Migranti, la Cei vuole permessi per tutti: "Darli anche a chi è negato l'asilo"

Da inizio anno già sbarcati 24.500 migranti. Ma per la Cei non bisogna parlare di "invasione". E Galantino vuole permessi di soggiorno per tutti

Migranti, la Cei vuole permessi per tutti: "Darli anche a chi è negato l'asilo"

"In Italia sia l'anno scorso che quest'anno siamo stati intorno a 3 richiedenti asilo ogni mille abitanti: non siamo di fronte ad alcuna invasione". Partecipando al teatro Argentina alla presentazione del Rapporto annuale del Centro Astalli, monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, è tornato a chiedere maggiore accoglienza invitando la politica a "parlare delle migrazioni con competenza e serietà per superare finalmente un'informazione allarmistica ed ideologica del fenomeno, che troppo spesso dimentica il popolo dei migranti, 5 milioni, per fermarsi ad esasperare alcuni casi".

L'invasione non si arresta. Il 2017 rischia di concludersi con un numero maggiore di sbarchi rispetto al 2015, anno record degli arrivi sulle nostre coste. Nel corso del 2016 sono sbarcate in Italia 181.436 persone di cui 25.772 minori non accompagnati. Le richieste di protezione internazionale presentate nel nostro Paese nel corso dell'anno sono state 123mila. Il sistema d'accoglienza nazionale ha registrato un totale di 176.554 presenze nello stesso anno. Eppure per la Cei chiede al governo non solo di continuare ad accogliere ma di aprire le porte anche a chi non avrebbe diritto a rimanere. Per Galantino è, infatti, necessario "aprire la possibilità di un permesso di soggiorno umanitario anche per i numerosi diniegati" per "evitare la situazione di irregolarità per molte persone, soprattutto al Sud, che genererebbe sfruttamento, non tutela della dignità della persona e insicurezza". Il segretario generale della Cei invita la politica "ripartire dalla legalità" sia "per chi potrà fermarsi in Italia" sia "per chi dovrà rientrare nel proprio Paese".

Dal primo gennaio al 2 aprile di quest'anno sono stati 24.513 i migranti sbarcati sulle coste italiane. Lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono state 602 le persone morte nel tentativo di approdare alle coste europee dal Nord Africa. "Siamo di fronte a un momento di grande sofferenza del mondo in cui il numero dei conflitti - di cui la nostra parte di mondo ha la sua responsabilità - e il numero di spostamento forzato di persone per cambiamenti climatici è davvero molto elevato", commenta Galantino. "Sarebbe ingenuo pensare - conclude il segretario generale della Cei - che tutti questi spostamenti forzati di persone in fuga da guerre e conflitti e da cambiamenti climatici, sempre più numerosi, violenti ed imprevisti, non abbia una ricaduta anche in Europa e in Italia.

Non saranno i controlli alle frontiere a fermare le persone in fuga, che sono state obbligate a spostarsi; nè saranno sufficienti occasionali e sporadici corridoi umanitari non condivisi e costruiti dentro un sistema europeo".

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