Nasce Renzilandia, il Paese senza crisi sognato dall'Unità

Sviolinate mediatiche

Nasce Renzilandia, il Paese senza crisi sognato dall'Unità

Lo aveva messo nero su bianco in una lettera inviata agli iscritti Pd nel giorno del ritorno in edicola: «Racconterà l'Italia bella». Va bene che il partito democratico ci ha messo dentro quasi il 20 per cento dei capitali, ma oggi la rinnovata Unità , più che allo storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci, assomiglia al paese delle favole di Harry Potter: «Renzilandia».

Dopo l'annuncio dei tagli immaginari alle tasse, sognati da Matteo Renzi all'assemblea del Pd a Expo, il giornale titolava: «Che bella l'Italia con meno tasse». Ieri, per raccontare l'incontro con l'astronauta Samantha Cristoforetti, l'Unità sceglie sempre la sobrietà con «L'Italia nello spazio» che a pagina 2 diventa «L'Italia spaziale: dove corriamo in vetta al mondo». Il tutto farcito con catenacci da Istituto Luce: «In orbita anche le tecnologie. Siamo settimi al mondo». Il giornale di Renzi decanta poi «un'industria ad altissimo tasso tecnologico che ci colloca ai vertici internazionali», dove l'unico aspetto che emerge a tassi altissimi è il lecchinismo nei confronti del premier. La spalla è dedicata ai costruttori di robot: «C'è ripresa e il 2015 è in crescita». Chiaro. Secernono saliva anche i sommari dove ovviamente «la produzione salirà». Il tutto salato con l'editoriale in prima pagina del macroeconomista renziano (bocciato in Politica economica) Filippo Taddei che spiega la sua determinante ricetta «Meno tasse più lavoro». Lui è quello favorevole all'Imu sulla prima casa, tanto per intenderci.

«Essere visionari paga», recita l'intervista. Mai come essere renziani, visto che il direttore scelto per la nuova Unità è quell'Erasmo D'Angelis che l'allora sindaco mise alla presidenza della partecipata Publiacqua, dove mosse i primi passi nel cda anche Maria Elena Boschi. Una volta premier se lo portò con sé a Roma, prima come capo segreteria di Palazzo Chigi e poi come coordinatore della struttura di missione del governo contro il dissesto idrogeologico. Creata apposta per lui. Ora un altro delicatissimo compito: fare titoli belli sul governo. Il mestiere che decisamente gli riesce meglio. Che importa poi se su 60 giornalisti della vecchia Unità , si siano salvati solo in 29. L'Italia va a gonfie vele anche a pagina 8 dove sono previsti «risparmi per 200 euro e incentivi ai comuni virtuosi» per la Tasi. Per non parlare dei «due miliardi e mezzo di tagli dalla riforma della Pa» e dei «15 miliardi del patto per il lavoro». Anche all'Ilva di Taranto tutto perfetto, con «600 milioni per la bonifica». Addirittura «festeggiano tutti alla Micron, per gli esuberi zero».

Per non farsi mancare nulla D'Angelis elenca le crisi risolte in un «Sud che riparte». Nemmeno una cattiva notizia. Un record. Peccato solo per quei quattro italiani rapiti in Libia. Quelli sono nelle mani di Gentiloni...

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