Campionessa di assenteismo Al Comune costò 260mila euro

Da assessore a Ravenna, Josefa disertava spesso le sedute. Il sindaco di allora: "Però era un simbolo". Via alle verifiche sugli abusi nella palestra

Campionessa di assenteismo Al Comune costò 260mila euro

Ravenna - Vidmer Mercatali è l'ex sindaco di Ravenna che volle Josefa Idem come assessore allo Sport. Una campionessa tedesca, romagnola d'adozione per aver sposato il preparatore atletico di Bagnacavallo, che dedica tutto il tempo ad allenarsi per otto olimpiadi. Perché un politico navigato come Mercatali incorona Sefi assessore? La risposta è in un'intervista a Repubblica di ieri: «Mi bastava andasse nelle scuole a convincere i ragazzi a fare sport». Questa è la competenza e il riformismo chiesti all'attuale ministro: l'abilità a fare da «testimonial».
È costato caro ai contribuenti di Ravenna avere la Idem in giunta dal 2001 al 2007 per convincere gli scolari a fare sport: quasi 260mila euro. Tutto dovuto in base a leggi e regolamenti, a differenza degli interventi sulla casa-palestra di Santerno. Il calcolo è stato reso noto dal consigliere comunale di opposizione Alvaro Ancisi. A carico dei bilanci comunali figurano 237.813,55 euro come indennità di carica lorda, cui si aggiungono 12.228,41 euro di rimborsi spese e altri 8.642,00 euro per contributi previdenziali. Questi ultimi rappresentano l'ultimo capitolo dello scandalo che si addensa sul ministro delle Pari opportunità: si era fatta assumere da una società del marito 10 giorni prima di essere rinominata assessore e, dopo il reincarico, si era messa in aspettativa chiedendo al Comune di versare i relativi contributi all'Inps.
Sulla storia degli oneri previdenziali perfino il suo grande sponsor Mercatali ora storce il naso: «Niente di illegale, ma di inopportuno sì - confessa a Repubblica - Per carità, la legge lo consente, ma un conto è essere dipendenti di un'azienda, un conto esserlo del marito. Non è una bell'immagine». Sulla palestra, invece, l'ex sindaco ammette a malincuore che potrebbero configurarsi reati: «Se era privata e serviva a lei per allenarsi, è un conto. Se invece la struttura era di uso pubblico, siamo di fronte a un abuso edilizio, quindi a un reato penale. In questo caso vedo difficile che possa restare al suo posto».
La Procura è in campo. Il procuratore capo pro tempore Isabella Cavallari ha incaricato la polizia municipale di Ravenna di compiere verifiche sia sulla parte edilizia sia su quella commerciale della casa di Carraia Bezzi. Gli accertamenti saranno determinanti per individuare eventuali ipotesi di reato.
Le dimissioni si avvicinano? Anche secondo Mercatali Josefa Idem dovrebbe lasciare. Il ministro si è detta «disposta a regolarizzare la situazione». Ma la situazione è difficile da sanare, non avendo approfittato di qualche odiato condono. Ora ogni richiesta di aggiustamento deve essere vagliata dagli uffici, e non è detto che sia accolta. Gli abusi del passato comunque restano e ora se ne occuperà la Procura.
Quello su cui invece Mercatali non si esprime è se quei 260mila euro sono stati ben spesi. L'ex sindaco non parla, per esempio, dell'altissimo tasso di assenteismo dell'olimpionica. Sefi Idem fu responsabile dello Sport ravennate dal 29 maggio 2001 al 24 febbraio 2006 su nomina di Mercatali, e successivamente dal 10 giugno 2006 al 7 maggio 2007 con Fabrizio Matteucci. Sette anni scarsi retribuiti a norma di legge: 43mila euro annui di indennità per il primo mandato scesi a 38mila nel secondo. Ebbene, la Idem non ha mai brillato per assiduità amministrativa. Ha saltato il 39 per cento delle riunioni della giunta (150 assenze su 384 sedute) e addirittura il 71 per cento dei Consigli comunali (194 assenze su 274 convocazioni).
Come ha detto Mercatali, la Idem era stata scelta per fare bella figura nelle scuole. A ciò si aggiungeva l'intensa attività agonistica, gli allenamenti, le olimpiadi, le medaglie. Tempo per amministrare la città di Ravenna ne restava pochino. Del resto, a Mercatali andava bene così. «La giunta è una squadra - ha detto il sindaco - si può essere un bravo amministratore anche perché si è un simbolo, un punto di riferimento. Una presenza in più o in meno in un Consiglio non è determinante». Tasse non pagate, abusi edilizi, irregolarità urbanistiche e igienico sanitarie, assunzioni forse fittizie per incassare contributi, assenteismo: un po' troppo anche per un «simbolo» carico di onori e medaglie.

I giorni trascorsi dall'assunzione della Idem (dal marito) alla nomina ad assessore: così acquisì il diritto ai contributi

Gli euro risparmiati dalla Idem in circa 5 anni per non aver pagato l'Ici o aver pagato un'Imu ridotta sulla casa-palestra

La

percentuale delle riunioni di giunta cui la Idem non ha partecipato quando era assessore allo Sport a Ravenna


I contributi previdenziali in euro versati dal Comune per la Idem in quanto assessore in aspettativa dal lavoro

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