Parole sante (in ritardo)

Sarà forse un vecchio discorso di Papa Benedetto capitato per errore nelle mani di Papa Francesco e letto senza farci caso?

Parole sante (in ritardo)

Uomo di poca fede, quando ho letto la notizia non credevo ai miei occhi: «La famiglia immagine di Dio è una sola, quella tra uomo e donna». Sarà forse un vecchio discorso di Papa Benedetto capitato per errore nelle mani di Papa Francesco e letto senza farci caso? No, secondo il certamente ben informato Avvenire davanti ai delegati del Forum delle famiglie Bergoglio ha messo da parte il testo scritto e ha cominciato a parlare a braccio. Dunque sono parole personali, un’adesione intima alla fede biblica: mai come stavolta ho sentito soffiare così forte il vento del Genesi in un discorso dell'attuale pontefice. «Fa dolore dirlo: oggi si parla di famiglie diversificate...». Tutt'altra musica rispetto al famigerato «Chi sono io per giudicare?» pronunciato sull’aereo in volo fra il Brasile e Roma in spregio al ruolo di guida morale di 1,2 miliardi di cattolici. A leggere il resoconto sembra quasi che da un momento all’altro il Papa possa evocare lo zolfo e il fuoco che il Signore scagliò su Sodoma. Come si può spiegare questo capovolgimento di toni? Escludo che sia avvenuto per sostenere il neo-ministro Lorenzo Fontana, mediaticamente massacrato due settimane fa per parole molto simili. Il Papa che difende un leghista? Ci sarà dell’altro. Gli ambienti spesso condizionano, e la Sala Clementina affrescata con episodi di martirio ispira più fedeltà alla sempiterna dottrina cristiana di quanto possa fare un profanissimo aereo. Magari è anche l’età. A 81 anni e mezzo si avvicina il giorno in cui verrà chiesto conto di ogni parola. E in quel momento gli applausi del mondo omosessualista, che dopo il discorso in volo del 2013 furono fragorosi, non saranno nemmeno più un ricordo. Che poi il Papa, ieri, ha pronunciato altre parole molto papali. Affrontando l’ingrato argomento dell’aborto selettivo ha parlato di «nazismo in guanti bianchi». Questa degli abortisti nazisti è fantastica, peccato solo che sia in ritardo rispetto al referendum irlandese sull’aborto, stravinto dai nazistoidi il mese scorso.

Proprio ieri sul Foglio lo scrittore antiabortista John Waters lamentava il silenzio di «vescovi, cardinali, papi» durante la campagna referendaria. Che dire? Preghiamo che il Discorso alle Famiglie sia il primo di tanti bei discorsi cattolici.

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