Arriva il liceo "scontato": dura 4 anni

Parte la sperimentazione in due istituti privati a Milano e Brescia. I primi studenti si diplomeranno nel 2015

Una studentessa all'esame di maturità al liceo
Una studentessa all'esame di maturità al liceo

Quando incontrano i loro coetanei si sentono ripetere per lo più due frasi, peraltro opposte: «Sei pazzo. Studi troppo» e/o «Fortunato. Non studi mai, viaggi sempre». Eppure loro si sentono «normalissimi» anche se ti dicono chiaro e tondo che preferiscono «impegnarsi prima, per potere avere delle opportunità». È una mattina come tante al Collegio San Carlo di corso Magenta a Milano. Tra i 1400 studenti che entrano e escono ogni giorno ce ne sono un centinaio che saranno i primi ragazzi in Italia a diplomarsi in quattro anni. Il ministro Maria Chiara Carrozza infatti lo scorso 8 agosto ha dato il via libera al Liceo Internazionale per l'Intercultura che mette l'Italia al passo con i percorsi scolastici degli altri paesi europei e non solo. Un via libera qui, e ora anche al liceo Carli di Brescia.

A Milano i primi 19 ragazzi, iscritti già al terzo anno di un corso di studi nato proprio con quest'obiettivo (si chiamava Silcs), si presenteranno alla maturità già nel 2015 avendo frequentato solo 4 anni di scuola. L'Italia infatti è l'unico paese che ha una scuola superiore di cinque anni. Persino i licei italiani all'estero sono di 4 anni. Gli effetti ci penalizzano sull'ingresso nel mondo del lavoro. I nostri migliori ingegneri si laureano a 26-28 anni contro ad esempio cinesi e indiani - bravi e richiestissimi - che a 21 anni sono già formati. Parte da qui la prima «rivoluzione» della scuola. Qualcuno di loro arriverà a sedersi all'università a 17 anni e poco più. Saranno i primi veri Expo-students consapevoli di essere apripista di un percorso di studi dove i libri sono stata mandati in pensione dall'iPad, dove la metà delle discipline viene insegnata e appresa in inglese (la lingua che oggi permette l'accesso alle fonti), dove la didattica è fortemente personalizzata e costruita come un abito su ogni singolo alunno, dove i banchi di scuola nell'arco dei quattro anni si spostano dall'India al Sud Africa all'Australia, con insegnanti formati ad hoc.

Per ora una terza, due seconde e due prime liceo, a scelta maturità classica o scientifica. È diviso in due bienni: il primo di 990 ore e il secondo di 1086. Il liceo sarà ora sotto l'occhio attento del ministero dell'Istruzione, pronto a valutare gli esiti dei primi studenti. «Se ci fosse stato quando ero studentessa - ha detto il ministro Carrozza ai ragazzi di Brescia - anch'io mi sarei iscritta a una scuola come la vostra». Una dichiarazione che fatto saltare su tutte le furie i sindacati, preoccupati ogni volta che torna l'idea di abbreviare il percorso degli studenti da 13 a 12 anni di vedere tagliare cattedre. Hanno quantificato un «risparmio» di 40mila cattedre e oltre un miliardo e 300 milioni di euro all'anno. Il via libera è destinato a scatenare polemiche. «Nel nostro schema - rassicura don Aldo Gerenzani, rettore del San Carlo - non c'è riduzione di personale. Anzi pensiamo di poter essere una sorta di laboratorio che elabora un format da esportare anche in altre scuole che vogliono applicarlo». «È un modello interessantissimo - ha commentato il direttore dell'Ufficio scolastico Regionale, Francesco De Sanctis - che non va valutato solo per il percorso quadriennale ma anche per quello linguistico e internazionale». Anzi «si sta valutando di estenderlo anche a qualche scuola statale. Il “Tofi“ di Busto Arsizio ad esempio ne avrebbe tutte le possibilità».
La sfida insomma non è di poco conto. L'esigenza nasce anche da una consapevolezza. Molti studenti capaci e motivati si iscrivono dopo il primo biennio a scuole straniere in Italia che aderiscono all'Internazional Baccalaureate e che durano solo 4 anni. «Una fuga precoce di cervelli e una perdita economica per l'Italia. Questa invece vuole essere l'alternativa italiana per qualità dello studio e per radicamento nella tradizione ai percorsi internazionali quadriennali fra i quali l'IB rispetto al quale offre una più ampia quantità di studio e contenuti culturali», spiega Giuseppe Colosio, ex provveditore lombardo che ha caldeggiato l'avvio di questo liceo.

«L'idea alla base è di formare “cittadini del mondo” - spiega ancora don Aldo Gerenzani - ma senza tralasciare il forte radicamento nella nostra cultura umanistica di area greco-latina intesa in modo coerente con la nostra visione che si ispira al cristianesimo». Gli studenti vengono selezionati con un test di ingresso. La voglia di studiare sta ancora prima del primo requisito.

Hanno cominciato la scuola una settimana prima di tutti gli altri, tanto per dirne una. Ma altrettanta deve essere la spinta a guardare oltre i propri confini. Sui banchi della futura prima ad esempio ci sono studenti palestinesi, egiziani, brasiliani e libanesi fianco a fianco di italiani.

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