La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti accelera verso un passaggio decisivo. Donald Trump ha indicato martedì come termine ultimo per un accordo con Teheran, giudicando insufficiente la controproposta iraniana.
Sul terreno, Israele intensifica i raid contro infrastrutture militari ed energetiche, mentre l’Iran respinge l’ipotesi di una tregua temporanea e rilancia con richieste su sanzioni, Hormuz e fine del conflitto. Il rischio di una guerra più ampia resta altissimo.Iran: "Retorica arrogante di Trump non ha effetto sulle operazioni"
L'esercito iraniano ha respinto la "retorica arrogante" di Donald Trump, il quale ha affermato che "tutto l'Iran potrebbe essere distrutto da un giorno all'altro", dichiarando che essa "non ha alcun effetto" sulle sue operazioni. "La retorica rozza e arrogante e le minacce infondate del presidente americano squilibrato, che si trova in un vicolo cieco e giustifica le successive sconfitte dell'esercito Usa, non hanno alcun effetto sulla prosecuzione dell'offensiva e sulle schiaccianti operazioni" dell'esercito iraniano, ha affermato il portavoce del comando operativo militare Khatam Al-Anbiya, citato dai media di Stato.
Il presidente degli Stati Uniti aveva precedentemente affermato che l'esercito avrebbe potuto distruggere ponti e centrali elettriche iraniane entro quattro ore se la Repubblica islamica non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz - una rotta marittima nel Golfo attraverso la quale normalmente transita un quinto del petrolio greggio mondiale - entro le 20 ora di Washington di martedì.
Media: arrestati 4 soldati israeliani, spiavano per Teheran
Notizia choc in Israele. Quattro militari delle Forze di difesa israeliane (Idf) sono stati arrestati alcune settimane fa con l'accusa di spionaggio per conto dell'Iran. Lo rivela il sito Ynet news, secondo cui la polizia ha confermato gli arresti e ha dichiarato che l'indagine è in corso, ma ha precisato che la maggior parte dei dettagli del caso sono soggetti a un divieto di divulgazione.
Usa smentiscono attacco a nave anfibia "Tripoli"
Le forze armate statunitensi hanno smentito quanto sostenuto dai Guardiani della rivoluzione, secondo cui avrebbero attaccato una nave d'assalto anfibia americana, costringendola a ritirarsi nell'Oceano Indiano meridionale. In una dichiarazione, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha affermato che la nave d'assalto – la USS Tripoli – "non è stata attaccata e continua a navigare nel Mar Arabico" a sostegno dello sforzo bellico statunitense.
J. Post: "Mosca ha fornito a Teheran lista obiettivi energetici israeliani"
I servizi segreti russi avrebbero fornito all'Iran un elenco dettagliato di 55 obiettivi critici per le infrastrutture energetiche in Israele. Lo scrive il Jerusalem Post citando una fonte vicina all'intelligence ucraina, secondo cui l'intensificarsi della cooperazione militare e di intelligence tra Mosca e Teheran suggerisce che le informazioni condivise consentano all'Iran di lanciare attacchi missilistici di precisione contro la rete energetica israeliana. I siti individuati - scrive il giornale israeliano - si suddividono in tre categorie in base alla loro importanza strategica: a quelli di livello 1 appartengono gli impianti di produzione critici. Si tratta di siti la cui distruzione paralizzerebbe il sistema energetico nazionale. Il rapporto indica specificamente la centrale elettrica di Orot Rabin come obiettivo primario. Del livello 2 fanno parte i principali centri energetici urbani e industriali. Queste strutture si trovano principalmente nell'Israele centrale e servono grandi centri abitati. Infine, al livello 3 sono riconducibili le infrastrutture locali. Questi obiettivi includono sottostazioni regionali a supporto di zone industriali e centrali elettriche di dimensioni più ridotte. Secondo la valutazione russa sulla vulnerabilità di Israele, "la rete elettrica israeliana, a differenza di quella di molte nazioni europee, è caratterizzata da un elevato grado di isolamento". Poiché Israele è un'"isola energetica" che non importa elettricità dai paesi vicini, l'intelligence russa avrebbe comunicato all'Iran che il danneggiamento anche di pochi componenti centrali potrebbe innescare un collasso energetico totale e prolungato, con conseguenti blackout di massa e guasti tecnici difficilmente rimediabili. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è espresso con sempre maggiore fermezza contro l'alleanza tra Russia e Iran, avvertendo che le "conoscenze" acquisite dalla Russia sui campi di battaglia ucraini vengono esportate in Medio Oriente. "Anche i russi li hanno aiutati, proprio come gli iraniani hanno aiutato la Russia all'inizio della guerra, quando hanno fornito loro gli Shahed", ha dichiarato Zelensky due settiamene fa al Jerusalem Post. "Hanno acquisito una grande conoscenza sul campo di battaglia e questo ha avuto e avrà un impatto su altre regioni".
Trump: "Riapertura Stretto Hormuz priorità molto grande"
"La riapertura dello Stretto di Hormuz è una priorità molto grande". Lo ha dichiarato in conferenza stampa il presidente Usa, Donald Trump, rispondendo a una giornalista che gli chiedeva se fosse disposto a un accordo con l'Iran che non prevedesse la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Trump insiste: "Sono molto deluso dalla Nato"
"Sono molto deluso dalla Nato". Lo ha ribadito Donald Trump nel corso di una conferenza stampa.
Trump: "Teheran parte attiva e disponibile, vogliono accordo"
"Non posso parlare di cessate il fuoco, ma posso dirvi che dall'altra parte abbiamo un partecipante attivo e disponibile. Vorrebbero raggiungere un accordo". Lo ha detto in conferenza stampa il presidente Usa, Donald Trump, riferendosi all'Iran.
Trump: "Iraniani vogliono che continuiamo, pronti a soffrire per la libertà"
"Gli iraniani vogliono che continuiamo a bombardare. Sono pronti a soffrire per la libertà". Lo ha detto Donald Trump ammettendo che non tutti erano completamente d'accordo nella missione di salvataggio del pilota disperso alcuni militari avrebbero preferito non procedere. "Mi hanno detto che non era saggio, ma io ho deciso di andare avanti", ha riferito Trump.
Trump minaccia carcere per giornalisti per fuga notizie su piloti
Il presidente Usa, Donald Trump, ha minacciato di mandare in prigione i giornalisti che per primi hanno dato la notizia del salvataggio del primo pilota e che le forze Usa stavano cercando un secondo aviatore del jet statunitense abbattuto in Iran venerdì. "La persona che ha scritto l’articolo finirà in prigione se non parla e non ci metterà molto", ha detto Trump.Il presidente Usa non ha fatto il nome del giornalista né della testata, ha detto che la fuga di notizie ha allertato gli iraniani, mettendo in pericolo l'ufficiale e i suoi soccorritori. Trump ha definito chi ha divulgato la notizia "una persona malata". Si è detto fiducioso di poter riuscire a coprire l'identità dell'informatore: "Andremo dalla stampa che ha diffuso" la notizia "e diremo: 'Sicurezza nazionale, consegnatelo o andate in prigionè". Qualsiasi tentativo di mettere in carcere giornalisti per non aver rivelato l'identità delle fonti andrebbe certamente incontro a un'immediata opposizione per vie legali.
Nuovo messaggio di Khamenei: "Crimini e uccisioni non ci scalfiranno"
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio diffuso oggi ha affermato che "gli assassinii e i crimini non scalfiranno la causa jihadista delle forze armate iraniane". La Guida Suprema da giorni non interveniva attraverso i suoi consueti messaggi, diffusi regolarmente dopo la nomina seguita all'uccisione del padre senza mai mostrarsi in pubblico.
Si tratta di un messaggio, quello di Mojtaba Khamenei, per esprimere cordoglio in occasione dell'uccisione del capo dell'intelligence delle Guardie Rivoluzionarie, Majid Khademi, durante un attacco israelo-americano. "Ancora una volta il nemico americano-sionista, che ha ripetutamente fallito nei suoi malvagi complotti, ha assassinato uno dei comandanti dell'intelligence, della difesa e della sicurezza del Paese", ha affermato la affermato la Guida Suprema.
Trump: "Colpiti oltre 13mila obiettivi"
In Iran sono stati colpiti oltre 13mila obiettivi. Lo ha detto Donald Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca. "Negli ultimi 37 giorni, le forze armate americane hanno condotto più di 10.000 voli di combattimento sull'Iran, una cosa inaudita", ha afferma il presidente americani, sottolineando che l'F-15 abbattuto venerdì scorso "è stato il primo aereo con equipaggio abbattuto dal nemico in tutta questa operazione". "Sono stati fortunati, è stato un colpo di fortuna", ha detto Trump.
Trump minaccia il carcere per la fuga di notizie sui piloti in Iran
Donald Trump minaccia il carcere per il giornalista che per primo ha pubblicato la storia del pilota disperso in Iran per due giorni: "è stato messo in pericolo e anche tutti coloro che sono andati a salvarlo". "Troveremo chi è stata la fonte dell'articolo e il giornalista che l'ha pubblicata andrà in carcere se non parlerà", ha messo in evidenza il presidente.
Trump: "Nel salvataggio del pilota coinvolti 155 aerei, anche 4 bombardieri"
Nell'operazione di salvataggio del pilota disperso in Iran sono stati usati 155 aerei, fra i quali quattro bombardieri e 13 aerei da combattimento. Lo ha detto Donald Trump nel corso di una conferenza stampa. "Ha evitato di essere catturato per quasi 48 ore", ha aggiunto.
I Pasdaran giurano vendetta per la morte del loro capo dell'intelligence
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), l'esercito ideologico della Repubblica Islamica, ha giurato oggi di vendicare la morte del suo capo dell'intelligence, Majid Khademi, ucciso poche ore prima in un attacco aereo statunitense-israeliano. "Il nemico malvagio e disperato sappia che una rappresaglia severa" da parte dell'Organizzazione di Intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche "attende gli organizzatori e gli autori di questo crimine", ha dichiarato l'organizzazione sul sito web dell'Irgc.
Trump: "Se dipendesse da me prenderei il petrolio"
"Purtroppo, il popolo americano vorrebbe che tornassimo a casa. Se dipendesse da me prenderei il petrolio, lo terrei e faremmo un sacco di soldi. E mi prenderei cura del popolo iraniano molto meglio di quanto sia stato fatto finora". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca a proposito dell'Iran, a margine dell'Easter Egg Roll.
Trump, martedì è la scadenza definitiva per un accordo con l'Iran
Martedì è la scadenza definitiva per l'Iran per fare un accordo. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando di aver visto tutte le proposte. "Ho visto tutte le proposte che potere immaginare", ha aggiunto. La proposta dell'Iran è un "grande passo", ma "non è sufficiente", ha continuato. "Vedremo cosa succede. La guerra potrebbe finire rapidamente se fanno alcune cose".
L'Iran respinge la tregua e fa una controproposta in 10 punti
L'Iran ha comunicato al Pakistan la sua risposta "in 10 punti" alla proposta statunitense di porre fine alla guerra. Lo riferisce l'agenzia Irna citata dai media israeliani, sottolineando che la posizione iraniana si basa sull'esperienza passata e "respinge il cessate il fuoco, sottolineando la necessità di una fine definitiva del conflitto". La risposta include una serie di richieste iraniane tra cui: la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, i risarcimenti e la revoca delle sanzioni.
Idf, colpiti tre aeroporti di Teheran
L'esercito israeliano ha riferito di avere colpito tre aeroporti di Teheran, cioè l'aeroporto di Bahram, l'aeroporto di Mehrabad e l'aeroporto di Azmayesh. L'Idf sostiene che gli attacchi abbiano colpito decine di elicotteri e aerei che appartenevano all'Aeronautica Militare iraniana.
Casa Bianca: "Trump non ha ancora approvato la tregua di 45 giorni"
Donald Trump non ha per ora approvato un cessate il fuoco di 45 giorni proposto dai mediatori. Lo afferma un funzionario della Casa Bianca citato dai media americani.
Uccisi responsabili attacchi a israeliani ed ebrei, Netanyahu: "Continuiamo con tutta la forza"
Benjamin Netanyahu assicura che Israele "continuerà con tutta la forza" a perseguire i suoi obiettivi in Iran, dopo l'assassinio del capo dell'intelligence dei Pasdaran, Majid Khademi, e di Yazdan Mir, noto anche con l'alias di Sardar Bagheri, a capo dell'unità 840 della forza Quds, "responsabile di attacchi contro ebrei ed israeliani nel mondo". "Ricadrà sulla loro testa il sangue di chiunque agisce per assassinare i nostri cittadini, chi dirige il terrorismo contro Israele, chi costruisce l'asse iraniano del male - ha scritto il premier israeliano in un post su X - Agiamo con forza e determinazione, raggiungeremo chiunque cerchi di farci del male. Continueremo con piena forza, su tutti i fronti, finché la minaccia non sarà rimossa e tutti gli obiettivi della guerra non saranno raggiunti".
Colpito un secondo complesso petrolchimico
Un secondo impianto petrolchimico è stato colpito in Iran oggi. I danni sono lievi. L'impianto si trova nel sud del Paese, hanno reso noto le autorità locali. "Sul sito del raid contro il complesso petrolchimico di Marvdasht l'incendio è ora controllato", hanno riferito le autorità della cittadina vicina a Shiraz, citate dall'agenzia Fars. Israele aveva reso noto in precedenza oggi di aver bombardato il complesso petrolchimico di Assalouyeh, a South Pars.
Teheran avverte: Medioriente al buio se Trump colpisce centrali elettriche
L'intero Medioriente finirà "al buio" se Donald Trump dovesse dare seguito alla sua minaccia di bombardare le centrali elettriche iraniane. È l'avvertimento di un consigliere iraniano, l'ex ministro degli Esteri e consigliere della Guida suprema Ali Akbar Velayati, che in un post sui social network ha esortato i Paesi arabi a dissuadere il presidente Usa dal colpire le centrali elettriche iraniane. "I governanti dei Paesi arabi dovrebbero, per evitare che la regione piombi nell'oscurità, far capire a Trump che il Golfo Persico non è un luogo dove giocare d'azzardo", ha scritto sui social media.
Israele conferma: "Attaccato impianto petrolchimico di South Pars"
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha confermato che Israele ha attaccato l'impianto petrolchimico di South Pars ad Asaluyeh. La dichiarazione è arrivata dopo che l'Iran ha riferito che la struttura era stata attaccata. Katz ha affermato che Israele ha "appena sferrato un potente attacco contro il più grande impianto petrolchimico dell'Iran, situato ad Asaluyeh, un obiettivo centrale responsabile di circa il 50% della produzione petrolchimica del Paese". Un attacco israeliano a marzo contro gli impianti di South Pars ha scatenato importanti attacchi iraniani contro le infrastrutture petrolifere e del gas in tutti gli Stati arabi del Golfo.
Media Teheran: "Colpita portacontainer israeliana, è in fiamme"
L'agenzia iraniana Fars, che cita una fonte militare, ha riferito che la marina delle Guardie Rivoluzionarie ha distrutto la nave portacontainer SDN7 di proprietà israeliana con un missile da crociera e che l'imbarcazione israeliana è in fiamme.
Iran: "Abbiamo presentato risposta a mediatori, piano Usa inaccettabile"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che è stata redatta una risposta ai mediatori impegnati a porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e l'Iran. Lo riferisce la Bbc. Esmail Baghaei, citato dall'agenzia di stampa statale Irna, ha affermato che il piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari "non era in alcun modo accettabile per noi". I negoziati per porre fine al conflitto sono "incompatibili con ultimatum e minacce di commettere crimini di guerra". L'Iran ha stilato una serie di richieste "basate sui nostri interessi e sulle nostre considerazioni".
Costa: "Attacco a infrastrutture civili è illegale e inaccettabile"
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha affermato che "qualsiasi attacco alle infrastrutture civili, in particolare agli impianti energetici, è illegale e inaccettabile". "Vale per la guerra della Russia in Ucraina e ovunque. La popolazione civile iraniana è la principale vittima del regime iraniano. Sarebbe anche la principale vittima di un'escalation della campagna militare", ha rimarcato. Ieri il presidente Usa Donald Trump ha minacciato di far "saltare in aria" l'Iran, inclusi ponti e centrali elettriche, se non si raggiungerà un accordo entro 48 ore. Costa ha poi sottolineato che, come ha ricordato in una recente conversazione telefonica con il presidente dell'Iran, l'Ue "esorta Teheran a porre immediatamente fine ai suoi attacchi contro i paesi della regione e a consentire il ripristino della piena libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz".
"L'escalation non porterà al cessate il fuoco e alla pace. Solo i negoziati lo faranno, in particolare gli sforzi in corso guidati dai partner regionali", ha rimarcato Costa sottolineando che "dopo cinque settimane di guerra in Medio Oriente, è chiaro che solo una soluzione diplomatica potrà risolvere le cause profonde del conflitto".
Katz dopo uccisione capo 007 Pasdaran, "Continueremo a cacciarli uno a una"
"Continueremo a dar loro la caccia uno per uno": così Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, dopo l'uccisione del capo dei servizi segreti dei Pasdaran, a margine di un vertice con il capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir. "Le Guardie Rivoluzionarie stanno sparando sui civili e noi stiamo eliminando i capi dei terroristi", ha aggiunto Katz citato dai media locali.
Iran: "Non riapriremo Hormuz in cambio di una tregua temporanea"
L'Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz in cambio di una "tregua temporanea": lo ha detto un alto funzionario iraniano citato da Reuters online, chiedendo l'anonimato e aggiungendo che Teheran ritiene che Washington non sia pronta per una tregua permanente. Il funzionario ha poi confermato che l'Iran ha ricevuto la proposta del Pakistan per un cessate il fuoco immediato e la sta esaminando, aggiungendo che Teheran non accetta di essere messa sotto pressione per accettare scadenze e prendere una decisione.
Reuters: "Usa e Iran hanno ricevuto piano Islamabad per fine guerra"
"L'Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto un piano per porre fine alle ostilità e riaprire lo Stretto di Hormuz": lo riferisce Reuters online citando fonti anonime informate. L'accordo quadro "è stato elaborato dal Pakistan e scambiato con l'Iran e gli Stati Uniti nel corso della notte", ha affermato la fonte, "delineando un approccio in due fasi con un cessate il fuoco immediato seguito da un accordo globale". L'intesa, provvisoriamente denominata "Accordo di Islamabad", prevedrebbe la riapertura di Hormuz "entro 15-20 giorni", con i colloqui finali in presenza a Islamabad.
Iran, capo dell'intelligence dei Pasdaran ucciso in un raid
Il capo dell'intelligence dei Pasdaran, Seyed Majid Khademi, è stato ucciso in un raid attribuito a Usa e Israele: è quanto reso noto dal corpo delle Guardie della rivoluzione stesso, in un comunicato citato dai media iraniani.
Media Iran: "Axios mezzo comunicazione del Mossad, nessuna tregua"
L'agenzia iraniana Tasnim, affiliata ai Pasdaran, bolla le ultime rivelazioni di Axios - definito "il mezzo di comunicazione del Mossad per le operazioni psicologiche" - su una presunta mediazione per un cessate il fuoco come un tentativo di mescolare le carte, e preparare "l'ennesimo passo indietro di Donald Trump". Il presidente Usa "consapevole della ferma determinazione dell'Iran a rispondere a qualsiasi follia riguardante le centrali elettriche e altre infrastrutture, sta probabilmente cercando di ritirarsi da questa minaccia per la terza volta, e questo tipo di notizie viene forse diffuso per prepararsi a questa eventualità". L'Iran, sottolinea l'agenzia, "ha ripetutamente affermato di non accettare cessate il fuoco temporanei" senza un accordo sulla fine del conflitto. "I nemici americano-sionisti, che sono sotto la pressione della guerra e confusi, intendono sfruttare l'opportunità di cessate il fuoco per uscire dalla crisi delle munizioni e dalla situazione strategica difficile".
Media Iran: "Sei bambini sotto i 10 anni uccisi nella provincia di Teheran'"
"Ieri sera, 6 bambini sono stati martirizzati nella provincia di Teheran". Lo scrive l'agenzia iraniana Fars, vicina ai pasdaran. "A seguito degli attacchi americano-sionisti di ieri sera nella provincia di Teheran, purtroppo un gruppo di civili, tra cui 4 bambine e 2 bambini di età inferiore ai 10 anni, sono stati martirizzati" afferma l'agenzia.
Media Iran: "Raid Usa-Israele vicino Teheran, almeno 13 morti"
L'agenzia di stampa iraniana Fars, ripresa dai media internazionali, riferisce che le forze statunitensi e israeliane hanno bombardato due unità abitative nella città di Qaleh Mir, nella contea del Baharestan, uccidendo almeno 13 persone. La contea è un'area densamente popolata nella provincia di Teheran. Il governatore del Baharestan ha dichiarato alla Fars che le operazioni di rimozione delle macerie e di ricerca per soccorrere eventuali persone intrappolate sotto le macerie sono ancora in corso.
Axios: "In corso mediazione per cessate il fuoco di 45 giorni"
Secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui, gli Stati Uniti, l'Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra. È quanto scrive Axios. Secondo le fonti, scrive ancora Axios, i mediatori stanno discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima fase prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. Il cessate il fuoco potrebbe essere esteso se fosse necessario più tempo per i colloqui, ha affermato una delle fonti. La seconda fase consisterebbe in un accordo per porre fine alla guerra. Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Tuttavia, questo ultimo tentativo è l'unica possibilità per evitare una drammatica escalation del conflitto. Due fonti hanno affermato che il piano operativo per una massiccia campagna di bombardamenti israelo-americana contro gli impianti energetici iraniani è pronto, ma hanno sottolineato che la proroga della scadenza fissata da Trump mirava a dare un'ultima possibilità di raggiungere un accordo. I negoziati si starebbero svolgendo tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi, nonché tramite messaggi di testo scambiati tra l'inviato di Trump Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Un funzionario statunitense ha dichiarato che l'amministrazione Trump ha presentato all'Iran diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari iraniani non le hanno accettate. Le fonti hanno aggiunto che i mediatori ritengono che la riapertura completa dello Stretto di Hormuz e una soluzione per l'uranio altamente arricchito iraniano - sia attraverso la sua rimozione dal paese che tramite diluizione - possano essere il risultato di un accordo finale. I mediatori stanno lavorando su misure di rafforzamento della fiducia che l'Iran potrebbe adottare in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alle sue scorte di uranio, hanno riferito le fonti. Queste due questioni rappresentano le principali carte da giocare dell'Iran nei negoziati e gli iraniani non accetteranno di rinunciarvi completamente per soli 45 giorni di cessate il fuoco, hanno affermato due delle fonti. I mediatori vogliono verificare se l'Iran possa fare passi parziali su entrambe le questioni nella prima fase dell'accordo. Stanno anche lavorando su misure che l'amministrazione Trump potrebbe adottare per dare all'Iran garanzie che il cessate il fuoco non sarà temporaneo e che la guerra non riprenderà. I funzionari iraniani hanno chiarito ai mediatori di non voler trovarsi in una situazione simile a quella di Gaza o del Libano, dove esiste un cessate il fuoco sulla carta, ma gli Stati Uniti e Israele possono attaccare di nuovo quando lo desiderano. I mediatori stanno anche lavorando su altre misure di rafforzamento della fiducia che gli Stati Uniti potrebbero adottare per rispondere ad alcune delle richieste iraniane. La Casa Bianca ha rifiutato di commentare. I mediatori hanno detto ai funzionari iraniani che non c'è tempo per ulteriori tattiche negoziali e hanno sottolineato che le prossime 48 ore rappresentano l'ultima opportunità per raggiungere un accordo e prevenire una distruzione di massa per il Paese. I funzionari iraniani, almeno pubblicamente, continuano a mantenere una linea estremamente dura e a respingere qualsiasi concessione.
Teheran: "Se colpiranno obiettivi civili rappresaglie molto più dure"
Il comando militare centrale iraniano ha avvertito che le ritorsioni contro i suoi avversari saranno "molto più devastanti" se questi colpiranno obiettivi civili. "Se gli attacchi contro obiettivi civili si ripeteranno, le prossime fasi delle nostre operazioni offensive e di rappresaglia saranno molto più devastanti e diffuse", ha dichiarato un portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya in una dichiarazione pubblicata dall'emittente statale Irib su Telegram.
Minaccia consigliere Khamenei: "Bab el-Mandab per noi è strategico come Hormuz"
Un alto consigliere della Guida Suprema iraniana ha lanciato un duro avvertimento sulle rotte energetiche globali, suggerendo che i principali punti strategici marittimi oltre lo Stretto di Hormuz potrebbero essere presi di mira se Stati Uniti e Israele dovessero intensificare ulteriormente le tensioni. Lo scrive Al-Jazeera. Ali Akbar Velayati, consigliere dell'Ayatollah Ali Khamenei, ha affermato che un singolo passo falso da parte di uno dei due Paesi potrebbe perturbare gravemente i flussi energetici globali e il commercio internazionale. Secondo la televisione di stato iraniana Press Tv, Velayati ha dichiarato che il "comando unificato della resistenza" considera lo Stretto di Bab el-Mandab "altrettanto strategico dello Stretto di Hormuz". Le sue dichiarazioni giungono dopo che Trump ha minacciato di "scatenare l'inferno" sull'Iran se non riaprirà completamente lo Stretto di Hormuz entro domani. Velayati ha aggiunto che, sebbene gli Stati Uniti abbiano imparato alcune lezioni dalla storia dell'Iran, "devono ancora comprendere la geografia del potere". Lo stretto di Bab el-Mandab, al largo delle coste dello Yemen, collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden e il Mar Arabico, rappresentando un punto di strozzatura cruciale per il traffico marittimo diretto al Canale di Suez. I ribelli Houthi yemeniti, alleati di Teheran, hanno in passato avvertito di essere pronti a colpire lo stretto in segno di solidarietà con l'Iran.
Iran all'Onu: "Se Usa colpisce centrali e ponti sarà crimine di guerra"
La missione iraniana presso le Nazioni Unite ha affermato che le dichiarazioni di Donald Trump riguardo al colpire le centrali elettriche e i ponti iraniani costituiscono "una chiara prova dell'intenzione di commettere crimini di guerra" e di "terrorizzare" la popolazione civile. Lo scrive Iran International. "Se la coscienza delle Nazioni Unite fosse viva, non resterebbe in silenzio di fronte alla minaccia palese e sfacciata del presidente guerrafondaio degli Stati Uniti di colpire le infrastrutture civili", ha dichiarato la missione in un post su X. "Trump cerca di trascinare la regione in una guerra senza fine", ha scritto ancora, esortando la comunità internazionale e gli Stati membri delle Nazioni Unite ad agire immediatamente per prevenire tali attacchi.
Media: "Israele e Usa stilano elenco obiettivi in Iran se non ci sarà accordo"
Israele e gli Stati Uniti hanno stilato un elenco completo di obiettivi strategici da colpire in Iran qualora la Repubblica islamica non dovesse soddisfare le richieste dell'imminente ultimatum del presidente statunitense Donald Trump. Lo confermano al Jerusalem Post due fonti. L'accordo sulla lista degli obiettivi fa seguito a una serie di intense discussioni di alto livello volte a sincronizzare le risposte americane e israeliane alla continua sfida di Teheran . Oltre alla lista definitiva degli obiettivi, è stato completato il coordinamento operativo tra le forze armate statunitensi e quelle israeliane. Gli ultimi ritocchi al piano operativo congiunto sono stati apportati durante un incontro giovedì scorso tra il capo di Stato Maggiore dell'Idf Eyal Zamir e i vertici del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom); i funzionari hanno discusso e definito la specifica divisione dei ruoli e gli obiettivi della missione nel caso in cui il presidente degli Stati Uniti dovesse ritenere scaduto l'ultimatum. In un duro avvertimento al regime di Teheran, Trump ha dichiarato: "Senza un accordo, per lo Stato iraniano è finita". Alla luce di questi sviluppi, ieri sera il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato il Gabinetto di Sicurezza per informare i ministri. Netanyahu e i funzionari della difesa israeliani hanno fatto pressioni sull'amministrazione Trump affinché desse priorità al settore energetico e alle infrastrutture nazionali iraniane in eventuali nuovi attacchi. Sebbene a Gerusalemme si stia diffondendo la convinzione che il presidente darà alla fine il "via libera" agli attacchi contro infrastrutture di così alto valore, Israele è attualmente in attesa dell'autorizzazione definitiva della Casa Bianca prima di avviare qualsiasi operazione di questo tipo. Un funzionario israeliano ha dichiarato al Post che la strategia alla base del targeting del settore energetico è chiara: "Colpire obiettivi energetici porterà al collasso economico totale dell'Iran e a un significativo indebolimento della presa del regime terroristico sul potere".
Petrolio in rialzo, Wti a 113,69 dollari e Brent a quota 110,67
Il petrolio allunga il passo in apertura di settimana tra le nuove minacce di Donald Trump all'Iran sulla distruzione delle sue centrali elettriche e di altri impianti nel caso in cui la leadership di Teheran dovesse decidere di non "firmare un accordo" o di non "aprire lo Stretto di Hormuz", braccio di mare dove transita il 20% del greggio mondiale circa: il Wti segna un rialzo dell'1,93%, a 113,69 dollari al barile, mentre il Brent si attesta a quota 110,67 dollari (+1,64%). "Se non fanno qualcosa entro martedì sera, non avranno più centrali elettriche e non avranno più ponti in piedi", ha detto Trump in un'intervista al Wall Street Journal rilasciata domenica. Giovedì i future sul petrolio hanno guadagnato 11,42 dollari al barile, il loro maggiore rialzo giornaliero da aprile del 2020, quando si erano ripresi dopo il calo durante il lockdown per il Covid. Il prezzo di riferimento del Wti, il greggio statunitense, è aumentato di circa il 70% dall'inizio dei bombardamenti sull'Iran: non era così alto da giugno 2022, dall'invasione russa dell'Ucraina che aveva sconvolto i mercati energetici. Alcuni analisti e operatori si aspettavano un tono più conciliante da parte del tycoon nel fine settimana: al contrario, il presidente ha sparigliato ancora le carte minacciando l'Iran con l'adozione di misure draconiane e distruttive.
Pasdaran: "Hormuz non tornerà mai più al suo stato precedente"
La Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha annunciato che lo strategico Stretto di Hormuz "non tornerà mai più al suo stato precedente", aggiungendo di star completando i preparativi per quello che ha definito un nuovo ordine regionale, secondo un post su X attribuito alla forza, scrive Haaretz. La dichiarazione non specificava quali misure operative fossero in fase di preparazione, ma lasciava intendere un cambiamento a lungo termine nel modo in cui Teheran intende gestire questa vitale via navigabile, in particolare nei confronti degli Stati Uniti e di Israele.