Il padre di Omran accusa i ribelli: "Soldi per le foto anti Assad"

Il piccolo Omran Daqneesh vive ad Aleppo assieme alla famiglia. Il padre: "Grazie a Dio siamo qui e non abbiamo problemi"

Il padre di Omran accusa i ribelli: "Soldi per le foto anti Assad"

Il piccolo Omran Daqneesh, il bambino simbolo dell'assedio di Aleppo, è vivo e sta bene. Lo avevamo conosciuto lo scorso agosto, quando era stato fotografato con gli occhi socchiusi, tutto sporco di sangue e polvere. Quell'immagine aveva giustamente commosso il mondo. Omran non era più un bambino. Era l'istantanea di una guerra che sta insanguinando la Siria da sei anni. Omran ora vive. Anzi, continua a vivere ad Aleppo. Lo ha raccontato suo padre alla tv libanese Al Mayadeen.

La famiglia Daqneesh, lo scorso dicembre, ha deciso di rimanere nella città liberata dall'esercito siriano. Avrebbe potuto seguire i ribelli ad Homs, ma ha preferito rimanere ad Aleppo. E il padre, Abu Ali, accusa i ribelli di aver voluto "usare il suo sangue (del piccolo Omran ndr) e pubblicare le sue foto". "Gli ho tagliato i capelli - continua il padre - e gli ho cambiato nome, in modo tale da non farli continuare con questa storia, ma loro hanno continuato, postando altre foto. Grazie a Dio siamo qui e non abbiamo problemi".

Secondo quanto raccontato da Abu Ali, i ribelli gli avrebbero offerto grandi somme di denaro, sia come aiuti che come donazioni. Il padre del piccolo Omran fa anche il nome di Mousa al-Omar e Abu Al-Sheikh.

Il fotografo di Aleppo accusa il piccolo Omran

Subito

dopo la diffusione del filmato, è intervenuto Mahmoud Rslan, il fotoreporter vicino al movimento Harakat Nour al-Din al-Zenki che ha scattato la foto del piccolo Omran, accusando la famiglia Daqneesh di essere al soldo di Assad.

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