Frustata in nome della sharia la prima cristiana in Indonesia

Ha 60 anni ed è stata condannata a 28 vergate per vendita di alcolici. Donne sempre più nel mirino

Frustata in nome della sharia la prima cristiana in Indonesia

La prima cristiana frustata in Indonesia nel nome della sharia si è beccata 28 vergate a 60 anni. Due in meno rispetto alla pena prevista avendo già scontato 47 giorni di carcere. Il «grave» reato punito con la frusta, secondo la dura legge del Corano, è la «vendita illegale di alcolici».

Niente di nuovo nella provincia estremista di Banda Aceh, dove la sharia talebana è legge rispetto all'applicazione più morbida nel resto del paese. Assieme alla prima donna cristiana fustigata, che si chiama Remita Sinaga, hanno subito la stessa sorte una coppia di adulteri puniti con 100 frustate. Negli ultimi mesi la frusta è calata sulla schiena di diverse donne islamiche comprese delle ragazzine di 19 anni colpevoli di aver trovato il primo amore senza sposarsi. Alcune vittime sono svenute sotto le sferzate del boia. Nel 2016, non al tempo di Maometto, e tutto perfettamente previsto dalla legge.

Sinaga, la cristiana punita dalla sharia, è stata portata in piazza a Takengon davanti ad un migliaio di spettatori, che scattavano foto con il cellulare come se fossero al luna park. In tunica bianca e con un fazzoletto viola, che le copriva gran parte del volto, è stata immortalata su un sito di notizie locali mentre si becca la prima frustata con una canna di bambù. Il colpo è assestato da un boia vestito di nero con il cappuccio in testa, come ai tempi dell'Inquisizione.

La poveretta è stata condannata per aver venduto un liquore locale. La provincia di Aceh, nell'isola indonesiana di Sumatra, applica la sharia talebana dal 2005. L'introduzione più restrittiva della legge islamica faceva parte del pacchetto di pace con il gruppo separatista musulmano Movimento per Aceh libera.

Lili Suparli, portavoce del governo locale, ha ammesso: «È la prima volta che una non musulmana viene punita per aver violato una delle regole contenute nel Corano». L'ulteriore passo in avanti di stampo talebano è avvenuto lo scorso anno con un emendamento che permetteva di colpire i cristiani. Sotto le frustate del boia finiscono soprattutto donne musulmane con i loro amanti o semplici fidanzati. Drammatiche foto in rete mostrano un'islamica minuta, che viene fatta inginocchiare per subire la pena. La donna urla e alla fine si accascia. I poliziotti devono portarla via in barella.

Il primo marzo una ragazzina di 19 anni è stata frustata assieme al fidanzato di 21, colpevoli di essersi frequentati prima del matrimonio. In dicembre la studentessa universitaria, Nur Elita, con un velo rosa sulla testa piangeva ed il suo volto era segnato da smorfie di dolore mentre arrivavano le frustate. Pure lei è colpevole di essersi innamorata senza sposarsi. Ad ogni frustata la folla esultava davanti alla moschea Baiturrahim. La punizione è stata inflitta anche ad un uomo invalido, che si trascinava sulle stampelle.

Ieri è trapelato che due turisti tedeschi sono stati fermati per diverse ore, rei di aver osato andare in spiaggia in costume da bagno. All'arrivo degli agenti si erano già rivestiti, ma sono finiti lo stesso in commissariato. «Indossare un bikini sulla spiaggia è chiaramente una violazione del decreto che impone sia ai musulmani, che ai non musulmani di osservare la sharia», secondo il capo della polizia di Lhokseumawe.

Nel mini «califfato» della moderna

Indonesia le ragazze non possono indossare jeans o magliette attillate, montare a cavalcioni su un motorino o ballare in pubblico. Per non parlare del giorno di San Valentino cancellato dal calendario.

www.gliocchidellaguerra.it

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