Atm scarica i passeggeri «Non volevano scendere e ho chiamato la polizia»

Un clima di esasperazione, la stanchezza accumulata durante la giornata di passione per i milanesi, la paura di arrivare in ritardo al lavoro o di non riuscire di tornare più a casa, lo spavento: risultato panico e crisi isteriche alla fermata della metro rossa di Lima. Tanto che è dovuta intervenire la polizia per sgomberare il treno rimasto bloccato. Una prassi - specifica il sindacato - quando si verificano problemi di sicurezza. «I passeggeri si sono asserragliati dentro il vagone, non hanno voluto credere alle informazioni che stavamo diffondendo, il treno aveva le porte aperte e non poteva viaggiare, bloccava due treni in galleria. Ho dovuto chiamare le forze dell'ordine per sgomberare i vagoni e liberare la galleria» spiega il presidente di Atm Bruno Rota. È la prima volta che si ricorre alle forze dell'ordine in una situazione del genere? «Assolutamente no, e io avevo la preoccupazione di liberare i passeggeri bloccati nei due treni in coda in galleria» spiega ancora.
Secondo la ricostruzione delle dinamica dei fatti fornita dall'azienda dei trasporti tutto sarebbe cominciato per l'allarme lanciato da un passeggero che accusa un malore. Poco prima delle 18 - orario di inizio della seconda tranche di sciopero - un passeggero che si sente male, suona il dispositivo, una sorta di citofono che lo mette in comunicazione con la centrale. Le porte si bloccano automaticamente. Il treno si deve fermare. Siamo alle fermata Lima. A questo punto - sono le 18,10 - «il macchinista non può procedere perché tre porte sono bloccate dal dispositivo». Vengono diffusi gli annunci sonori che invitano i passeggeri a scendere: il treno non può proseguire con le porte aperte per ragioni di sicurezza e due treni sono in coda. Milanesi e pendolari esasperati dalla giornata di passione non vogliono scendere: hanno paura di dover tornare in superficie senza arrivare a destinazione. Arrivano intanto i soccorsi, ma il passeggero che aveva lanciato l'allarme non si trova. Si è dileguato. Monta la tensione. «Il personale Atm cerca in tutti i modi di convincere i passeggeri a scendere - spiega ancora Rota - ma la gente sembra impazzita, non crede alla spiegazioni che vengono date e si barrica nei vagoni. A quel punto abbiano dovuto ricorrere alle forze dell'ordine: la mia preoccupazione, infatti, erano i passeggeri bloccati nei due treni in coda. Dovevo liberare la galleria per permettere ai due treni di arrivare al capolinea. Non si sarebbero interrotti tanto che stanno ancora viaggiando (ore 20,20 ndr) per smaltire tutti i passeggeri».
Allo scoccare del seconda fascia di sciopero, alle 18, è stato chiamato personale Atm in Duomo per presidiare i tornelli e permettere di abbassare le serrande. «In mattinata i passeggeri si sono infilati sotto le serrande ma insomma tutti sapevano che lo sciopero che, ribadisco - continua il numero uno di foro Bonaparte - è uno sciopero nazionale sarebbe cominciato alle 9,15 sulla gialla e alle 9 sulla rossa. Lo sciopero è un diritto che va garantito e i passeggeri erano stati avvisati degli orari». Il segretario regionale della Lega Matteo Salvini chiede la mie dimissioni? «Lui fa politica, io faccio un altro mestiere» la replica del presidente.

Capisco le reazioni e lo stato d'animo dei passeggeri, che bisogna dire erano stati avvertiti per tempo degli orari dello sciopero, devono difendere il posto di lavoro, a rischio se arrivano in ritardo. Lo sciopero è un diritto costituzionale, come la mobilità dei cittadini. Credo, infatti, che sia necessario trovare delle alternative allo sciopero».

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