Grecia, è il giorno decisivo. Con un occhio a Mosca...

Grecia, è il giorno decisivo. Con un occhio a Mosca...

AteneDentro il memorandum o fuori dall'euro, ma senza trascurare il piano B. Si apre oggi per la Grecia (e per l'Eurozona) un giorno decisivo, con l'Eurogruppo chiamato a vidimare un accordo già siglato nel 2012, oppure a certificare la rottura definitiva. Ma nelle ultime ore ha preso piede anche un piano B che i golden boys Tsipras e Varoufakis avrebbero in mente, si dice, già dallo scorso autunno, con l'intervento di un nuovo creditore-finanziatore che si frapporrebbe tra Atene e la troika.

A poche ore dal coordinamento che riunisce i ministri dell'Economia degli Stati membri, giunge dal ministro greco Yannis Varoufakis la cosiddetta offerta anti-troika in quattro mosse, per consentire ad Atene di non uscire dall'Eurogruppo a mani vuote. Per raggiungere un nuovo accordo con i creditori ecco un programma-ponte sino alla fine di agosto (anziché a maggio) comprensivo dell' haircut del 30% del memorandum. Al suo posto dieci riforme in partnership con l'Ocse, il cui segretario Angel Gurria ieri è stato ricevuto da Tsipras: riduzione dell'avanzo primario (dal 3 all'1,5%), interventi contro l'emergenza sociale e ridefinizione del debito con gli swaps. A cui vanno aggiunte le cosiddette «clausole Varoufakis» con l'incasso di 1,9 miliardi di interessi che la Bce ha guadagnato con i titoli greci e l'emissione di 8 miliardi di bond aggiuntivi.

Un vademecum che si intreccia con i nuovi attori che, in questa delicatissima partita geopolitica prima che finanziaria, potrebbero giocare un ruolo fondamentale. Non solo Washington (con un altro appello di Obama alla soluzione della crisi greca), ma soprattutto Mosca per via di ulteriori filoni di interessi che si sommano al mega debito. Sta prendendo infatti forma una nuova cooperazione tra Grecia e Russia in materia di idrocarburi. È il frutto dell'incontro di ieri ad Atene tra il Ceo della Oao Rosgeologia, Roman Panof, e l'omologo del Copelouzos Group, alla presenza del ministro dell'Energia, Lafazani. La società russa intraprenderà rilievi nell'Egeo vicino all'isola di Kastelorizo, dove un report della Deutsche Bank aveva stimato la presenza di gas per 400 miliardi. Il tutto mentre oggi il ministro degli Esteri Kotzias sarà ricevuto ufficialmente a Mosca, forse per siglare il nuovo asse che potrebbe toccare anche Pechino. E in questo ambito potrebbero ripartire gli incontri per la privatizzazione del porto del Pireo, una delle condizioni poste dalla Troika.

La temperatura, però, nonostante la Borsa di Atene esulti e chiuda a più 8%, è tornata a salire in occasione della telefonata di ieri tra Tsipras e Juncker. Dieci minuti in cui da Atene è stato sottolineato che, ferma restando la disponibilità a risolvere la questione, non conterà tanto il nome del nuovo programma ma la sostanza, mentre secondo fonti governative elleniche non è chiaro se Juncker si riferisse a un'estensione ex novo del memorandum. Facendo un po' quel doppio gioco che ha riservato a Tsipras, Matteo Renzi, e anticipando le acide parole di Wolfgang Shaeuble che, in serata, hanno chiuso la vigilia dell'Eurogruppo come da previsioni. Il new deal con i creditori? Per l'arcigno ministro tedesco «è un errore, l'Eurozona non ha mai imposto un programma ad Atene, nessuno al di fuori dalla Grecia può essere ritenuto responsabile per i problemi greci».

twitter@FDepalo

La Borsa di Atene spera nell'accordo tra Bruxelles e il governo greco: ieri ha chiuso in rialzo dell'8%

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