Savona, costituzionalista Onida critica Mattarella: "Andato oltre la Carta"

Le parole del costituzionalista Valerio Onida sulla decisione di Mattarella di dire "no" a Paolo Savona al ministero dell'Economia

Savona, costituzionalista Onida critica Mattarella: "Andato oltre la Carta"

La parola conclusiva, forse, la mette Valerio Onida, noto e stimato costituzionalista. La decisione di Sergio Mattarella dinon firmare la nomina di Paolo Savona all'Economia nell'ormai defunto governo M5S-Lega ha fatto discutere, e ancora fa parlare, giornalisti e costituzionalisti (veri o improvvisati). Molti si sono chiesti, a ragione, se era nei poteri del Capo dello Stato porre un veto "politico" sulla scelta del professore "eurocritico" in via XX Settembre.

Nei giorni scorsi erano emersi testi di Diritto Costituzionale citati a destra e sinistra (anche in maniera impropria). Anche il sito ufficiale del governo sembrava limitare il potere del Quirinale nella formazione dell'esecutivo, una volta trovato il premier incaricato (in questo caso il giurista Giuseppe Conte). Pd e sinistra si sono immediatamente schierati a difesa del Colle, difendendone le prerogative. Ma per Onida, autore anche di alcuni dei più utilizzati testi di diritto, "il presidente Mattarella ha esercitato al limite delle sue prerogative uno dei suoi poteri, arrivando a interpretazioni della Costituzione che secondo me non sono giuste".

L'inquilino del palazzo dei Papi sarebbe dunque andato oltre i suoi diritti e poteri. "La scelta di Mattarella di impedire la formazione di un governo dopo una lunga trattativa tra i due partiti - ha spiegato Onida in una intervista a Class Cnbc, riportata da Milano Finanza - mi ha sorpreso, mi sembra abbastanza impropria". La spiegazione è semplice: "Nel nostro sistema la formazione dei governi dipende essenzialmente dalla presenza o meno di una maggioranza in Parlamento. Il governo non è una dipendenza del capo dello Stato, bensì una dipendenza del suo Parlamento". Una maggioranza, fino a domenica, c'era. Ed era quella strana, variopinta e chissà quanto stabile, costruita da Lega e M5S. Sul percorso di Conte, però, si è inserito Mattarella e la sua avversione a un possibile ministro dell'Economia che per il Colle avrebbe portato ad una "probabile" se non "inevitabile" uscita dall'Euro. "Non dare vita a un governo per la presenza di una persona e le possibili idee politiche che potrebbe portare avanti - sentenzia Onida - mi sembra andare al di là di ciò che dice la Costituzione quando parla della formazione di governo".

Certo. Tecnicamente Mattarella poteva farlo. Per questo la richiesta di impeachment appare sinceramente assurda. "Ma - fa notare Onida - guardiamo alla logica del sistema: il presidente della Repubblica ha fatto un lungo giro di consultazioni per verificare l’esistenza di una maggioranza. Alla fine la maggioranza è emersa: i suoi esponenti hanno concordato una certa ipotesi di governo, invocando rigidamente la necessità di nominare Savona. Di fronte a questo il capo dello Stato si è opposto per ragioni politiche, non personali. A mio parere Mattarella è andato contro l’idea che il nostro sistema è un sistema parlamentare". Se il problema fosse stato il programma di governo, infatti, il Colle avrebbe potuto farlo presente prima "rilevando aspetti di incostituzionalità". ma non lo ha fatto. Si è invece "opposto solo a una persona, temendo che potesse mettere in pericolo la stabilità dei mercati finanziari, e la difesa dei risparmiatori". Un grave errore, per Onida, che rischia di consegnare la volontà popolare nelle mani dei creditori dello Stato.

I quali così assumono "un potere immenso, che va al di là delle obbligazioni di un debitore. Un debitore non può diventare così politicamente asservito da accettare ingerenza sulla maggioranza. In questo caso mi sembra sia andato un po’ troppo oltre".

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