Il bodyguard di Grillo? È stato in galera 5 anni

Nella scorta di Genova un pregiudicato per aggressioni e traffico di droga. La rete lo riconosce e lui si sfila: lascio

Il bodyguard di Grillo? È stato in galera 5 anni

Stavolta non c'era l'autista-scorta-factotum di Grillo, quel Walter Vezzoli («Sta con me, fa la logistica, mi protegge, ha tutto sotto controllo, è un ragazzo formidabile» disse Beppe) che lo accompagnò fin sopra al Quirinale. A Genova, nel tour tra le macerie e il fango post alluvione, Grillo arriva in scooter, scortato da altre tre moto, con sopra quattro attivisti Cinque stelle in versione bodyguard improvvisati (quando Beppe si muove per l'Italia si attivano sempre i meet-up locali, lo vanno a prendere, lo accompagnano, lo scortano, lo portano via quando ha finito...). «Dei fotografi ce ne sbattiamo... però che non mi avvicinino le telecamere...» spiega Grillo al servizio d'ordine che deve tenergli a distanza i giornalisti infami («la vergogna di questo Paese»), senza prevedere che poco dopo dovrà schermarlo anche da alcuni ragazzi che spalano il fango. I «Beppe's Angels » gli fanno da cordone, uno bello grosso col pizzetto lo segue come un'ombra, l'altro col casco al braccio, un altro pronto a sgommare, e poi un altro ancora che la Rete - arma a doppio taglio - riconosce nel giro di minuti. Il blogger Pietro Salvatori mette la foto su Twitter e chiede lumi. Poco dopo gli arriva una risposta da un utente, che lo identifica nel protagonista di un episodio di qualche mese fa: un quarantenne con t-shirt mimetica e fare aggressivo che si presenta nella portineria del Secolo XIX per avere spiegazioni su un pezzo ritenuto non veritiero sul M5S. Anche se il movimento si era dissociato dal blitz («M5S è contro qualsiasi forma di violenza ed esprime solidarietà nei confronti della redazione»), uno dei quattro che scortano il leader M5S a Genova è proprio lui. Si chiama Daniele Tizzanini, 43 anni, disoccupato, ultras del Genoa piuttosto conosciuto in zona Marassi. Un fedelissimo rossoblu, ma anche Cinque stelle, con un passato però complicato. Due condanne, una a dieci mesi per aggressioni ai tifosi del Verona, e l'altra per possesso e traffico di droga (300 grammi di cocaina), costata cinque anni di carcere all'attivista Cinque stelle, uscito nel 2006 grazie all'indulto («uscii dal carcere con molte più certezze e una gran voglia di rifarmi una vita migliore, in una società migliore»).

Quando un ventenne contesta Grillo a Genova, l'ultras grillino interviene senza troppi complimenti: «Sei una merda, hai avuto i tuoi due minuti di pubblicità». I cronisti e fotografi vengono tenuti a distanza, con energia. Ancora il quotidiano genovese parla di «gomitate rifilate da un buzzurro palestrato a due videoperatori precari, fra cui una donna, e violenze contro altri due colleghi fotografi, dagli energumeni di cui si è circondato Grillo». Tizzanini, su Facebook , accusa invece la disinformazione e garantisce sul suo onore «che nessuno è stato toccato», prima di annunciare l'uscita dal M5S, per non danneggiarlo con la sua fedina troppo attaccabile. Si vedrà.

Eppure ancora una volta dal blog Grillo è costretto a prendere le distanze: «Il M5S si dissocia da alcuni comportamenti violenti avvenuti a Genova durante la visita di Beppe. Grillo non era accompagnato da nessuna guardia del corpo». Ma non erano inventati i comportamenti violenti? E perché, se non era accompagnato da militanti-bodyguard, Grillo arriva con loro e dà loro disposizioni precise.

Anche perché poi, come ha scoperto a sue spese (minacce pesanti) il blogger Michele di Salvo, già in altre occasioni a Genova Grillo si era fatto fotografare insieme all'ultras pregiudicato grillino. Magari a sua insaputa.

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