Marinai soccorrono 2.100 immigrati in mare: gli scafisti li minacciano coi mitra

Sale l'allerta nel Mediterraneo. Dodici barconi alla deriva a Sud di Lampedusa. Motovedetta italiana li soccorre ma finisce sotto il tiro degli scafisti

Marinai soccorrono 2.100 immigrati in mare: gli scafisti li minacciano coi mitra

A largo di Lampedusa, alle prime luci dell'alba, sono stati avvistati una dozzina di barconi stracarichi di clandestini che puntavano dritto all'Italia. Su queste carrette erano presenti oltre 2.100 clandestini che la Guardia Costiera ha subito soccorso e portato in Sicilia. Una delle motovedette è stata, però attaccata da scafisti armati di mitra che hanno obbligato i nostri marinai a farsi ridare il barcone per riutilizzarlo. L'esodo dalla Libia è iniziato. Non appena il maltempo e il mare grosso lasceranno spazio al sole e alla bonaccia gli sbarchi si moltiplicheranno a dismisura riversando sulle coste italiane decine di migliaia di disperati che, nelle ultime settimane, si sono spinti lungo le coste libiche per tentare la via del mare.

Barconi e gommoni al largo di Lampedusa. Da giorni sfidano il maltempo per riuscire a sbarcare in Italia. In molti non ce la fanno. Ma la maggior parte riescono a raggiungere le coste siciliane grazie all'intervento della Marina Militare. Anche oggi il Centro nazionale di soccorso della Guardia Costiera ha coordinato le operazioni di soccorso per trarre in salvo altri dodici barconi. Si tratta di circa un migliaio di clandestini recuperati in alto mare. "Dodici barconi carichi di immigrati (tutti pacifici?) sono stati segnalati a Sud di Lampedusa - commenta il leader della Lega Nord Matteo Salvini - fosse per me li aiuterei, li curerei e darei loro cibo e bevande. Li soccorrerei ma li terrei al largo e non li farei sbarcare. Ne abbiamo abbastanza". Non è, infatti, un mistero che tra i clandestini che partono dalla Libia ci siano anche pericolosi jihadisti infiltrati dallo Stato islamico per attaccare l'Europa. Tanto che oggi pomeriggio, mentre l’equipaggio della motovedetta della Guardia Costiera portava in salvo alcuni clandestini da un barcone davanti alle coste libiche, si è avvicinato un barchino veloce con a bordo quattro persone armate di kalashnikov. Gli scafisti hanno minacciato i nostri marinai per riprendersi il barcone vuoto e riportarlo indietro per poterlo riutilizzare. "È un ulteriore salto di qualità nell’orrendo traffico di donne, uomini e bambini nel Mediterraneo", ammette il ministro Maurizio Lupi.

Le testimonianze di chi arriva fotografano una realtà che sembra farsi sempre più drammatica. Tra gli immigrati sbarcati oggi a Pozzallo anche un giovane centroafricano ferito da un’arma da fuoco: alla polizia ha raccontato che a sparargli sono stati i trafficanti, sulle coste libiche, per costringerlo a salire sui gommoni. Pure i numeri di gennaio dimostrano che la situazione è peggiore di quella del 2014, quando alla fine sono stati 170mila i migranti accolti: 3.538 persone arrivate nei primi 30 giorni del 2015 contro 2.171 sbarcate l’anno scorso. E quello degli sbarchi potrebbe non essere l’unico problema. Se l’Isis dovesse prendere in mano il traffico degli esseri umani, nessuno può escludere che i barconi possano essere utilizzati per far arrivare in Europa potenziali terroristi. Il governo Renzi ha già chiesto a Bruxelles un rafforzamento di Triton. Richiesta che puntualmente è rimasta inascoltata.

Con l'avanzata dei miliziani fedeli al Califfato e l'occupazione di Sirte, a meno di 300 miglia marine dalla Sicilia, si teme il moltiplicarsi dei naufragi di immigrati, della necessità di soccorsi che già vedono in affanno mezzi e uomini dell’operazione Frontex. A breve potrebbe, infatti, esserci un'impennata nelle richieste di aiuto. Una emergenza di cui l’ultima tragedia è solo un’avvisaglia.

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