Il ritorno di Area C costa già 200mila euro

«C sono buone nuove». Al popolo di commercianti e residenti anti-ticket lo slogan suonerà come una presa in giro. Da lunedì scatta la campagna di comunicazione per la fase due di Area C, che torna dal 17 settembre. Ieri la giunta ha approvato la delibera e il test riprende fino a marzo 2013, entro quella data conta di aver approvato in aula la versione definitiva della congestion. Per riattivare il meccanismo - tra cartelli, campagna di comunicazione ecc. - la giunta ha stanziato 200mila euro. Incombe la sentenza del Tar sul ricorso dell'autorimessa che ha congelato dal 26 luglio Area C. «Attendiamo con fiducia l'udienza del 14 novembre» afferma l'assessore alla Mobilità Piefrancesco Maran, che nutre la stessa «fiducia» che non ci saranno nuovi ricorsi contro la delibera bis. Ma già il consigliere Pdl Riccardo De Corato avverte: «Pisapia non li eviterà, Pisapia ha accontentato solo i garage ignorando le altre categorie». Confermata infatti la convenzione con i silos del centro (con 13 euro l'automobilista pagherà ticket e 4 ore di sosta), oltre allo spegnimento delle telecamere alle 18 il giovedì per lo shopping by night e il divieto di circolazione per i mezzi di lunghezza superiore a 7,5 metri (invece di 7). Dal 17 partirà l'orario invernale di Atm, con il servizio potenziato. E i milanesi dovranno affidarsi a mezzi e biciclette, o camminare, alla vigilia, visto che il 16 scatta una nuova «DomenicaSpasso».
La giunta ha avviato l'aggiornamento del Piano del traffico urbano. Una riunione di maggioranza fissata a metà mese invece servirà ad avviare il Piano della mobilità urbana, un ragionamento anche politico sui progetti dei prossimi anni per mobilità e ambiente.
Per il futuro (ma si parla della versione definitiva del ticket da metà 2013), Maran conferma che la giunta «lavora per le mini-multe a chi per una dimenticanza sfora le 24 ore di tempo per pagare il ticket ma si mette in regola entro pochi giorni».


Alessandro Prisco, presidente di AscoDuomo e consigliere dell'Unione del commercio attacca: «Troppo facile liquidare le preoccupazioni di un'intera categoria dandoci un po' semplicisticamente degli “amici del traffico”.
Abbiamo sollevato obiezioni sulla reintroduzione dell'Area C perché questo provvedimento non risolve affatto il problema dell'inquinamento e danneggia fortemente il terziario».

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