Torture su bimbi in affido, costretti a mettere elettrodi su mani e piedi

Così la psicoterapeuta manipolava i ricordi dei piccoli, strappati alla famiglia d'origine e dati in affido

Torture su bimbi in affido, costretti a mettere elettrodi su mani e piedi

I piccoli erano costretti a "tollerare l'imposizione sul proprio corpo, a mani e piedi, degli elettrodi e a subire il passaggio degli impulsi sia pure a bassa intensità". Così il gip descrive una delle torture alla quale erano sottoposti i bambini, per convincerli di aver subito abusi da parte dei genitori, nell'ambito dell'inchiesta "Angeli e Demoni", sui presunti illeciti nella gestione dei minori dati in affido.

I ricordi e le versioni dei bambini venivano manipolate anche con l'uso degli elettrodi, che servivano a produrre falsi ricordi su abusi sessuali mai avvenuti, con l'intento di screditare i genitori e spingere il giudice a concere l'affido. La chiamavano "la macchinetta dei ricordi", ma era in realtà uno strumento dotato di "impulsi elettromagnetici erogati mediante elettrodi che venivano collegati ai piedi o posti tra le mani dei minori". L'inchiesta ha accertato che l'uso di tale strumento non fosse stato comunicato ai genitori o ai tutori dei piccoli e nessuno aveva dato il consenso a sottoporre i minori alle piccole scosse elettriche: "È indubbio- scrive il gip- che i genitori o altri legali rappresentanti fossero informati esclusivamente della terapia psicologica non certo di un utilizzo di uno strumento non commercializzato in Italia, di dubbia efficacia e certo non previsto dai protocolli di psichiatria infantile in casi di tal genere".

Nessuno specifico consenso, dunque, era stato presentato, nè firmato dai genitori o dai responsabili

legali dei bambini, che certo non immaginavano che uno psicologo potesse usare tali metodi, per manipolare la mente dei piccoli. Inoltre, l'uso degli elettrodi è sicuramente un metodo che non rispetta i protocolli medici.

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