"Renzi tolga il ramoscello d'ulivo dal simbolo del Pd"

Andrea Rauch, disegnatore del simbolo dell'Ulivo, spiega: "Per come era stato inserito nell'emblema del partito, sembrava quasi una cacatina di mosca"

"Renzi tolga il ramoscello d'ulivo dal simbolo del Pd"

“L'Ulivo, assieme a Forza Italia, sono stati una sorta di spartiacque tra il vecchio e il nuovo mondo: nel primo c'era una decina di simboli, nel secondo centomila... un diluvio continuo, uno tsunami. Anche per questo, l'Ulivo di allora non c'entra nulla coi partiti di oggi”. A parlarne è Andrea Rauch, il disegnatore del famoso simbolo con cui il centrosinistra vinse le Politiche del 1996, che il 31 dicembre 2013 ha chiesto, con una lettera indirizzata al presidente-segretario Matteo Renzi, di togliere il ramoscello dal simbolo del Pd.

La lettera a Matteo Renzi

"Il succo della lettera era: ‘Visto che quel rametto di ulivo ormai non vi serve più, per piacere levatelo’. Per come era stato inserito nell'emblema del partito, sembrava quasi una cacatina di mosca, un dettaglio di pochi millimetri in un simbolo di tre centimetri di diametro: toglierlo aveva un senso, visto che appunto non serviva più, il Pd non somigliava affatto all'Ulivo del 1996”, ha spiegato Rauch in un’intervista a Gabriele Maestri per il suo sito isimbolidelladiscordia.it. Dall’allora sindaco di Firenze (già segretario del partito), però, non è mai arrivata una risposta.

Come è nato l'Ulivo

Rauch, nel corso dell’intervista ha raccontato anche come nasce il simbolo del ramoscello d’Ulivo. Era il lontano 1995 e Rauch si trovava a Bologna per partecipare a un seminario sulla comunicazione per il mondo della sinistra. Il disegnatore staccò un ramoscello d’ulivo dalla sua casa di campagna, lo scannerizzò e ci lavorò sopra. “Per puro caso, essendo da poco rientrato a Bologna, a quell'ultima parte di conferenza era presente lo stesso Prodi e alla fine lui mi disse: "Ma questo simbolo a me andrebbe già bene!", disse il professore. Rauch non nasconde ancora oggi le sue perplessità iniziali sulla scelta di quel simbolo perché lo riteneva troppo nazionalpopolare. “Io avrei fatto altro ma ho fatto pace con l'impressione di allora e i risultati ottenuti dall'Ulivo mostrano che era Prodi ad avere ragione...”, precisa. Fu così che, dopo alcune correzioni richieste da Walter Veltroni, nacque ‘l’Ulivo’. Un lavoro per il quale Rauch non solo non fu mai pagato ma si dovette comprare persino i floppy disk utilizzati per distribuire il nuovo simbolo ai giornalisti, quando venne presentato alla stampa.

"Finché Prodi e Veltroni mi devono qualcosa, va bene, il problema sarà quando io dovrò qualcosa a loro, stando così le cose, bene o male Prodi e Veltroni mi sono debitori di qualcosa e io sono tranquillo, con me stesso e con la mia coscienza”, dice scherzando Rauch, disegnatore anche della famosa Margherita e, prima ancora, di un simbolo (mai usato) per il Pds.

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