Formigoni, Lou Reed e l'insulto

Non l'avesse mai fatta, Roberto Formigoni, quell'ardita confessione sulla sua passione musicale. Si sarebbe risparmiato una caterva di insulti e sfottò sui social network. L'ex governatore della Lombardia, oggi senatore «colomba» del Popolo della libertà e tra i capi dei presunti scissionisti, appresa la notizia della morte del «poeta del rock» ha scritto su Twitter: «È morto Lou Reed. Lo confesso, il suo rock mi ha sempre coinvolto». I suoi followers si sono scatenati. Chi con improperi impronunciabili, chi con più senso dell'umorismo: «Non pensavo che i chierichetti ascoltassero Lou Reed», scrive il primo, mentre un altro usa l'ironia: «Ecco perché porti quelle bellissime camicie».

Non manca chi lo invita ad ascoltare generi a lui più adatti: «Torna ad ascoltare canzoni di chiesa con quelli di Comunione e Liberazione». Dice la sua anche Asia Argento: «Porco». Anche se va detto che la chicca finale è del critico cinematografico Boris Sollazzo: «Non è neanche stato sepolto ma già si rivolta nella tomba».

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