Alitalia, il nuovo capo parla arabo

Il futuro ad Cassano era consulente di un gruppo Usa negli Emirati. Ed è un vecchio amico di Hogan (Etihad)

Alitalia, il nuovo capo parla arabo

Curiosità: il nuovo amministratore delegato di Alitalia, quello che dovrà rilanciare la compagnia ri-nata grazie a Etihad, i soci lo hanno trovato negli Emirati arabi, per la precisione a Dubai. Silvano Cassano, italianissimo di Ferrara ma manager dagli ampi orizzonti internazionali, negli ultimi mesi - dal 2014, stando al suo curriculum pubblicato da Linkedin - è stato (è) consulente «senior» in viaggi e turismo per il gruppo americano Strategy. Non è possibile dire che si tratti di un avvicinamento premeditato, ma sicuramente è una bella coincidenza, che gli ha permesso di conoscere meglio mentalità e comportamenti dei manager degli Emirati. A questo fattore se ne accompagna un altro: Cassano, durante la sua più che ventennale esperienza alla Hertz autonoleggi, giunta fino all'incarico di vice presidente Europa, è stato collega di James Hogan, numero uno di Etihad, che nello stesso gruppo è stato direttore marketing. La nomina conferma un asse di conoscenza e di fiducia utile alla nuova partnership, e rispetta un modello già realizzato da Etihad nelle altre compagnie europee partecipate: solo manager nazionali, nel rispetto del principio che proprietà e controllo devono appartenere a soggetti comunitari.

La sintonia con Etihad permetterà a Cassano di lavorare con maggior speditezza alle sfide che lo aspettano: dare una nuova fisionomia al network dei voli, valorizzando le destinazioni intercontinentali e razionalizzando quelle europee presidiate dalle low cost ; sviluppare la strategia del doppio hub , facendo di Abu Dhabi uno scalo strategico per i passeggeri di Alitalia; svecchiare l'immagine di quest'ultima, dandole quell'aspetto più «sexy» evocato dallo stesso Hogan.

Cassano - che assumerà l'incarico dopo le autorizzazioni europee, quindi presumibilmente verso fine anno - troverà una compagnia più snella sia per numero di dipendenti sia per flotta e, soprattutto, ben capitalizzata, dopo tutti gli apporti pretesi da Etihad come condizione per entrare in società. Sarà l'uomo giusto? Indole e curriculum fanno pensare di sì. La sua esperienza è fortemente internazionale (American Express, Hertz, gruppo Fiat, Benetton, Grandi navi veloci) e rivolta più al settore dei servizi che alla manifattura, fatto non irrilevante visto che i prodotti fisici hanno logiche e tempistiche diverse dalla vendita di un posto su un aereo. Anche in Benetton, società manifatturiera (e oggi quarto azionista di Alitalia), ha sempre avuto un occhio particolare alla gestione delle reti.

L'indole è quella di un manager pragmatico, che ascolta, capisce, sintetizza e decide. Semplice, diretto, veloce, senza ripensamenti. Capace di dialogare e di delegare, con fiducia nella propria squadra ma sempre consapevole della propria responsabilità. Lui si è sempre definito un manager «all'americana», orgoglioso, oltretutto, di non essere laureato ma di essersi meritato i galloni sul campo.

Cassano è stato designato con almeno tre mesi di anticipo sul suo insediamento, e questo dimostra la serenità del cambio al vertice.

Gabriele Del Torchio aveva già annunciato il proprio ritiro, che peraltro era nei fatti. A lui va l'onore delle armi, per aver evitato il fallimento e per aver pilotato Alitalia con diplomazia, pazienza e sapienza, verso un porto sicuro. Non è come averla risanata, ovviamente, ma è pur sempre un risultato.

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