Ponte beffa inaugurato a Natale crollato la notte di Capodanno

Il presidente dell'Anas aveva detto: "Opera strategica". Renzi e Lupi fanno i duri: "I colpevoli pagheranno"

Foto da Twitter
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Già quel nome non dava un gran senso di sicurezza: viadotto Scorciavacche. Ma che il suddetto ponte crollasse a pochi giorni dall'inaugurazione (senza neppure il peso di «vacche» in transito), non lo avrebbe immaginato nessuno. E invece è andata proprio così: lanciato come un razzo alla vigilia di Natale, lo Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento ha fatto il botto a Capodanno.

L'Anas - burocraticamente - parla di «un anomalo cedimento del piano viabile in corrispondenza del rilevato retrostante della spalla del viadotto», mentre i siciliani - incazzosamente - sottolineano che u ponte carriri cuomu nu scimunitu (il ponte cadde come un fesso). E le foto che immortalano l'idiozia danno ragione a questa seconda versione: metà carreggiata è infatti sprofondata e la restante presenta una profonda spaccatura. Per fortuna nessun veicolo transitava quando è avvenuto il «collasso dell'arteria». La procura di Termini Imerese ha aperto un'inchiesta e l'Anas ha vietato la circolazione sulla statale 121 tra il km 226 e il km 227 nei pressi di Mezzojuso: anche questo un nome profetico in tema di parziale chiusura - anzi, jusura - al traffico.

Il viadotto venuto giù rientra nel progetto approvato dall'Anas, che aveva autorizzato l'avvio dei lavori in un tratto della Statale 121 compreso dal km 14,4 al km 48, per un importo di oltre 295 milioni di euro, denominato «Lotto 2»: il costo dell'opera crollata è stato di circa 13 milioni.

Lungo i 34 chilometri interessati al progetto sono previste numerose altre opere che, speriamo, non facciano la stessa fine del viadotto: una galleria, 5 nuovi ponti, 12 svincoli, oltre a interventi di restauro, miglioramento sismico e adeguamento di strutture già esistenti. All'apertura della variante «Scorciavacche», un nuovo tratto di un chilometro, il presidente dell'Anas, Ciucci (anche questo, nome sospetto), aveva sottolineato che il «cronoprogramma era stato rispettato, anche con l'anticipo di qualche tappa. È un passo avanti importante verso la realizzazione dell'intero itinerario, strategico per tutta l'sola, perché costituisce l'unico collegamento diretto tra le provincie di Palermo ed Agrigento». Complimenti.

Intanto più tragicomico dell'incidente risulta forse solo la reazione del premier Renzi che ha colto l'occasione per affacciarsi come un ducetto dal web-balcone delle chalet sulle nevi dove sta sciando, facendo la seguente dichiarazione di guerra: «Ho chiesto all'Anas il nome del responsabile. Pagherà tutto». A differenza sua che invece la vacanza in montagna (con tanto di volo di Stato) la sta facendo a spese del contribuente. A fargli eco (del resto siamo o no in alta montagna?) è subito arrivata anche la vocina del ministro dei Trasporti, Lupi, ululante di indignazione: «Un fatto inaudito e inaccettabile. Ho chiesto «immediatamente all'Anas una relazione dettagliata sull'appalto, sui lavori e anche sulla commissione di collaudo. Perché c'è chi l'ha costruito male, chi non ha controllato che i lavori fossero fatti a dovere e chi ha dato il via libera alla circolazione su un'infrastruttura che a dieci giorni dall'inaugurazione è crollata. Ogni negligenza e irresponsabilità non verrà assolutamente giustificata. Chi ha sbagliato risponderà alla legge del rischio che ha fatto correre alla sicurezza dei cittadini e dei danni economici che ha provocato». Mamma mia, che severità: se i politici facessero così anche con se stessi, vivremmo cero in un Paese migliore.

Da sottolineare anche l'autorevolezza del commento tecnico del vicepresidente del Senato, il leghista Calderoli: «A Palermo crolla il viadotto Scorciavacche che, visto il nome, non poteva che andare tutto in vacca. Renzi chiede il nome del responsabile e fa bene, ma a me viene un dubbio: non è che Renzi porti anche sfiga?». Intanto l'Anas - presumibilmente colpita da reazioni così efficaci - ha contestato alla ditta che ha eseguito l'opera «il difetto di esecuzione», disponendo «l'immediata installazione di un sistema di monitoraggio di tutte le strutture su cui si regge la strada oltre al ripristino della carreggiata nel più breve tempo possibile».

Tanto per la cronaca, a realizzare i lavori - precisa l' Ansa - è stata la

«Bolognetta scpa»: «Alla guida dei lavori il capo progetto Pierfrancesco Paglini, coadiuvato da Davide Tironi, dal direttore tecnico Giuseppe Buzzanca e da una squadra di professionisti». «Professionisti», parola grossa...

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