E ora l'incubo è l'acqua: l'allarme per la diga

I controlli escludono anomalie. La paura di una «bomba» ancora più devastante del sisma

Emanuela Fontana

da Lago di Scandarello (Rieti)

L'acqua è la paura nascosta, un'onda immaginaria che dorme negli incubi più profondi ma che gocciola quando la terra si muove e la natura scarica tutta la sua violenza. La paura dell'acqua abita almeno dalla metà del secolo scorso i luoghi del terremoto di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto come vive anche all'Aquila e lungo la linea di confine con la provincia di Teramo.

L'acqua è il pericolo che si può scatenare dopo i terremoti, come gli tsunami, e qui il fantasma riposa nelle dighe che possono cedere. Per questo chi conosce bene i paesi lungo la Salaria tra Amatrice e Ascoli Piceno dopo la scossa della notte del 24 agosto ha pensato anche all'acqua. A una diga, quella del lago artificiale di Scandarello. Come dopo il terremoto dell'Aquila si evocò la diga del Lago di Campotosto. «Andate a guardare lassù, perché se si rompe la diga tutto scompare», si ragionava allora.

Infatti ieri, mentre la prima riunione tecnica tra Protezione civile, rappresentanti dei Vigili del fuoco e di tutte le istituzioni si svolgeva a Pescara del Tronto, ai piedi del borgo spazzato via dal sisma, in direzione di Scandarello e Campotosto partivano squadre di tecnici dell'Enel, e l'Autorità del Bacino del Tronto era in attesa. Un'emergenza parallela e silenziosa, che andava in scena ai margini della tragedia, per controllare ciò che non deve essere in pericolo, perché se lo fosse saremmo di fronte a una «bomba» infinite volte più potente di quella che ha stravolto due regioni. Le prime verifiche erano state svolte anche a ridosso della scossa devastante delle 3.36 di mercoledì. Solo in serata è uscita una nota di Enel nel ballo di informazioni sul terremoto, sul numero delle vittime, le tendopoli in costruzione , i corpi estratti dalle macerie.

«A seguito del terremoto recita la comunicazione ufficiale - sono state ulteriormente intensificate le ispezioni, misure specialistiche e controlli alla diga, alle sponde e a tutte le opere costituenti il serbatoio nel suo complesso. I controlli hanno evidenziato la totale assenza di situazioni anomale, evidenziando pertanto la sicurezza della diga», spiega la società, che entrata nel dettaglio chiarendo che il monitoraggio è costante.

«I controlli sono stati ripetuti a seguito di ogni evento della sequenza sismica, e hanno ribadito il positivo esito delle verifiche fatte dopo la scossa principale, confermando lo stato di sicurezza delle opere».

Il lago artificiale di Scandarello è formato dallo sbarramento del torrente Scandarello, affluente del Tronto. Costruita nel 1924, è alta 55 metri. Il lago ha una forma a imbuto e occupa un chilometro quadrato di estensione, con una profondità di 41 metri. Le acque alimentano la centrale idroelettrica che ne prende il nome. Da Ascoli partono frequentemente comitive per la pesca, che qui è molto praticata. Ora l'accesso è impossibile in auto e bisogna affidarsi a una navetta di emergenza. All'azienda agricola Piccolo Lago rispondono al telefono in lacrime e chiedono di non parlare.

«Se si rompe la diga, l'onda travolge Ascoli», raccontano nella città della Quintana.

L'incubo si visse nel 1944, quando la diga rischiò di crollare dopo essere stata minata dalle truppe naziste. La tragedia sventata è un romanzo. Fu una donna partigiana a intercettare il biglietto del guardiano tenuto prigioniero, e a dare l'allarme ai paesi della Salaria a partire da Amatrice.

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