Migranti, il pugno duro di Trump: pronto a eliminare lo ius soli

Il presidente degli Stati Uniti, intervistato da Axios, ha annunciato la volontà di eliminare lo ius soli. Per l'America si tratta di una vera e propria rivoluzione

Migranti, il pugno duro di Trump: pronto a eliminare lo ius soli

Donald Trump si prepara all'assalto di uno dei pilastri della politica migratoria americana: lo ius soli. Intervistato da Axios, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato di voler eliminare l'idea per cui un bambino nato negli Stati Uniti sia automaticamente un cittadino americano. "Siamo l'unico Paese al mondo, dove se una persona arriva, ha un bambino, e questo bambino è cittadino statunitense, con tutti i conseguenti vantaggi. Questo è ridicolo e deve finire. Lo farò con un decreto".

Un annuncio che è già pronto a scatenare polemiche in tutto il Paese. Perché non è un mistero che Trump abbia la ferma volontà di fermare l'arrivo dei migranti. E non è altrettanto difficile da capire che il diritto alla cittadinanza per nascita è uno dei motivi per cui molti cittadini di altri Paesi, in particolare dell'America centrale e Latina, decidono di entrare in territorio americano. Una volta avuto in figlio, questi diventa cittadino degli Stati Uniti. E questo comporta tutta una serie di effetti collaterali di livello giuridico e politico che complicano, di molto, il lavoro degli uffici predisposti all'espulsione degli immigrati clandestini. Procedimenti che invece Trump ha deciso da tempo di voler snellire e rendere estremamente veloci. Anche a costi di andare contro la giustizia.

L'idea del presidente americano è che possa smantellare questa vera e propria colonna portante dell'ordinamento Usa con un semplice ordine esecutivo. "Mi è sempre stato detto che c'era bisogno di un emendamento costituzionale. E invece, indovina? Non c'è bisogno", ha detto Trump, ad Axios. E adesso, con l'avvicinamento delle elezioni di medio termine, l'inquilino della Casa Bianca può giocare una carta importantissima. L'America profonda, quella che l'ha eletto alla guida degli Stati Uniti, è sempre stata favorevole a un giro di vite sull'immigrazione. E il nucleo dell'elettorato repubblicano, quello dell'America Wasp (White Anglo-Saxon Protestant ), è pronta a supportare pienamente la decisione del leader repubblicano.

Per Trump è ovvio che si tratta di una pedina fondamentale per conquistare consenso. E in questo, gioca a favore anche l'avvicinamento della cosiddetta carovana dei migranti, cioè quelle migliaia di persone partite dall'Honduras e che si stanno dirigendo verso gli Stati Uniti. Per il presidente Usa, quella carovana è un pericolo. Lo ha chiarito più volte. E oltre a minacciare i Paesi dell'America centrale con il tagliare i fondi in caso di mancato blocco della "carovana", ha pianificato l'invio dell'esercito al confine con il Messico. La fortezza America, teorizzata dal presidente americano, significa anche questo: chiusura totale all'immigrazione clandestina. E lo ius soli fa parte di questo complesso sistema di riforme e azioni di sicurezza.

Certo, l'opera del presidente potrebbe essere meno semplice di quanto si possa immaginare. Secondo alcuni esperti, il XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti rappresenta un limite invalicabile. Ma, come spiegato da Michael Anton, ex consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, "c’è una clausola dell'emendamento che la gente ignora o interpreta malamente. La Costituzione dice che 'se sei figlio di cittadini o figlio di immigrati legali, sei statunitense'. Ma questo significa che se sei qui illegalmente, se sei fedele a una nazione straniera, se sei cittadino di un Paese straniero, allora l’emendamento non si applica a te". Ed è su questa base che The Donald è pronto a mettere a segno il suo colpo.

Colpo che scardinerebbe uno dei pilastri su cui si fonda anche tutta la schiera dei nostri intellettuali e politici che da anni sperano che anche in Italia si applichi lo stesso principio. Non è un mistero che in molti, in particolare nella sinistra liberale, considerino lo ius soli come un totem che andrebbe posto anche nel nostro Paese.

E sono in molti che hanno guardato da sempre agli States e al sogno americano come un modello da imitare. Purtroppo per loro, potrebbe accadere l'irreparabile: che non saremo noi ad applicare il modello, ma sarà il modello a cambiare. Un altro scherzo del destino che arriva dagli Stati Uniti.

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