Malta nuova base jihadista 4 fermati nei nostri aeroporti

Lo staterello mediterraneo è una meta turistica che fa pochi controlli. I terroristi userebbero La Valletta per le loro transazioni finanziarie

Malta nuova base jihadista  4 fermati nei nostri aeroporti

Quattro arrestati lo stesso giorno, tutti siriani, in due aeroporti diversi d'Italia, Orio al Serio e Ciampino, quattro passaporti falsi e un'unica destinazione: Malta. Nella mappa mondiale del nuovo terrorismo il nome della piccola isola del Mediterraneo in questi giorni non era mai comparso.

Ora invece spunta per due volte, in circostanze gemelle e piuttosto inquietanti, non solo per la vicinanza con gli attentati francesi, ma perché a Orio al Serio la polizia aeroportuale ha trovato molto di più di due documenti falsificati, uno norvegese e uno austriaco: sul telefonino di un siriano fermato, Alali Fawaze, 30 anni, c'erano foto di uomini che imbracciavano il mitra, e uno dei fotografati era con alte probabilità proprio il «viaggiatore». In questo scatto non compaiono simboli dell'Isis, presenti invece in un'immagine sul cellulare dell'altro arrestato, Azma Alari, 19 anni, accanto a un uomo a volto coperto.La procura di Brescia ha aperto un fascicolo per reclutamento e addestramento con finalità terroristiche, e, con i nuovi fermi di Ciampino, la lente delle indagini dell'antiterrorismo sta iniziando a spostarsi con più attenzione sulla Valletta.

Esiste una pista maltese? Malta potrebbe essere una semplice base aeroportuale di triangolazione in area Schengen per i viaggi verso e dalla Siria di personaggi equivoci, base «bancaria» eletta per il deposito di fondi, o vero e proprio snodo logistico? L'isola ha alle spalle una lunga storia di pluralismo religioso, ma, secondo gli esperti, dalla caduta di Gheddafi qualcosa è cambiato all'interno di alcune comunità. Sono arrivate molte persone dalla Turchia, dalla Libia e da altri Paesi dove il radicalismo prevale. In un centro islamico sarebbero stati addirittura buttati alcuni libri di studio del periodo precedente al 2012. È passata piuttosto sotto silenzio la notizia, lo scorso febbraio, del ritrovamento delle scritte «Death to Christians, 1-3-2015», morte ai Cristiani, su un muro a Qrendi e su due autobus.

Il passaggio da Malta potrebbe però essere anche un metodo utilizzato da parte di chi vuole andare e venire dai Paesi dove imperversa il Califfato tramite la rotta aerea senza destare sospetti ai controlli. La Valletta è una meta turistica e finora non c'erano controlli sui cittadini dell'area Schengen, procedura che invece è cambiata dopo Parigi. Secondo un altro scenario l'isola potrebbe essere, o rischia di diventare, un luogo di deposito fondi sotto copertura, o di riciclaggio, del sempre più ricco impero di Al Baghdadi. Potrebbe essere insomma un «comodo hub finanziario», valuta Arturo Varvelli, ricercatore dell'Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), esperto di terrorismo. Un punto di appoggio «logistico e organizzativo» anche per procurarsi «documenti falsi», un'attività in cui purtroppo l'Italia primeggia.

L'Italia e Malta potrebbero quindi essere in questo momento due «corridoi di passaggio» per fondi e documenti. I due siriani sono stati controllati a Orio al Serio perché parlavano soltanto arabo pur avendo passaporti europei. Una circostanza all'apparenza casuale, che ha permesso però di risalire ai documenti falsi e alla foto sullo smartphone. E i telefonini dei due sono ora preziosi strumenti di indagine nelle mani degli investigatori. I due fermati a Ciampino sono giovanissimi: 18 e 19 anni, passaporti falsi francese e norvegese. L'arresto è avvenuto lo stesso giorno, mercoledì, anche se dell'operazione romana si è avuta notizia soltanto venerdì. Gli scopi dei quattro arrestati sono tutti da accertare, ma sembra difficile che fossero diretti a un party a Malta che si svolgeva in quel giorno. Uno di loro aveva chiesto asilo politico in Austria.

A proposito di Malta, ieri l'inglese Independent riportava frasi piuttosto sconcertanti dell'ex premier (quadriennio 83-87) Karmenu Mifsud Bonnici, secondo il quale «se Malta consente alle navi francesi di entrare nei suoi porti, deve consentire di entrare anche alle navi provenienti dallo Stato islamico. Non possiamo trattare alcuni Paesi come alleati e altri come nemici». Valanga di commenti increduli sul sito del quotidiano.

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