La grillina offesa si ribella al padre padrone Beppe: "Maschilista da Medioevo"

Grillo: "Il talk show uccide, è il punto G che dà l'orgasmo in tv". E la consigliera Salsi reagisce: "Roba da Medioevo. È una delusione". Cresce il coro del dissenso: "Basta diktat dentro il movimento"

Roma - In ogni chiesa l'ortodossia è il fattore più debole. C'è sempre qualche eretico disposto a un distinguo. Più la regola è ferrea e più e facile deragliare. Ne sa qualcosa Federica Salsi, la consigliera bolognese del Movimento 5 Stelle bacchettata da Grillo per la sua partecipazione a Ballarò. In un primo tempo la diretta interessata aveva provato a spiegare l'uscita del comico genovese come un semplice «consiglio, non un diktat». Poi, montata la polemica, aveva preferito il silenzio. Ieri, però, è uscita allo scoperto, forte delle tante manifestazioni di solidarietà ricevute. Del rimbrotto di Grillo alla Salsi non è piaciuto soprattutto il riferimento all'anatomia femminile. Forse è stato questo il passo falso del comico genovese, perché la prima cosa che la Salsi ha sottolineato è il maschilismo del «padre» del movimento. «Grillo è stata una delusione - ha spiegato la consigliera comunale di Bologna -. È stato sgradevole. Dare una connotazione negativa a una qualità della donne è roba da Medioevo». E poi rincara la dose manifestando di incredulità e sconcerto per l'appoggio di Beppe Grillo a Di Pietro.

Se il blog del Movimento si riempie di ulteriori rimproveri alla Salsi (rea di aver partecipato a un dibattito tv, snaturando in questo modo le regole imposte ai militanti-candidati), fuori dal web aumentano le voci di dissenso. Dopo i casi di Giovanni Favia (quello del fuorionda a Piazza pulita) e Valentino Tavolazzi (il primo espulso del Movimento), quello di Federica Salsi diventa paradigmatico di una crisi interna. Contro l'uscista sessista e anti-democratica di Grillo si scaglia, ad esempio, Raffaella Pirini. Non una militante qualsiasi. Bensì la donna cui lo stesso Grillo aveva proposto di candidarsi come presidente della Regione Emilia-Romagna. «Le regole del Movimento non devono essere imposte - spiega la Pirini, che attualmente siede nel consiglio comunale di Forlì -, è una delle cose che dobbiamo migliorare e non ho paura a dirlo. Noi non è che ci stiamo aprendo al dibattito, è dal 2009 che c'è la questione. La possibilità di discutere le scelte è fondamentale». Dai microfoni di Radio24 la Pirini rincara la dose: «e poi Grillo ascolta solo Casaleggio», altro che dibattito e democrazia!

Già in passato la Pirini si era chiamata fuori dal coro dei grillini entusiasti. È successo in occasione della gaffe di Giovanni Favia, uno dei due consiglieri regionali del movimento in Emilia-Romagna, che in un fuori onda di Piazza pulita si sfogava contro il «guru» Casaleggio, vero «dominus», secondo l'eretico consigliere, del movimento. Sfogo, peraltro occasionato proprio dall'espulsione del primo eretico dei grillini: Valentino Tavolazzi. Quest'ultimo ieri non ha rinunciato a togliersi qualche sassolino dalle scarpe, puntando l'indice contro il sistema delle candidature per le prossime Politiche del 2013. Da ex militante il consigliere comunale di Ferrara non ha peli sulla lingua. «Le regole per le candidature del M5S alle politiche - spiega Tavolazzi - sono state calate dall'alto, decise dallo staff con un comunicato politico sul blog, in assenza di confronto con gli iscritti e di votazioni».

«Il Movimento calpesta i più basilari principi democratici - conclude il dissidente -, diramando comunicati pensati da una manciata di persone sconosciute; un movimento definito come “senza leader” che scopre ora di avere un “capo politico”, che delegittima e umilia persone che hanno dedicato anima e corpo al progetto».

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