India, ambasciatore tedesco incontra gruppo filonazista. È polemica

Gli attivisti per i diritti umani hanno subito chiesto alla cancelliera Angela Merkel di revocare l'incarico al diplomatico di stanza in India

India, ambasciatore tedesco incontra gruppo filonazista. È polemica

Non si placano le polemiche esplose all’indomani della scelta dell’ambasciatore tedesco in India di incontrare i membri di un’"associazione filonazista".

Walter J. Lindner, rappresentante a Nuova Delhi del governo Merkel, si è infatti ultimamente recato in visita ufficiale presso la sede del movimento nazionalista indù Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss), ubicata a Nagpur, città dello Stato del Maharashtra, nell’ovest del subcontinente. Il diplomatico ha dato risalto a tale incontro pubblicando, sul suo profilo Twitter, delle foto che lo immortalano accanto ai vertici della controversa formazione, che conta attualmente oltre 6 milioni di militanti.

Ad accompagnare le immagini in questione vi è una didascalia, redatta dallo stesso Lindner, che recita: “Visita nella sede centrale del gruppo Rss (Rashtriya Swayamsevak Sangh) a Nagpur e lungo colloquio con Mohan Bhagwat, ossia Sarsanghchalak (capo) di quest’ultimo. Fondata nel 1925, tale sigla è la più grande organizzazione di volontariato al mondo, anche se non ha ricevuto giudizi unanimi nel corso della sua storia”.

Le ong umanitarie hanno subito gridato allo scandalo vedendo le foto pubblicate dall’ambasciatore, accusandolo di avere stretto la mano agli esponenti di un movimento che “considera Adolf Hitler un eroe”. Ad esempio, l’attivista per i diritti umani Pieter Friedrich, esperto di storia del subcontinente, ha tuonato, davanti ai microfoni dell’emittente teutonica Deutsche Welle: “Fin dalla sua istituzione, l’Rss non ha mai fatto mistero della propria ammirazione per il capo del nazionalsocialismo. K. B. Hedgewar, fondatore dell’organizzazione indù, e V. D. Savarkar, uno dei più importanti intellettuali vicini alla stessa, appoggiavano infatti le campagne militari del Terzo Reich e lo sterminio degli ebrei”.

Sempre a detta di Friedrich, il movimento incriminato sarebbe collegato al partito oggi al governo a Nuova Delhi, il Bharatiya Janata Party (Bjp), e avrebbe fornito un’“adeguata preparazione culturale anti-minoranze” a diversi membri dell’attuale esecutivo federale, compreso il premier Narendra Modi.

L’attivista per i diritti umani ha quindi lanciato una petizione online affinché la cancelliera Angela Merkel e il ministro degli Esteri di Berlino Heiko Maas estromettano Walter J. Lindner dall’amministrazione pubblica teutonica. Tale raccolta di adesioni è stata giustificata da Friedrich evidenziando il fatto che “un Paese come la Germania non può mostrare alcuna tolleranza verso qualsiasi gruppo filonazista. Di conseguenza, va sanzionato duramente l’alto funzionario che si è dimostrato incline a perdonare i massacri contro le minoranze del subcontinente promossi da un movimento criminale come l’Rss”.

Per ora, nessun commento ufficiale sulla vicenda è stato rilasciato dai due rappresentanti delle istituzioni tedesche, mentre il diplomatico ha ribattuto con forza le accuse lanciate finora contro di lui. L’ambasciatore Lindner, contattato dalla testata indiana The Hindu, ha appunto precisato di avere voluto incontrare gli esponenti dell’associazione nazionalista al solo fine di conoscere meglio“quel mosaico complesso che è il subcontinente”. Egli ha poi puntualizzato: “Prima di quell’incontro, ho approfondito la storia dell’Rss e soppesato le accuse di nazismo ripetutamente rivolte ai vertici di tale gruppo. Ho allora deciso di valutare in prima persona l’operato di quella controversa organizzazione e la condotta dei suoi dirigenti, in modo da maturare un giudizio personale non condizionato da alcuna narrativa esterna”.

A difesa dell’ambasciatore teutonico in India si è invece schierato Lalit Mansingh, ex ministro degli Esteri di Nuova Delhi, che ha definito per niente anomala l’iniziativa di Lindner e ha successivamente affermato: “Un rappresentante diplomatico può incontrare chi vuole. Rientra nel suo mandato stabilire contatti con partiti, associazioni, sindacati, rappresentanti della società civile.

In base alla legge indiana, non vi è alcun divieto di incontrare persone aderenti all’Rss. Allo stesso modo, nei Paesi Ue non esistono leggi che vietino conversazioni e incontri tra gli ambasciatori di qualsiasi nazione e i capi dell’estrema destra europea”.

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