Autonomia, ora la Lega punta tutto sul "piano Zaia"

La Lega, per superare le resistenze dei grillini, vuole passare per il "piano Zaia": il ruolo del governatore del Veneto per far approvare la riforma sull'autonomia

Autonomia, ora la Lega punta tutto sul "piano Zaia"

L'autonomia rimane uno dei capisaldi del programma leghista, ma il passaggio parlamentare si preannuncia più complesso del previsto. Si teme la bagarre ideologica dei pentastellati, che sono da sempre legati a una visione centralista della cosa pubblica. Più di qualche differenza di vedute è emersa nel corso dei dibattiti preliminari. Così il Carroccio sta pensando a un escamotage strategico per oltrepassare la barriera grillina. Perché quello è l'ostacolo che l'inquilino del Viminale e i suoi si troveranno dinanzi.

C'è una fronte coordinato dal presidente della Camera Roberto Fico che non intende assecondare i desiderata di Matteo Salvini. Quella parte sinistra del MoVimento 5 Stelle che si è sempre distinta per un certo statalismo di ritorno. Ma forse la contrarietà all'autonomia si rivelerà essere l'atteggiamento prevalente tra gli uomini guidati dal vicepremier Di Maio, prescindendo dai correntismi di sorta. Il ministro dell'Interno non è disposto a perdersi nei meandri della navetta parlamentare. Esistono troppe variabili per avere la certezze di andare a dama. Se il governatore del Veneto Luca Zaia dovesse riuscire in un'operazione, cioè confezionare un testo già passato per il filtro della dialettica tra le parti, non soggetto a emendamenti vari e supervisionato sin dal principio dai principali attori politici in campo, la partita sarebbe sostanzialmente chiusa.

Ed è questo - come svelato pure da l'edizione odierna di Libero - il piano attorno al quale ruota il ragionamento per il prossimo futuro. L'autonomia è una battaglia storica della Lega. Non è derogabie o rimandabile. Forse bisognerà mediare rispetto alle istanze che verranno promosse dal lato grillino dell'esecutivo, ma l'obiettivo è quello di arrivare alle elezioni europee potendo presentare l'approvazione della riforma come cosa fatta. Zaia, dal canto suo, diventerebbe l'esecutore pratico di un cambiamento che dalle parti della Lega è considerato epocale. Lo attendono anche molti elettori. Il "piano Zaia" - dice ancora il quotidiano citato - deve possedere delle caratteristiche precise. Tra queste, come detto, quella di non poter essere modificabile via emendamento.

Ma i pochi elementi presenti sul tavolo della trattativa a oggi fanno pensare a un'operazione difficile, che dovrà passare per l'opinione di chi - come il sottosegretatio Buffagni (M5S) - ha già dichiarato la natura non prioritaria di questa riforma.

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