Quartapelle contro Savoini: ma i neonazisti erano con Kiev

L'esponente del Pd ipotizza un collegamento fra Gianluca Savoini e i neo-nazisti fermati a Torino dalla Digos, che però avevano combattuto nella regione ucraina del Donbass contro i separatisti russi.

Quartapelle contro Savoini: ma i neonazisti erano con Kiev

L'inchiesta di Buzzfeed sui presunti fondi russi alla Lega tramite Gianluca Savoini ha risvegliato gli esponenti del Partito democratico che, in un clima surreale di neo-maccartismo, sono arrivati ad accusare Matteo Salvini di voler sovvertire l'euro-atlantico. La deputata del Pd Lia Quartapelle si è spinta oltre, prima organizzando un flash mob sotto la sede della Lega in Bellerio con tanto di rubli e colbacchi, poi pubblicando un lungo post in cui ipotizza un collegamento fra Savoini e i neo-nazisti arrestati a Torino dalla Digos. Peccato per la deputata che si tratti di una fake news.

"È notizia di stamattina che nel Nord Italia la Digos ha sequestrato fucili d'assalto e addirittura un missile aria-aria a un gruppo paramilitare di estrema destra che ha partecipato al conflitto armato del Donbass (dalla parte russa). Ecco, secondo la procura di Genova, Savoini ha avuto contatti con Orazio Maria Gnerre, che stando alle indagini sarebbe tra i reclutatori di queste milizie del Donbass" afferma l'onorevole del Pd, che però viene smentita proprio dalle parole pronunciate in conferenza stampa da Luigi Spina (capo del Servizio Antiterrorismo di Torino): "Alcuni di questi che noi abbiamo monitorato avevano avuto modo di affiancare gruppi nazionalisti ucraini nel combattimento contro formazioni filo-russe i Donbass".

I neo-nazisti fermati dalla Digos, dunque, non combattevano nel Donbass dalla parte dei separatisti russi ma dalla sponda opposta, quella di Kiev. Non è un mistero, infatti, che a fianco dell'Ucraina nella parte orientale del Paese combatta il Battaglione Azov, di chiara ispirazione neonazista. Com'è noto che altre milizie filo-Kiev si rifacciano all'estetica e all'ideologia delle Waffen-SS. Lia Quartapelle viene inoltre smentita da Orazio Maria Gnerre, politologo e saggista accostato a Gianluca Savoini dalla stessa: "Innanzi tutto io non ho mai avuto a che fare, né probabilmente ne avrò, con la Lega. Vi sono mille motivi di carattere politico che mi distanziano da questo partito - di cui non condivido né la politica economica e fiscale (liberista), né la politica internazionale" osserva Gnerre.

Ma la cosa più grave è che "alla Signora Quartapelle dev'essere sfuggito che le persone oggi arrestate, chiunque esse siano, non solo non erano combattenti delle Repubbliche Popolari del Donbass, come lei pure dice, ma (come riportato dal comunicato ufficiale della Polizia di Stato italiana e dagli ultimi lanci di agenzia) proprio miliziani di quello stato ucraino che la Signora Quartapelle nello stesso post difende". La stessa Quartapelle, dopo varie segnalazioni sui social, è intervenuta per correggere il tiro: "Dopo le vostre segnalazioni ho verificato con la fonte della notizia (la Questura di Torino) la questione dell'appartenenza allo schieramento filo-russo o filo-ucraino. Come nel loro comunicato (linkato in basso), diverso da quello della Polizia di Stato, dalla Questura non si esprimono sulla fazione per la quale parteggiasse la cellula, perché stanno ancora verificando e le indagini su questo tema sono ancora in corso. In attesa di avere una parola definitiva nei prossimi tempi, mi scuso per aver riportato un'informazione non confermata, che avevo ripreso da alcuni articoli di stampa" ha osservato l'esponente del Pd.

Sta di fatto che l'Ucraina è diventata talmente tollerante con l'ultra-destra tanto da consentire che un raduno di 1.500 neonazisti si tenga in pieno centro a Kiev. Nell’anniversario dell’invasione dell’Urss del 1941 da parte della Germania nazista – quando le truppe tedesche invasero la parte di Polonia occupata dall’Unione Sovietica (Operazione Barbarossa) – un noto club della capitale ucraina, alla fine di giugno, ha ospitato un concerto dichiaratamente neonazista. Solitamente, raduni di questo genere vengono organizzati in gran segreto, in luoghi che sono gli organizzatori e i partecipanti conoscono. Un po’ come i rave party.

In Ucraina, al contrario, dopo la legittimazione di forze politiche radicali come Svoboda e del collettivo paramilitare Pravyj Sektor (Settore Destro), che emersero prepotentemente alla fine del novembre 2013 nella protesta Euromaidan a Kiev, con la conseguente cacciata dell’allora presidente legittimo Viktor Janukovyč, i neonazisti non hanno certo la necessità di nascondersi e anzi, organizzano il loro evento a due passi dalla sede dell’Università Nazionale del Commercio e Economia di Kiev.

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