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Offensiva di Israele in Libano: oltre 100 morti. Colpi di avvertimento contro un Lince italiano. La condanna della Meloni: "Netanyahu chiarisca". Affondo di Trump contro la Nato: "Ha fallito"

Tregua fragile tra Usa e Iran, ma il Libano resta fuori dall’intesa e Israele intensifica i raid su Hezbollah. Trump rilancia i negoziati, mentre cresce la tensione per Hormuz e per l’attacco a un mezzo italiano. E Tajani convoca l'ambasciatore d'Israele

Offensiva di Israele in Libano: oltre 100 morti. Colpi di avvertimento contro un Lince italiano. La condanna della Meloni: "Netanyahu chiarisca". Affondo di Trump contro la Nato: "Ha fallito"
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La diretta racconta una giornata segnata da una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, presentata da Donald Trump come base per un accordo più ampio, ma subito accompagnata da segnali di estrema fragilità.

Mentre Washington e Teheran preparano nuovi colloqui, restano aperti i nodi su sanzioni, nucleare e sicurezza nello Stretto di Hormuz. Intanto il Libano sembra escluso dall’intesa e Israele intensifica i raid, colpendo anche un mezzo italiano dell’Unifil.

Trump: "Gli alleati della Nato sono stati messi alla prova e hanno fallito"

"Gli alleati della Nato sono stati messi alla prova e hanno fallito". Lo ha detto Donald Trump in una nota letta dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Il presidente americano incontrerà oggi il segretario generale dell'Alleanza Mark Rutte. "Sarà un colloquio schietto e onesto", ha detto la funzionaria.

Casa Bianca: "Negoziati a Islamabad sabato con Vance, Kushner e Witkoff"

Steve Witkoff, Jared Kushner, guidati dal vice presidente Jd Vance saranno a Islamabad da sabato per colloqui con l'Iran. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing con la stampa.

Casa Bianca, nuova chiusura Hormuz è completamente inaccettabile

La nuova chiusura dello Stretto di Hormuz è "completamente inaccettabile". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, chiedendo che lo Stretto sia "riaperto immediatamente".

Netanyahu: "Pronti a riprendere la guerra in Iran in qualsiasi momento"

"Il cessate il fuoco è entrato in vigore in pieno coordinamento con Israele. Non si tratta della fine della campagna, ma di una tappa verso il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi. Li raggiungeremo, o tramite l'accordo, o con la ripresa dei combattimenti. Israele ha ottenuto risultati eccezionali. E siamo pronti a riprendere" i combattimenti "in qualsiasi momento". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video.

La condanna della Meloni: "Israele chiarisca"

"Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime la sua ferma condanna per quanto accaduto oggi nel sud del Libano dove un convoglio italiano appartenente a Unifil, e chiaramente individuabile come tale, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell’esercito israeliano". È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. "I militari italiani sono presenti in Libano sulla base di un mandato ricevuto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e agiscono nell’interesse del mantenimento della pace. È quindi del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite". Ancora: "Israele dovrà chiarire quanto accaduto e, in questo quadro, il Presidente Meloni attende gli esiti della convocazione odierna alla Farnesina dell'Ambasciatore d'Israele a Roma su iniziativa del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani". Conclude Meloni: "Il cessate il fuoco concordato questa notte tra Iran, Stati Uniti ed Israele è un’opportunità da cogliere per porre fine anche alla guerra in Libano. La decisione di Hezbollah di trascinare la Nazione in questo conflitto è stata irresponsabile ma i continui attacchi israeliani in Libano, che hanno già provocato troppi morti e un’inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente. L'Italia ribadisce ancora una volta con fermezza la necessità di garantire la sicurezza dei soldati italiani e dell’intero contingente Unifil".
 

Beirut, 112 morti e 837 feriti nei raid israeliani

È salito ad almeno 112 morti e 837 feriti il bilancio dei raid israeliani di oggi su Beirut e altre località del Libano. Lo ha dichiarato il ministero della Salute libanese, citato da Al Arabiya.

Libano: "Almeno 89 morti e 722 feriti negli attacchi di oggi"

La vasta ondata di attacchi israeliani che ha colpito oggi il Libano ha ucciso almeno 89 persone e ne ha ferite altre 722. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera il ministro della Salute Rakan Nassereddine. "Da un bilancio iniziale e non definitivo... abbiamo più di 89 martiri e più di 722 feriti alle 17:00" (le 16 in Italia), ha affermato.

Wsj: Iran, partecipazione a negoziati dipende da cessate il fuoco in Libano

L'Iran mette in guardia: la partecipazione di Teheran ai colloqui di venerdì di Islamabad dipende da un cessate il fuoco in Libano. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando anche che potrebbe revocare l'apertura dello Stretto di Hormuz.

Casa Bianca: "Piano pace Trump diverso da quello di Teheran"

l piano di pace in 10 punti reso pubblico dall'Iran differisce dal piano che Trump ha definito una "base praticabile su cui negoziare". Lo ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca citato dal New York Times. Il funzionario non ha fornito dettagli sulle differenze, ma ha precisato che la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dovrebbe fare chiarezza sulla questione durante il briefing in programma alle 19.

Trump: "Molto presto colloqui di pace con Teheran"

I colloqui di pace con l'Iran a Islamabad si svolgeranno "molto presto". Lo ha detto Donald Trump in una breve intervista al New York Post. Tuttavia, ha aggiunto, il vicepresidente JD Vance potrebbe non parteciparvi per motivi di sicurezza. "Ci saranno Steve Witkoff, Jared Kushner, JD... forse JD, non so. C'è una questione di sicurezza, di incolumità", ha affermato il presidente Usa.

Casa Bianca: il Libano non fa parte dell'accordo per il cessate il fuoco

Il Libano non fa parte dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ha riferito mercoledì Axios, citando la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.

Media Teheran, bloccato transito navi a Hormuz per raid Idf in Libano

"Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto in seguito agli attacchi israeliani contro il Libano". Lo scrive su X l'agenzia di stampa iraniana Fars.

Axios, via libera a negoziati è giunto da Khamenei

Il via libera finale ai mediatori iraniani per negoziare un accordo con gli Stati Uniti è giunto, tra lunedì e martedì, dalla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Lo riposta Axios in un retroscena nel quale vengono ricostruiti i passaggi che hanno portato all'annuncio del cessate il fuoco. Due fonti interpellate da Axios hanno definito il benestare concesso da Khamenei ai suoi negoziatori per concludere l'accordo come una vera e propria "svolta". Anche il ministro degli Esteri Araghchi, hanno riferito le fonti, ha svolto un ruolo centrale, sia nella gestione dei negoziati sia nel fare pressione sui comandanti delle Guardie Rivoluzionarie affinché accettassero l'accordo. Così come anche la Cina ha consigliato all'Iran di cercare una via d'uscita dalla crisi.Tuttavia, tutte le decisioni cruciali prese lunedì e martedì sono passate al vaglio di Khamenei. "Senza il suo via libera, non ci sarebbe stato alcun accordo", ha affermato una fonte regionale. Il coinvolgimento del nuovo Leader Supremo è stato necessariamente clandestino e laborioso. A fronte di una concreta minaccia di assassinio da parte di Israele, Khamenei ha comunicato principalmente tramite messaggeri che si scambiavano biglietti scritti a mano.

Tajani: "Ho dato indicazione di convocare l'ambasciatore d'Israele"

"Ho appena dato indicazioni di convocare al Ministero degli Esteri l'ambasciatore di Israele in Italia, per chiarire quanto accaduto oggi in Libano. I militari italiani non si toccano". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Crosetto: "Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire"

"Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l'accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu". Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto in merito ai colpi esplosi contro un mezzo Unifil. "L'Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari - aggiunge - Episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi"

Crosetto: "Ferma protesta per attacco a mezzo Unifil"

"Esprimo la mia più ferma e indignata protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di Unifil in Libano meridionale". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Solo lievi danni ai veicoli non si registrano feriti, ma fino a quando? È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell'esercito israeliano" sottolinea il ministro che aggiunge: "La messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell'Onu non può essere tollerata. Si tratta di un comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione".

Mezzo italiano Unifil colpito è un Lince, andava a fare rifornimento

È un 'Lincè, il veicolo tattico leggero multiruolo in dotazione all'Esercito italiano, il mezzo raggiunto dai colpi di avvertimento dell'Idf in Libano. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, il veicolo era in una colonna con diversi altri mezzi - a guida italiana - e stava andando a fare rifornimento. I colpi hanno interessato i pneumatici e il paraurti.

Croce rossa, oltre 300 morti e feriti a Beirut in raid israeliani

Gli attacchi aerei israeliani condotti oggi su Beirut e sulla periferia meridionale di Dahiyeh hanno causato oltre 300 tra morti e feriti. Lo ha denunciato il capo della Croce rossa libanese ad Al Arabi, come riporta il sito di Haaretz. Molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie, mentre gli ospedali della zona sono sotto forte pressione, ha aggiunto. Gli attacchi israeliani erano diretti contro aree densamente popolate di Beirut e Dahiyeh, ha spiegato il capo della Croce Rossa libanese.

Appello del premier libanese: "Aiutateci a mettere fine agli attacchi"

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha lanciato un appello agli amici del suo Paese affinché contribuiscano a porre fine agli attacchi israeliani, dopo un'ondata di raid mortali in tutto il Paese. In una dichiarazione, Salam ha affermato che, mentre Beirut "accoglie con favore l'accordo tra Iran e Stati Uniti e intensifica i nostri sforzi per raggiungere un accordo di cessate il fuoco in Libano, Israele continua ad intensificare i suoi attacchi". "Tutti gli amici del Libano sono invitati ad aiutarci a fermare questi attacchi con tutti i mezzi disponibili", ha aggiunto.

Iran, Israele si fermi in Libano altrimenti ci saranno conseguenze

L'ambasciatore e rappresentante permanente dell'Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra Ali Bahreini ha affermato che Israele deve rispettare il cessate il fuoco in Libano e che qualsiasi ulteriore attacco complicherebbe la situazione e avrebbe delle conseguenze. Lo riporta il quotidiano libanese L'Orient Le Jour. 

Idf: sul Libano 160 bombe, operazione denominata "oscurità eterna"

La vasta ondata di raid aerei israeliani contro Hezbollah in tutto il Libano ha visto l'impiego di 50 caccia che hanno sganciato circa 160 bombe su 100 obiettivi in ;soli 10 minuti. Lo ha detto l'esercito israeliano secondo quanto riporta il Times of Israel. L'ondata di attacchi è stata denominata internamente "Oscurità eterna". L'Idf ha dichiarato di aver bombardato circa 100 centri di comando di Hezbollah e altre infrastrutture militari a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale.

"Si tratta del più grande attacco condotto contro le infrastrutture di Hezbollah dall'inizio dell'Operazione Leone Ruggente", si legge nel comunicato dell'esercito israeliano. L'attacco, che includeva tra i suoi obiettivi anche il quartier generale di Hezbollah, era stato pianificato "meticolosamente nel corso di settimane", ha dichiarato l'Idf, aggiungendo che la maggior parte degli obiettivi colpiti si trovava "nel cuore delle aree abitate", precisando tuttavia che "sono state adottate misure per mitigare i danni".

Caine: "Usa pronti a riprendere attacchi se tregua non regge"

L'esercito americano è pronto a riprendere gli attacchi contro l'Iran se l'accordo di cessate il fuoco non reggesse e il presidente Donald Trump glielo ordinasse. Lo ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore Congiunto dell'esercito americano, il generale Dan Caine, nel corso di una conferenza stampa con il capo del Pentagono Pete Hegseth. "Sia chiaro, un cessate il fuoco è una pausa e le forze americane restano pronte a intervenire, se necessario o se richiesto", ha dichiarato Caine. Il generale americano ha quindi detto che gli obiettivi militari di Trump sono stati raggiunti e che l'esercito Usa ha colpito più di 13mila obiettivi dall'inizio della guerra lo scorso 28 febbraio. Secondo Caine, circa il 90% della flotta navale iraniana è stata distrutta, così come il 95% delle sue mine navali.

Meloni, leader europei e Canada: Contribuiremo a garantire libertà di navigazione a Hormuz"

"I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Lo affermano in una nota congiunta i leader Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friederich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Jens Jetten, Pedro Sanchez e la presidente della commissione europea von der Leyen, il presidente del consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney.

Hegseth: "Trump ha fatto la storia, Iran smantellato in 38 giorni"

Donald Trump "ha fatto la storia. Nessun altro presidente ha mostrato la determinazione di Trump". Lo ha dteto il capo del Pentagono Pete Hegseth, sottolineando che l'operazione Epic Fury ha "decimato" l'Iran. "In 38 giorni abbiamo smantellato" l'Iran, "rendendolo incapace di difendere la sua popolazione. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi", ha aggiunto Hegseth.

Hegseth: "Teheran ha implorato tregua, esercito decimato"

L'Iran "ha implorato questo cessate il fuoco" e l'operazione Epic Fury ha "decimato" l'esercito iraniano. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth nel corso di una conferenza stampa congiunta con il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il generale Dan Caine, dopo l'accordo di un cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Stati Uniti e Iran. Hegseth ha affermato che il programma missilistico dell'Iran è stato "di fatto distrutto" e che la marina iraniana "è in fondo al mare". .

Meloni e i leader europei: "Bene tregua, ora negoziare fine rapida del conflitto"

"Accogliamo con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato oggi tra gli Usa e l'Iran. Ringraziamo il Pakistan e tutti i partner coinvolti per aver facilitato questo importante accordo. L'obiettivo deve ora essere quello di negoziare una fine rapida e duratura della guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere realizzato solo con mezzi diplomatici". Lo affermano i leader Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friederich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Jens Jetten, Pedro Sanchez e la presidente della commissione europea von der Leyen, il presidente del consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney.

Idf: "Completata la più grossa ondata di raid su Hezbollah da inizio guerra"

Le forze armate israeliane hanno dichiarato di aver completato la più grande ondata di attacchi aerei contro Hezbollah in Libano dall'inizio dei combattimenti, colpendo 100 obiettivi in 10 minuti. Secondo quanto riferito dall'Idf, tra gli obiettivi colpiti a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale c'erano il quartier generale e gli uffici dei servizi segreti utilizzati dall'organizzazione terroristica per pianificare attacchi contro le truppe e i civili israeliani. Prese di mira anche le infrastrutture delle unità missilistiche e navali di Hezbollah, oltre alle risorse della forza d'élite Radwan.

Trump: "Parliamo con Iran su sanzioni, molti dei 15 punti già concordati"

"Stiamo, e continueremo a discutere con l'Iran di una riduzione delle tariffe e delle sanzioni. Molti dei 15 punti sono già stati concordati. Grazie per l'attenzione che ci avete dedicato". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Trump: "Collaboreremo con l'Iran per rimuovere tutta la polvere nucleare"

"Gli Stati Uniti collaboreranno strettamente con l'Iran che, a nostro avviso, ha attraversato un cambiamento di regime che si rivelerà molto produttivo! Non ci sarà alcun arricchimento dell'uranio e gli Stati Uniti, in collaborazione con l'Iran, dissotterreranno e rimuoveranno tutta la "polvere" nucleare (dei bombardieri B-2) sepolta in profondità. Questa è, ed è stata, sotto stretta sorveglianza satellitare (Space Force!). Nulla è stato toccato dalla data dell'attacco". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Trump: "Dazi del 50% su chi fornisce armi all'Iran"

"A qualsiasi Paese che fornisca armamenti all'Iran verranno applicati immediatamente dazi al 50% su tutte le merci vendute agli Stati Uniti, con effetto immediato". Scrive così in un nuovo post su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aggiungendo che "non ci saranno eccezioni né esenzioni" dopo l'annunciato accordo per una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran.

Trump: "Lavoreremo con Teheran su uranio e sanzioni, accordo già su molti punti"

Trump: "Lavoreremo con Teheran su uranio e sanzioni, accordo già su molti punti"

Pasdaran: "Abbiamo la mano sul grilletto, pronti a rispondere a nuovi attacchi"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di essere pronte a rispondere a qualsiasi nuovo attacco e hanno messo in guardia i partner regionali degli Stati Uniti contro la cooperazione. "Abbiamo le mani sul grilletto", hanno affermato in un comunicato. "Non abbiamo fiducia nelle promesse del nemico", si legge nel comunicato, che aggiunge: "Qualsiasi aggressione riceverà una risposta di livello superiore".

Cremlino, cessate il fuoco è decisione molto importante

Il Cremlino accoglie con favore il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Lo ha affermato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov citato da Interfax. "Alla luce delle dichiarazioni piuttosto dure di ieri da parte di diverse fazioni, che hanno suscitato non poco scalpore nel mondo, siamo lieti di aver ricevuto la notizia del cessate il fuoco e accogliamo con favore la decisione di non proseguire sulla strada dell'escalation armata, né tantomeno di colpire obiettivi civili o infrastrutture economiche iraniane", ha affermato, definendo la decisione "molto importante".

Ue: "Chiediamo a Israele di cessare la sua operazione in Libano"

"La nostra posizione è stata chiara fin dall'inizio e non la cambieremo: chiediamo a Israele di cessare la sua operazione in Libano, nel rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano". Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea. L'Ue, ha aggiunto, inoltre "sostiene pienamente l'Unifil nell'adempimento del suo mandato e che qualsiasi attacco contro l'Unifil è inaccettabile e deve cessare immediatamente".

Vance: "Con l'Iran raggiunta tregua fragile, ora negoziare in buona fede"

"Gli iraniani hanno accettato di riaprire Hormuz, gli Stati Uniti hanno accettato di fermare gli attacchi. Questa è la base della tregua fragile che abbiamo ora". Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance, al Mathias Corvinus Collegium (Mcc) di Budapest, think tank vicino al governo di Viktor Orban. "Come mi ha detto il presidente ieri sera, gli iraniani sono negoziatori migliori di quanto siano combattenti. So che non gradiranno sentirlo, ma è vero", ha aggiunto. Trump "è impaziente di ottenere risultati e ci ha chiesto di negoziare in buona fede". 

Colloquio Pezehkian-Sharif, confermata presenza Teheran ai negoziati in Pakistan

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha confermato che la Repubblica islamica parteciperà ai negoziati attesi venerdì a Islamabad nel corso di un colloquio telefonico con il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif. Secondo una nota diffusa dal governo di Islamabad, che ha avuto un ruolo chiave nel raggiungimento del cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, nel corso della conversazione "cordiale" durata oltre 45 minuti, Sharif ha espresso il suo "profondo apprezzamento per la saggezza e la lungimiranza" dimostrata dalla leadership iraniana nell'aver accettato il cessate il fuoco e la proposta di ospitare i negoziati a Islamabad. Pezeshkian, dal canto suo, ha ringraziato il primo ministro e ha apprezzato gli sforzi della leadership pakistana che hanno portato alla tregua temporanea. Entrambi i leader hanno concordato di rimanere in stretto contatto.

Hezbollah: "Se Israele non rispetta il cessate il fuoco l'Iran risponderà"

Il parlamentare libanese Ibrahim al-Moussawi, rappresentante di Hezbollah, ha affermato in un'intervista al canale televisivo libanese Al-Jadeed che l'accordo di cessate il fuoco nella guerra "include il Libano secondo il testo, e l'Iran ha insistito su questo". Lo scrive l'israeliano Ynet. Al-Moussawi ha sottolineato che "se il nemico israeliano non rispetterà il cessate il fuoco, nessuno lo farà, e ci sarà una risposta dalla regione e dall'Iran". Ha inoltre osservato che "finora non è pervenuto alcun annuncio ufficiale da parte di Hezbollah riguardo a un cessate il fuoco".

Due navi attraversano lo Stretto di Hormuz, le prime dopo l'accordo per la tregua

Due navi hanno attraversato lo stretto di Hormuz, le prime dall'annuncio della tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran, ha reso noto il sito per il tracciamento del traffico marittimo MarineTraffic. La nave cargo NJ Earth, di proprietà di un armatore greco, è passata dallo Stretto dalle 10.44 di questa mattina (ora italiana), e la Daytona Beach, con bandiera della Liberia, era passata prima, alle 8.59, poco dopo aver lasciato il porto di Bandar Abbas.

Navi si preparano a passare Hormuz ma attendono dettagli tregua

Le 800 navi bloccate da giorni nel Golfo Persico si stanno preparando a riprendere le operazioni e a transitare per lo stretto di Hormuz ma sono ancora in attesa dei dettagli sulla tregua fra Iran e Usa. Come hanno spiegato diverse compagnie di navigazioni e fonti del settore a Lloydslist da questa mattina molti stanno valutando la ripresa delle operazioni dando precedenza a quelle navi già cariche. Non è ancora chiaro, spiegano le fonti, se dovranno seguire i protocolli di sicurezza e pedaggio imposti dall'Iran negli ultimi giorni. Attualmente ogni richiesta deve essere valutata caso per caso anche in base alla nazionalità della nave, del carico e della destinazione finale al termine della quale le guardie rivoluzionarie indicano la rotta da seguire e spesso accompagnano il transito con le loro imbarcazioni veloci.

Macron, 15 Paesi mobilitati per la ripresa del traffico a Hormuz

"Circa 15 Paesi sono attualmente mobilitati e partecipano alla pianificazione, sotto la guida della Francia, per consentire l'attuazione di questa missione strettamente difensiva in coordinamento con l'Iran per facilitare la ripresa del traffico". Così il presidente francese Emmanuel Macron parlando dei progetti per lo Stretto di Hormuz durante un incontro con i suoi consiglieri e i membri del suo governo.

Papa: "Soddisfazione per tregua, segno di viva speranza"

Papa Leone XIV, al termine dell'udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro, ha espresso "soddisfazione" per l'annuncio della tregua di due settimane nel conflitto in Iran, che è "un segno di viva speranza". "Solo attraverso il ritorno al negoziato si può giungere alla fine della guerra - ha aggiunto il Papa -. Esorto ad accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera, auspicando che la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto nel mondo".

"A seguito di queste ultime ore di grande tensione per il Medio Oriente e per tutto il mondo, accolgo con soddisfazione e come segno di viva speranza l'annuncio di una tregua immediata di due settimane. Solo attraverso il ritorno al negoziato si può giungere alla fine della guerra. Esorto ad accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera, auspicando che la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto nel mondo. Rinnovo a tutti l'invito a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di San Pietro sabato 11 aprile", ha aggiunto il Pontefice.

Cina: "Bene cessate fuoco, svolgeremo ruolo costruttivo per la pace"

La Cina ha accolto con favore il cessate il fuoco concordato tra Iran e Stati Uniti, ma non ha confermato l'esistenza di colloqui diretti con Teheran che avrebbero potuto portare all'accettazione dell'accordo. La portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, ha inoltre accolto con favore gli sforzi compiuti dal Pakistan e da altri Paesi, aggiungendo, senza fornire ulteriori dettagli, che anche la Cina "ha fatto i suoi sforzi". "Abbiamo sempre sostenuto i colloqui di pace e il cessate il fuoco", ha dichiarato Mao a Pechino, aggiungendo che le autorità cinesi "continueranno a svolgere un ruolo costruttivo" verso la pace.

Media Iran, Ghalibaf capo negoziatore, Vance guiderà la delegazione Usa

Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è stato designato come capo negoziatore iraniano in vista dei colloqui di venerdì con gli Stati Uniti a Islamabad: lo riporta l'agenzia iraniana Isna, citata da Tass. Secondo l'agenzia di stampa, il vicepresidente statunitense JD Vance sarà a capo della delegazione americana.

Kallas: "Accordo è passo indietro dal baratro, Ue pronta a sostenere sforzi"

"L'accordo tra Stati Uniti e Iran sul cessate il fuoco rappresenta un passo indietro dal baratro dopo settimane di escalation. Offre un'occasione fondamentale per attenuare le minacce, fermare i missili, ripristinare il traffico marittimo e creare spazio per la diplomazia in vista di un accordo duraturo. Lo Stretto di Hormuz deve essere nuovamente aperto al transito". Lo afferma l'Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, in un post su X. "Ho parlato con il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e l’ho ringraziato per aver garantito questo accordo iniziale. La porta alla mediazione deve rimanere aperta, poiché le cause alla base della guerra rimangono irrisolte", ha poi precisato, sottolineando che "l'Ue è pronta a sostenere tali sforzi ed è in contatto con i partner nella regione". "Ne discuterò oggi in Arabia Saudita", ha concluso.
 

Idf emette avviso evacuazione per Tiro, nel sud del Libano

L'esercito israeliano emette un nuovo avviso di evacuazione per la zona di Tiro, nel Libano meridionale.

Trump: "Se l'accordo non è buono torniamo in guerra"

Gli Stati Uniti in Iran hanno raggiunto "tutto ciò che volevamo ottenere sul piano militare" e si è trattato di "una vittoria totale da quel punto di vista e da ogni altro punto di vista". Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con l'emittente britannica Sky News, secondo quanto riporta la stessa emittente. Trump ha aggiunto che ritiene che l'accordo "sia buono", ma ha aggiunto che se così non fosse gli Usa torneranno in guerra. In quel caso "ci torniamo immediatamente, molto facilmente", ha affermato.

Tajani: "Tregua buona notizia per area e per nostra economia"

"La sospensione di combattimenti per due settimane è un fatto molto positivo". Lo ha detto al Tg5 il ministro degli Esteri Antono Tajani, parlando della tregua nella guerra di Usa e Israele contro l'Iran. "E' una buona notizia - ha detto ancora il vice premier - che va nella direzione di un accordo di pace, per la popolazione civile, per l'area e per Israele, ma anche per la nostra economia, con il prezzo del petrolio che sta già calando sotto i 100 dollari. Una boccata di ossigeno per il nostro sistema". "L'impennata del prezzo dell'energia sarebbe stato un duro colpo alla nostra economia - ha concluso - Speriamo che in questo periodo di due settimane si raggiungano degli accordi. L'Iran non può avere l'arma atomica ed è bene che gli Usa non bombardino la popolazione civile. La soluzione negoziale è la più auspicabile, la sosteniamo assieme a tutta l'Unione Europea. Vedermo cosa succederà in Libano dove la situazione è più complicata".

Il prezzo del gas crolla a 43 euro con la tregua Usa-Iran

Crolla il prezzo del gas in avvio con l'accordo tra Usa e Iran per una tregua di due settimane, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, scendono di oltre il 19% a 43 euro al megawattora.

Prezzo petrolio crolla, Wti scambiato a 95,67 dollari

Il prezzo del petrolio crolla dopo le dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump sulla tregua in Iran. Il Wti con consegna a maggio passa di mano a 95,67 dollari con una flessione del 15,30% mentre il Brent con consegna a giugno è scambiato a 93,93 dollari al barile con una riduzione del 14,03%.

Trump: "Usa aiuteranno a gestire traffico Hormuz, può essere età oro in Medio Oriente"

"Un grande giorno per la pace nel mondo. L'Iran vuole accada, ne hanno abbastanza! E lo stesso vale per tutti gli altri!". Esordisce così Donald Trump in un nuovo post su Truth, dopo l'annuncio di due settimane di tregua, in cui afferma che "gli Stati Uniti aiuteranno a gestire l'accumulo di traffico nello Stretto di Hormuz" e parla di "Età dell'Oro in Medio Oriente". "Ci saranno molte iniziative positive! Si faranno molti soldi. L'Iran può avviare il processo di ricostruzione", scrive il presidente degli Stati Uniti dopo settimane di raid contro la Repubblica islamica il cui avvio era stato annunciato da Usa e Israele la mattina dello scorso 28 febbraio. "Caricheremo rifornimenti di ogni tipo e resteremo semplicemente 'in girò per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso sarà così - conclude - Come negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l'Età dell'Oro del Medio Oriente".

Trump, un grande giorno per la pace nel mondo

"Un grande giorno per la pace nel mondo!". Lo ha scritto il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth, dopo l'annuncio dell'accordo concordato da Usa e Iran per una tregua di due settimane e la riapertura dello Stretto di Hormuz. "L'Iran vuole che accada, ne ha abbastanza!", ha scritto Trump, riferendosi alla pace, "e lo stesso vale per tutti gli altri!".

Incontro Trump-Rutte alla Casa Bianca alle 21.30

L'incontro di oggi fra il presidente Usa Donald Trump e il segretario generale della Nato Mark Rutte alla Casa Bianca si terrà nello Studio Ovale alle 15.30 ora locale, le 21.30 ora italiana. Lo ha riferito la Casa Bianca. Per le 13 ora locale, le 19 in Italia, è invece in programma un briefing della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.

Guterres: "Bene tregua, ora spianare strada a pace duratura"

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, "accoglie con favore l'annuncio di un cessate il fuoco di due settimane da parte di Stati Uniti e Iran" e invita "tutte le parti coinvolte nell'attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare gli obblighi in base al diritto internazionale e i termini del cessate il fuoco per spianare la strada verso una pace duratura e globale nella regione". Guterres, prosegue una dichiarazione del portavoce Stéphane Dujarric, sottolinea che è "urgente porre fine delle ostilità per proteggere le vite dei civili e alleviare le sofferenze". "Sincero apprezzamento" del segretario generale dell'Onu per il lavoro del "Pakistan e degli altri Paesi coinvolti" negli sforzi per "facilitare il cessate il fuoco". Nella regione c'è l'inviato di Guterres, Jean Arnault, per "sostenere gli sforzi verso una pace duratura".

Netanyahu: "Israele sostiene la decisione di Trump ma Libano escluso"

"Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere i raid contro l'Iran per due settimane a patto che l'Iran apra immediatamente lo Stretto e fermi tutti gli attacchi contro Usa, Israele e Paesi nella regione". E' quanto si legge in una dichiarazione diffusa su X dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, a seguito dell'annuncio di due settimane di tregua arrivato da Donald Trump dopo che lo scorso 28 febbraio Usa e Israele avevano annunciato l'avvio di operazioni militari contro la Repubblica islamica. Nelle scorse settimane Israele ha anche avviato nuove operazioni contro gli Hezbollah in Libano e la dichiarazione puntualizza che "il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano" a differenza di quanto era stato annunciato nella notte su X da Shehbaz Sharig, premier del Pakistan, protagonista della mediazione tra Usa e Iran. "Israele sostiene - si legge ancora nella dichiarazione diffusa dall'ufficio di Netanyahu - il lavoro degli Stati Uniti per garantire che l'Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terrroristica per l'America, per Israele, i vicini arabi dell'Iran e il mondo". Gli Stati Uniti, conclude il testo, "hanno detto a Israele di essere impegnati a raggiungere nei prossimi negoziati questi obiettivi, condivisi da Usa, Israele, alleati di Israele nella regione".

Fonti: Cina ha incoraggiato Teheran a cessate il fuoco con Usa

La Cina, che è il principale partner commerciale di Teheran, ha parlato con gli iraniani per convincerli a trovare una via per un cessate il fuoco con gli Usa. Lo riferiscono ad Associated Press due fonti parlando a condizione di mantenere l'anonimato. Secondo le fonti, mentre i negoziati erano in corso i funzionari cinesi erano in contatto con quelli iraniani per incoraggiare Teheran a trovare una via verso un accordo. Pechino per prima cosa aveva lavorato con gli intermediari, fra cui Pakistan, Turchia ed Egitto, nel tentativo di usare la propria influenza. Martedì mattina Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri cinese, aveva dichiarato: "Tutte le parti devono dimostrare sincerità e porre rapidamente fine a questa guerra che in primo luogo non avrebbe dovuto verificarsi". Aveva aggiunto che la Cina è "profondamente preoccupata" per l’impatto che il conflitto ha sull’economia mondiale e sulla sicurezza energetica.

Casa Bianca: "Questa è una vittoria per gli Usa"

"Questa è una vittoria per gli Stati Uniti che il presidente Trump e le nostre incredibili forze armate hanno reso possibile". Così la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un post su X, in riferimento all'accordo per un cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto di Hormuz che Stati Uniti e Iran hanno concordato. "Fin dall’inizio dell’operazione 'Epic Fury', il presidente Trump aveva stimato che si sarebbe trattato di un’operazione della durata di 4-6 settimane. Grazie alle incredibili capacità dei nostri soldati, abbiamo raggiunto e superato i nostri obiettivi militari principali in 38 giorni", ha scritto Leavitt, sottolineando che "il presidente Trump ha ottenuto la riapertura dello Stretto di Hormuz".

Trump: "Questione uranio sarà risolta, accordo è vittoria per gli Usa al 100%"

La questione dell'uranio iraniano sarà "perfettamente risolta". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista alla France Press, definendo l'accordo con l'Iran una vittoria per gli Stati Uniti. "Vittoria totale e completa. Al 100%. Senza alcun dubbio", ha messo in evidenza. 

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