Per i dipendenti pubblici quota 100 con il contagocce

Il ministro Bongiorno: per loro provvedimento ad hoc. La Cgil: in uscita 500mila statali. A rischio la sanità

Per i dipendenti pubblici quota 100 con il contagocce

Roma - Una riforma ad hoc per gli statali. Potranno andare in pensione con la quota 100, ma alle condizioni che deciderà il governo. La novità è emersa ieri, in coincidenza con uno studio della Cgil che ha quantificato il prevedibile esodo dalla Pa quando ci sarà la possibilità di farlo con 62 anni di età e 38 di contributi. Ci sarà una norma specifica oltre alla riforma delle pensioni, ha spiegato il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, «perché si deve garantire la continuità dell'azione amministrativa. Quindi nel momento in cui sarà scritta specificamente la norma della quota 100 si valuterà che tipo di convenienza avrà il dipendente a usufruirne o meno. Perché non è detto che poi tutti ne usufruiranno. A quel punto io scriverò una norma, d'intesa con il governo, in cui stabilirò ad esempio se devono dare un preavviso».

Un deterrente valido quanto una finestra di uscita. Un preavviso significa intanto che nessuno statale potrà andare in pensione appena varata la norma. Altri disincentivi, da definire. Chiaro che l'intento è anche quello di limitare il più possibile i costi ella riforma. Nei giorni scorsi era emersa l'ipotesi di ingressi limitati.

Ma c'è anche un problema di un eccesso di turn over. Uno studio della Cgil di ieri ha fatto il calcolo di quanti potranno approfittare della riforma del governo giallo verde. In tre anni, tra il 2019 e il 2021, sono circa mezzo milioni gli ultra sessantenni. Molti di loro hanno 38 anni di contributi e potranno andare in pensione prima del tempo.

Ci sono interi settori a rischio. Noto il caso della sanità, con i 221.345 dipendenti che potrebbero lasciare il lavoro per incassare la rendita in anticipo. Il problema della pubblica amministrazione è un'età media molto alta. La Cgil ha calcolato che il 39% degli statali ha tra i 58 e i 67 anni. Solo il 10% ha meno di 40 anni, il 36% tra i 45 e i 54 anni.

Ci sono settori e aree geografiche che rischiano un salasso di dipendenti a causa di quota 100, ad esempio il sistema sanitario del Lazio che rischia di perdere il 34% dei dipendenti.

Nei giorni scorsi la stessa Bongiorno ha promesso lo sblocco del turn over degli statali. Era una delle misure di risparmio messe in atto nel primo decennio del 2000 per limitare la spesa pubblica, insieme al blocco della contrattazione pubblica.

Già il governo Renzi, dando seguito a una sentenza della Corte costituzionale, ha sbloccato gli aumenti. Anche il turn over (cioè la sostituzione dei pensionati con nuove assunzioni) dopo il blocco degli scorsi è stato parzialmente allentato. L'intenzione del governo - che su questo fronte è riuscito a spazzare i sindacati facendo proposte che superano quelle delle organizzazioni dei lavoratori - è tornare a un assunzione per ogni pensionato. Prospettiva costosissima per le casse dello Stato.

Ieriri il segretario della Funzione pubblica della Cgil Serena Sorrentino ha detto di apprezzare l'annuncio di provvedimenti ad hoc, ma che «comunque chiediamo di essere convocati al più presto e che non ci siano solo annunci, basta penalizzare i dipendenti pubblici. Vogliamo, in questo caso sì, concretezza».

Al partito di chi vorrebbe cambiare, anche e parzialmente, la legge Fornero, si è iscritta anche l'ex ministro Elsa Fornero. Cambiamenti? Non quota 100: «Non mi straccio le vesti, non dico è una cancellazione della riforma Fornero.

Bisogna avere rispetto per il desiderio delle persone, e soprattutto di quelle che hanno occupazioni faticose, ma credo che sarebbe stato possibile perseguire la strada della flessibilità magari allargando l'Ape sociale».

AnS

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