Abusi gay sui chierichetti. Il Vaticano apre un'indagine

Tutto nasce dalla denuncia di un giovane prete, allora 14enne. E la Santa Sede conferma le violenze al San Pio X

Abusi gay sui chierichetti. Il Vaticano apre un'indagine

Roma - Una nuova indagine canonica della Santa Sede, una nuova inchiesta vaticana ancora più accurata, che possa far luce definitivamente su quanto accaduto tra il 2009 e il 2014 all'interno del Preseminario «San Pio X» all'interno del Vaticano e affidato all'Opera don Folci della diocesi di Como. Il protagonista della vicenda è un ex alunno del «collegio» dei chierichetti del Papa, a due passi da casa Santa Marta, diventato prete nel 2016, a 24 anni, proprio nel Comasco e che secondo le testimonianze di alcuni ex compagni di preseminario avrebbe commesso abusi sessuali su alcuni di essi.

A raccontare la vicenda è stato un testimone oculare, Kamil Tadeusz Jarzembowski, un giovane omosessuale polacco di 21 anni che all'epoca dei fatti era compagno di stanza del ragazzino che sarebbe stato abusato ripetutamente per diverso tempo. L'ex pre-seminarista polacco ha svelato la storia a Gianluigi Nuzzi nel suo ultimo libro Peccato Originale e alla trasmissione di Italia 1 Le Iene, programma che attraverso alcune nuove testimonianze ha chiarito alcuni aspetti di questa vicenda consumata all'interno delle mura vaticane.

A partire dal 2009, secondo il racconto di Jarzembowski e di alcune presunte vittime, il futuro sacerdote, all'epoca 14enne, avrebbe abusato di un ragazzino tredicenne che però non aveva mai denunciato i fatti. A farlo ci aveva pensato, però, lo stesso Kamil che avrebbe assistito per anni ai rapporti sessuali tra i due e che una volta fuori dal Preseminario (a suo dire era stato cacciato dopo aver raccontato i fatti ai superiori), aveva scritto addirittura a Papa Francesco e al Segretario di Stato, Pietro Parolin.

«A seguito di alcune segnalazioni, anonime e non - si legge oggi in una nota della Sala Stampa della Santa Sede - a partire dal 2013 furono compiute, a più riprese, delle indagini sia da parte dei Superiori del Preseminario sia da parte del Vescovo di Como, atteso che la Comunità degli educatori appartiene alla sua Diocesi. I fatti denunciati, che risalivano agli anni precedenti e che avrebbero coinvolto alunni coetanei tra loro, alcuni dei quali non più presenti nell'Istituto al momento degli accertamenti, non trovarono adeguata conferma. In considerazione di nuovi elementi recentemente emersi, è in corso una nuova indagine che faccia piena luce su quanto realmente accaduto».

In effetti, all'epoca, sul presunto molestatore erano state avviate delle ampie indagini canoniche con colloqui diretti di vari testimoni con alcuni psicologi e con un cardinale, ma i risultati non avevano portato a nessun elemento tale da poter vietare l'ingresso del giovane in seminario. In pratica nessuno dei testimoni ascoltati era stato in grado di confermare le accuse che gli erano state rivolte e lo stesso giovane futuro sacerdote non aveva mostrato alcun segno di squilibrio.

Con le nuove testimonianze, raccolte dalla trasmissione Mediaset e dal libro

di Nuzzi, il caso è stato oggi riaperto per il momento solo a livello canonico. Ma non è detto che nelle prossime settimane, se venissero confermate le versioni dei testimoni, non possa anche scattare un'inchiesta penale.

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