Contro i ladri «globalizzati» porte blindate e chiavi hi-tech

Sono arrivati a pensare di affittare le serrature ogni due anni ai clienti, purché le cambino. «Chissà che in questo modo la gente non inizi a pensare che proteggere la propria casa, la propria vita e l'intimità, vale molto più che avere un cellulare nuovo...È durissima penetrare e cambiare questa mentalità anche in una città come Milano dove gli assalti alle abitazioni sono in costante aumento. Ho visto omoni di 100 chili piangere come bambini perché si sentivano violati in maniera irreparabile dopo un furto a casa loro. Tuttavia, se la gente acquista un telefonino uno volta all'anno, con la serratura di casa lo fa soltanto quando viene derubata, magari in agosto. Allora è disposta a tutto. Ed è proprio in quel momento che può diventare facile preda del Far West dei truffatori. Invece, ogni tanto, basterebbe chiedersi: da quand'è che non cambio la chiave di casa? E affidarsi a uno specialista. Senza spendere un'enormità, ma neanche pretendendo di avere il massimo con il minimo costo».
Giorgio Bellitti, 36 anni, è l'ultimo rappresentante di una storica ditta che dal 1948 opera nel settore della sicurezza passiva e che attualmente gestisce in viale Cirene un magazzino di circa 40mila referenze, specializzato in serrature di ogni tipo. Certo: solo andando da grossisti tecnici come i Bellitti, che lavorano 24 ore su 24 con il patrocinio delle principali associazioni a tutela dei consumatori (anti fregatura, insomma) ma anche con la magistratura si comprende quanto possa essere vasto e affascinante il mondo delle serrature e dei sistemi di sicurezza. Solo in una ditta come la loro ci si può sentire «in colpa» per non aver monitorato la serratura di casa. E comprendere finalmente che se i furti in casa sono passati dai 688 nel periodo compreso tra l'aprile 2011 e marzo 2012 ai 928 di quello successivo, la colpa non è solo dei ladri o della tanto sbandierata percezione d'insicurezza. Ma anche e soprattutto nostra.
«Il nostro pallino sono le aperture senza scasso, di cui sappiamo essere particolarmente esperti i georgiani che mostrano una grande manualità sul campo» spiega Bellitti. Che se concorda sul fatto che per i ladri una città come Milano, ricca e fiorente, è «tappa fissa», è altrettanto certo che la tecnologia debba cambiare in funzione della criminalità. «Si parla tanto di chiavi a doppia mappa e di cilindri...Perché non abbinare le due tecnologie, se di ultima generazione, sulle nostre porte? Così i topi d'appartamento dovranno essere in grado di aprire entrambe. Dobbiamo rendere la vita difficile a chi ci assale la casa! I ladri dialogano tra loro. E vivono in un mondo globalizzato! Quindi pensare a una chiave con riproduzione controllata e tesserino di proprietà non è fantascienza».
Un appunto viene mosso anche alle forze dell'ordine. «Milano è un laboratorio per i criminali. Un tempo le tecniche usate dai ladri erano elitarie, ora possono diventare patrimonio criminale di tanti - spiega Bellitti -.

Se carabinieri e polizia dialogassero di più tra loro e ci mostrassero sistematicamente i ferri e i grimaldelli che trovano nelle abitazioni depredate, li potremmo studiare e ideare stratagemmi e tecniche adeguate insieme ai costruttori, creando un vero e proprio censimento dei furti con manipolazione. Che attualmente non esiste».

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