I padroni dei grappoli? In Italia sono assicurazioni e banche

Il Gruppo Generali, per esempio è il primo proprietario terriero della Penisola, uno dei principali in Europa

Il «miglior vino rosso al mondo» è italiano ed è stato premiato di recente a Londra nel corso dell' International Wine Challenge, uno dei più noti concorsi internazionali di settore. È il Brunello di Montalcino 2010 Filo di Seta. A produrlo, nella cantina del Castello Romitorio di Montalcino, è un vignaiuolo conosciuto ai più per altri motivi: Sandro Chia, pittore e scultore, uno dei massimi esponenti della Transavanguardia.

Ma per un artista che si fa onore in cantina, a essere presenti in massa sono piuttosto istituzioni più abituate a essere protagoniste delle cronache finanziarie che di quelle culturali. È il caso di banche e assicurazioni, veri e propri giganti nascosti del vino italiano. Il Gruppo Generali, per esempio è il primo proprietario terriero della Penisola, uno dei principali in Europa. Attraverso la controllata Genagricola governa 14mila ettari di coltivazioni, 22 aziende agricole nella Penisola e due in Romania. I vigneti targati Generali hanno ormai raggiunto i 760 ettari, le bottiglie prodotte sono 4 milioni. Le tenute più conosciute in Veneto (Sant'Anna, Ca' Corniani), Friuli, Piemonte (tra gli altri Torre Rosazza e Poggiobello), Emilia-Romagna e Lazio. L'investimento è legato alle esigenze di bilancio di un gruppo assicurativo: diversificare i rischi, rafforzare il patrimonio a fronte degli impegni di lungo periodo assunti con le polizze. Ma anche l'attività agricola deve essere redditizia: Genagricola è socio di maggioranza di Sinodrink, società di trading agroalimentare con base a Shanghai, e vende ogni anno 200mila bottiglie di vino italiano in Cina. Lo stesso negli Usa, dove Generali controlla Montcalm, leader nella distribuzione di bottiglie con targa tricolore. Come Generali si sono mossi le altre società assicurative. UnipolSai, secondo gruppo italiano nel ramo danni, con il marchio Tenute del Cerro, gestisce oltre 300 ettari di vigne in Toscana, Umbria e Piemonte.

I tedeschi di Allianz hanno trovato nel patrimonio della controllata Ras l'azienda San Felice, con vigneti a Castelnuovo Berardenga (140 ettari nella zona del Chianti Classico), Montalcino (14 ettari) e Perolla, in Maremma (altri 50 ettari).

Poi ci sono banche come il Monte dei Paschi di Siena, un colosso agricolo: attraverso la controllata Mps Tenimenti gestisce oltre 800 ettari di terra (quasi 100 quelli a vigneto).

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