Gerusalemme, Renzi: "Il voto Unesco è allucinante"

Dopo aver nicchiato per giorni, Renzi rinuncia alla politica dell'astensione e si schiera a difesa di Israele. E convoca il ministro Gentiloni

Gerusalemme, Renzi: "Il voto Unesco è allucinante"

Dopo aver nicchiato per giorni, finalmente Matteo Renzi rinuncia - per una volta - alla politica dell'astensione e si schiera a difesa di Israele.

"Trovo la risoluzione dell'Unesco - che ha stabilito, con l'astensione dell'Italia, che il Muro del Pianto di Gerusalemme "è arabo", ndr - incomprensibile e sbagliata", ha detto il premier italiano a Rtl 102,5, sostenendo di aver convocato Paolo Gentiloni per esaminare la situazione: "È una vicenda che mi sembra allucinante. Ho chiesto al ministro Esteri di vederci subito al mio ritorno a Roma", ha spiegato da Bruxelles dove si trova per il Consiglio Ue, "Non si può continuare con queste mozioni, una volta all'Onu una volta all' Unesco, finalizzate ad attaccare Israele. Credo sia davvero allucinante e ho chiesto di smetterla con queste posizioni, e se c'è da rompere su questo l'Unità europea, che si rompa pure".

"Possibile che il premier non ne sapesse nulla finora?", si chiedono le opposizioni, Forza Italia in primis. "Forse era impegnato nelle sue trattative con l'Iran, su cui il governo si rifiuta da settimane di rispondere alla mia interrogazione...", lo punzecchia Daniele Capezzone. "Renzi si rivela un pagliaccio", aggiunge Maurizio Gasparri, "Il rappresentante del suo governo per ben due volte si è astenuto su una delibera negazionista che offende gli ebrei di tutto il mondo, ma che mortifica qualsiasi persona di qualsiasi etnia, religione e cultura. Renzi dice che è stata una scelta sbagliata. E perché non ha dato direttive diverse al rappresentante del suo governo che per ben due volte, lo ribadiamo, si è schierato su posizioni di fatto antisemite? Renzi non controlla nulla, non sa nulla, il suo governo è il regno della malafede, dell'approssimazione e dell'ignoranza".

Un altro tema su cui Renzi prova a fare la voce grossa - senza grande successo, visto che è saltato pure il bilaterale con Juncker - in Europa. Come fa ancora su immigrazione e manovra: "La legge di bilancio non si cambia: se l'Ue avrà osservazioni da fare ascolteremo ma questa manovra ha il deficit più basso degli ultimi dieci anni: gli sforzi li stiamo facendo e vogliamo dare un segnale ai cittadini non alle tecnocrazie di Bruxelles".

Nell'intervista radiofonica non poteva mancare un riferimento al referendum del 4 dicembre: "I grandi professori del No hanno fatto ricorso anche al Tar del Lazio e anche al Tar del Lazio hanno perso", ha detto tronfio Renzi, "Adesso dobbiamo andare avanti e parlare del merito. Abbiamo il blocco del no, la coalizione del no, con D'Alema, Berlusconi, Fini, Cirino Pomicino, Lamberto Dini, Beppe Grillo". Ma il segretario Pd è costretto ad ammettere che effettivamente la pubblicità dei Masai è un po' esagerata: "A questo non arrivo, mi autocontengo. Si contenga...", ha detto imitando la voce di Silvio Berlusconi (guarda il video), "Non me la sento nemmeno io, che pure ho la faccia tosta, di dire che i Masai voteranno Sì. Resta il dubbio di quello che fa Diaco coi Masai, io metto la mia distanza".

"Renzi su tutti i mezzi di comunicazione possibili e immaginabili continua a fare la sua finta guerra all'Europa", attacca Renato Brunetta, "D'altronde, non ha più niente da perdere.

Per causa sua, della sua arroganza e della sua superficialità, i rapporti dell'Italia con le istituzioni europee sono ai minimi storici. E lui come reagisce? Facendo lo sbruffone. E dimostrando tutta la sua incompetenza".

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