Cavatorta, il "podista" in corsa per Luxottica

Ex manager di Piaggio, è nel gruppo dal '99. La sua forza: fare squadra

Enrico Cavatorta
Enrico Cavatorta

A Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica, e padre di sei figli, non mancano certo gli eredi. Ma Enrico Cavatorta, direttore finanziario dell'azienda, è per lui il «prediletto», l'uomo cresciuto dietro le quinte che, anno dopo anno, ha saputo conquistare la sua più totale fiducia. Per questo, domani, nel cda che sancirà l'uscita di scena dell'ad Andrea Guerra, dovrebbe essere proprio Cavatorta a ricevere l' imprimatur del patron. Un scelta di continuità, in apparenza. Ma chi lo conosce dice che tra Guerra e Cavatorta ci sia un abisso caratteriale. Il primo, più individualista, lascia il posto a un «uomo di squadra sempre pronto a difendere il suo team». Una persona definita molto equilibrata, lontana dai giochi politici e dai salotti. Senza vizi e con una grande passione che impone disciplina, costanza e concentrazione: la corsa. Tutte caratteristiche riconosciute a Cavatorta erroneamente descritto come un «trevigiano doc». In realtà, il neo ad, è nato in Veneto, ma è romano. Indizio che non trapela nei suoi modi, nè dal suo accento. Tra Treviso e Roma, è però Pontedera (Pisa) la città che gli ha cambiato la vita. Perché è lì che Del Vecchio, grazie a un head hunter , lo ha pescato sottraendolo a Piaggio e trascinandoselo fino ad Agordo, in provincia di Belluno. «Il colloquio - ricorda lo stesso Cavatorta - avvenne a casa di Del Vecchio perché l'azienda non aveva ancora una sede a Milano».

La memoria corre alla primavera del 1999, molto prima che Del Vecchio decidesse di fare armi e bagagli a Montecarlo, dove è ormeggiato il suo yacht di 62 metri, il Moneikos. «Il senso del colloquio fu quello di capire se poteva esserci una chimica personale tra me e Del Vecchio e, col senno di poi, quell'incontro mi ha cambiato la vita», racconta in un video Cavatorta, spiegando che all'epoca era «il più giovane e meno qualificato» nonostante le precedenti esperienze in McKinsey e Procter & Gamble dopo la laurea in Economia e Commercio alla Luiss di Roma.

In Luxottica oggi Cavatorta è anche direttore generale delle funzioni centrali e si muove tra Milano e i vari quartier generali: San Paolo del Brasile, Sydney, Shanghai. Sempre con la valigia in mano Cavatorta, 53 anni, proprio come Luxottica, si divide tra gli affari e la famiglia. Sposato, con tre figli, il manager parla inglese e spagnolo e nei weekend, oltre alla corsa, si dedica a un'altra grande passione, l'Inter. Per lui Luxottica «è un'azienda complessa ma non complicata» e i suoi successi incarnano le idee del suo fondatore che considera «un genio».

Per questo, Guerra non gli mancherà e da Del Vecchio accetterà tutto. Anche di guidare la società come primus inter pares in un triumvirato corredato da un responsabile dei mercati con forte una vocazione internazionale e un responsabile dei servizi.

Nel 2011

Cavatorta augurava a Luxottica di poter passare il testimone a qualcuno che «mantenesse lo spirito originario del gruppo». Raccogliendolo, inaspettatamente nella staffetta con Guerra, si prepara ora a correre ancora più veloce.

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