L'imam-teologo fan del dialogo Islam-Chiesa adesso fa litigare musulmani e cattolici

«Non insegnerò religione», promette. Ma dai social piovono solo critiche

L'imam-teologo fan del dialogo Islam-Chiesa adesso fa litigare musulmani e cattolici

Firenze È nato e cresciuto con la fede islamica nell'inferno dello Yemen in guerra, ma venendo in Italia a curarsi e studiando si è «innamorato di Gesù». E ieri mattina si è laureato in Teologia cristiana alla facoltà teologica dell'Italia centrale, sotto gli occhi di numerosi esponenti delle comunità musulmane in Italia (c'era anche una troupe di Al Jazeera).

Il giovane Hamdan Al Zeqri, guida religiosa nel carcere fiorentino di Sollicciano, si è presentato alla commissione come un «agente di pace» e durante la tesi incentrata sulla figura del ministro di culto islamico nelle carceri ha citato Gesù e Maometto, Papa Francesco e l'imam Ahmad al-Tayyeb, il Vangelo e il Corano. Animato dalla volontà di conoscere altre religioni, Hamdan ha passato gli ultimi quattro anni nelle aule della facoltà, condividendo gli studi con sacerdoti, suore e seminaristi. Il suo obiettivo è di porre un nuovo tassello nel dialogo interreligioso, ma l'imam primo esponente con incarichi ufficiali in una comunità islamica a laurearsi in materie religiose in un istituto cattolico è riuscito a far litigare sia i cristiani che gli islamici. Se tanti hanno plaudito alla sua scelta di conoscere la figura di Gesù e approfondire lo studio del cristianesimo, infatti, soprattutto in rete non è mancato chi ha contestato questa decisione, con motivazioni bipartisan. Da un lato, soprattutto le voci sul fatto che l'imam potesse insegnare religione cattolica nelle scuole hanno suscitato la preoccupazione e lo sdegno di alcune frange cattoliche, e dall'altro alcuni esponenti del mondo islamico lo hanno bollato come traditore passato nelle file degli infedeli. Nulla di più lontano dalla realtà, replica Hamdan scrollando le spalle e ricordando che le immancabili polemiche lasciano il tempo che trovano: «La mia laurea serve ad andare contro i pregiudizi e il linguaggio d'odio sempre più diffuso, a rimarcare la necessità di un confronto anziché di uno scontro».

Al Zeqri ha anche gettato acqua sul fuoco delle polemiche sulla possibilità di andare, magari un domani, a insegnare religione cattolica.

In effetti non potrà fare da docente negli istituti pubblici, perché a norma di legge sono richieste condizioni ostative come il battesimo, appartenere alla fede che si insegna, essere indicato dal vescovo di riferimento e ottenere un incarico.

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