Marò, Tribunale di Amburgo: “India non può giudicare”. Ma Girone non torna in Italia

L’Agente del Governo italiano, Francesco Azzarello: "Bene lo stop del tribunale del mare alla giurisdizione indiana, delusione per la mancata adozione di misure per Girone e Latorre"

Marò, Tribunale di Amburgo: “India non può giudicare”. Ma Girone non torna in Italia

Il tribunale di Amburgo non assumerà nessuna misura temporanea sui marò in attesa della conclusione dell’iter giudiziario. Lo ha deciso oggi con una sentenza che ha diviso i giudici: 15 voti a favore contro 6. Il presidente del Tribunale si è espresso a favore. La motivazione della decisione risiede nella necessità di preservare i diritti delle parti. Entro il 28 settembre Roma e New Delhi dovranno presentare un rapporto di ottemperanza con le misure previste.

Il Tribunale internazionale del mare di Amburgo delude le speranze di un rientro immediato in Italia di Salvatore Girone. Con una decisione approvata da 15 giudici contro sei, letta dal presidente Vladimir Golitsyn, l’Iclos ha stabilito che Italia e India devono sospendere ogni procedura sul caso e astenersi dal presentarne altre. Le due parti devono ora presentare un rapporto sulla vicenda. L’Italia aveva chiesto all’Iclos di permettere il rientro in Italia di Girone e confermare la permanenza in patria di Massimiliano Latorre. Ma l’Iclos ha escluso misure temporanee in proposito. Visto che sarà compito dell’arbitrato internazionale all’Aja "giudicare nel merito del caso", il Tribunale del Mare "non considera appropriato prescrivere misure provvisorie riguardo la situazione dei due marine italiani poichè questo toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso".

Un solo punto dà soddisfazione ai legali che rappresentavano l'Italia, il fatto che la giurisdizione sul caso sia stata tolta all'India.

"Bene lo stop del tribunale del mare alla giurisdizione indiana, delusione per la mancata adozione di misure per Girone e Latorre e intenzione di "rinnovare le richieste relative alla condizione dei fucilieri davanti alla Corte arbitrale", questa in sintesi la posizione dell’Italia espressa dall’agente del governo italiano ad Amburgo Francesco Azzarello sul verdetto sui maro.

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