La sfida di Google ad Amazon per i supermercati on line

Il gigante del web si allea con Walmart per competere con il leader dell'e-commerce sul mercato del "fresco"

La sfida di Google ad Amazon per i supermercati on line

Google si allea con Walmart, colosso della grande distribuzione americana con oltre 4.600 punti vendita e un giro d'affari di 485 miliardi di dollari, per non rimanere escluso dalla partita sul «fresco» stimata intorno agli 800 miliardi che sta rivoluzionando lo scenario dei supermercati più tradizionali, unendo lo shopping via pixel alla spesa nei negozi reali.

La prima a muoversi era stata, a inizio estate, Amazon con l'annuncio dell'acquisizione dei negozi bio Whole Foods Market per 13,7 miliardi su cui ieri è arrivato il via libera degli azionisti. Così Moutain View ha risposto. Ma non è detto che sia questa l'ultima parola.

Il leader nei motori di ricerca ha infatti annunciato che, da fine settembre, saranno messi in vendita online i prodotti Walmart finora proposti solo sul sito proprietario (e non quindi su Amazon). «Lavoreremo con Google per offrire centinaia di milioni di articoli che potranno essere comprati grazie all'aiuto di Google Assistant», ha commentato Marc Lore, capo dell'e-commerce di Walmart. In pratica basterà un comando vocale per fare la spesa e come ha assicurato Google, comprare «dai detergenti alle costruzioni Lego» senza tralasciare gli alimentari, il vero snodo cruciale.

L'offerta di Walmart sarà poi integrata sul canale di e-commerce di Mountain View, Google Express, una specie di centro commerciale dove sono già presenti diversi altri negozi (tra cui, tra l'altro, i 30mila prodotti organici e i 13.500 prodotti certificati non ogm di Whole Foods).

Più in dettaglio l'accordo tra Google e Walmart, dovrebbe permettere al gruppo di Mountain View di mantenere le leadership sui motori di ricerca, recentemente un po' appannata a favore di canali verticali come Amazon: il 29% di chi cerca in rete un determinato prodotto, secondo uno studio di Ups, vola infatti direttamente sulla vetrina online e solo il 15% passa dai motori di ricerca. Google punta poi a guadagnare terreno nell'e-commerce, dove finora, nonostante gli sforzi effettuati con le nuove funzioni di Google Home, è sempre rimasto lontano dai traguardi raggiunti dal gruppo di Jeff Bezos. Quanto a Walmart l'obiettivo, dopo diversi tentativi di rafforzare il canale web anche attraverso acquisizioni, è semplice: rimanere il numero uno al mondo nel settore reteiler.

«Entrambi gli accordi sono caratterizzati dalla volontà dei due titani hi tech di entrare nella commercializzazione degli alimentari, il settore a cui è destinato il maggior budget della spesa quotidiana ma ancora con ampi margini di sviluppo a causa della difficoltà nella gestione delle consegne. Senza dimenticare che il presidio nei supermercati consente, agli stessi, l'utilizzo dei punti vendita come centro di consegna di altri prodotti risparmiando così sulle spedizioni» spiega Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell'Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano. Per poi aggiungere: «È un universo in profondo cambiamento che sembra prendere una direzione ben precisa: quello di semplificare lo shopping online creando consuetudini d'acquisto e rendendo i negozi fisici delle vetrine e dei punti di raccolta degli articoli online».

La prossima sfida? «Il controllo dei tempi in negozio o di consegna».

Non è un caso che Amazon, dopo aver diversificato i servizi di consegna come «Prime», stia ora sperimentando con Amazon Go la possibilità di fare la spesa senza passare da una cassa e con l'addebito automatico sulla carta di credito reso possibile da sensori diffusi che si collegano agli smartphone.

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