità ebraica milanese è insorta, auspicando che i partiti e le istituzioni cittadine prendano posizione per quanto riguarda questo invito, ricordando tra l’altro le attuali tensioni interreligiose in Italia e su Milano. Un invito che, sempre secondo la Comunità Ebraica, non è d’aiuto per generare un clima positivo. Il coordinatore del Caim, Davide Piccardo, già noto alle cronache per la sua frase “è finita la pacchia” durante gli scontri fuori di una sinagoga parigina nel 2014, attacca a sua volta la Comunità Ebraica meneghina accusandola di “censura” e di “squadrismo” nei confronti di chiunque critichi “la sacralità di Israele le sue politiche criminali”. Immediata la replica da parte della Comunità Ebraica, che definisce il linguaggio di Davide Piccardo “preoccupante” e attende una presa di distanza da parte del Caim. Piccardo che aveva esultato sui social network per l’arrivo di Tariq Ramadan. Intanto emerge che assieme a Ramadan saranno presenti all’evento milanese anche Ibrahim el-Zayat, condannato in contumacia in Egitto, e la moglie Sabrina Erbakan, nipote del fondatore dell’organizzazione turca “Milli Gorus” (rappresentata anche all’interno del Caim) e legata al filone ideologico “erdoganiano”.

Tutto ciò mentre alle amministrative milanesi la situazione si infiamma in seguito ad alcune controverse dichiarazioni del marito della

candidata PD, Sumaya Abdel Qader, (ex responsabile culturale Caim). Abdallah Kabakebbji, figlio del presidente del Caim, due anni fa aveva infatti definito Israele in un post su Facebook una truffa, un errore storico e politico.

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